La comunità orionina di Beira, appartenente all’Arcidiocesi omonima nel centro del Mozambico, a circa 1.200 chilometri da Maputo, prosegue con impegno il proprio cammino missionario, seguendo anche gli orientamenti emersi durante la visita dello scorso maggio di P. Tarcisio Vieira, Don Walter Groppello e P. Rodinei Thomazella.
La comunità è composta dai missionari P. Polycarpe Tapsoba, originario del Burkina Faso, P. Mateusz Antoniak, della Polonia, e P. Inocêncio Coeine, nato proprio a Beira. Con loro vive anche il postulante mozambicano Helder Antonio Limpo. I religiosi operano in un contesto segnato da numerose sfide, ma anche da grandi opportunità e speranze. La loro missione è quella di essere una presenza semplice e vicina alle persone, testimoniando il Vangelo attraverso l’accoglienza, l’attenzione ai più fragili, il sostegno ai giovani e alle famiglie e la collaborazione con la Chiesa locale.
La casa della comunità sorge all’interno dell’ampio terreno acquistato dalla Congregazione dai Padri Somaschi, nella periferia della città. L’estensione dell’area offre importanti prospettive per lo sviluppo di opere caritative e servizi a favore della popolazione. Tra i progetti futuri vi è la realizzazione di una struttura ispirata al Cottolengo di Maputo, secondo il desiderio espresso da Mons. Claudio Dalla Zuanna quando invitò la Congregazione a stabilirsi nella diocesi. Lo spazio potrà inoltre ospitare attività pastorali per le comunità della zona e, in futuro, anche un centro educativo dedicato al sostegno scolastico dei bambini e dei ragazzi.
Proprio in questa direzione si inserisce l’iniziativa avviata il 3 luglio scorso, anniversario dell’apertura del primo oratorio fondato da Don Luigi Orione nel 1892. In quella data i religiosi hanno inaugurato l’“Oratorio Dom Orione” di Beira. La prima giornata si è aperta con attività di supporto scolastico in aula ed è poi proseguita con giochi e momenti di animazione per i bambini. L’entusiasmo e la partecipazione sono stati immediatamente evidenti: già nel giorno inaugurale hanno preso parte alle attività oltre 60 bambini, riempiendo la sala e confermando il bisogno e l’interesse per questa nuova presenza educativa e pastorale.
A distanza di una sola settimana dall’inaugurazione, la partecipazione è ulteriormente cresciuta: oggi i bambini che frequentano l’Oratorio Dom Orione sono più di 90 e lo spazio loro destinato inizia ad essere un po' stretto. Un dato particolarmente significativo è la loro provenienza da diverse confessioni religiose: tra loro vi sono cattolici, protestanti e musulmani. Alcuni bambini arrivano già al mattino per aiutare a pulire e preparare l’aula prima dell’inizio delle attività. Tra i momenti più significativi vissuti in questi primi giorni vi è stata anche una colazione condivisa insieme, un semplice gesto di fraternità che ha rafforzato il clima di famiglia e di accoglienza che caratterizza il nuovo oratorio. Questa presenza così varia testimonia come l’oratorio sia già diventato un luogo di incontro, amicizia e condivisione, capace di accogliere tutti e di offrire ai più piccoli uno spazio educativo e formativo aperto alla comunità.
In questi primi giorni di attività, i religiosi orionini hanno inoltre toccato con mano le profonde difficoltà scolastiche di molti bambini. «Inizialmente pensavamo che l’oratorio potesse essere soprattutto un aiuto per i compiti scolastici. Tuttavia, nei primi incontri ci siamo resi conto di una realtà molto più complessa: molti bambini hanno grandi difficoltà nell’apprendimento di base. Alcuni frequentano già la terza o addirittura la sesta classe della scuola primaria, ma non sanno ancora leggere né scrivere. Questa situazione ci ha fatto comprendere che il nostro compito non sarà solo quello di affiancarli nello studio, ma di accompagnarli nei primi passi della loro formazione. In un certo senso, stiamo ricominciando da zero».


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