Il legame tra Papa Francesco e l’eredità spirituale di San Luigi Orione è stato profondo: una sintonia che non nasce da semplici affinità, ma da una vera condivisione di una stessa fiamma di carità. Fin dai primi giorni del suo pontificato, Francesco ha mostrato una sorprendente vicinanza al carisma orionino, richiamando temi, intuizioni e accenti che risuonano nelle parole del nostro Fondatore. Non a caso, per la Famiglia Orionina, egli è stato un Papa “orionino”: un uomo dal respiro universale, capace di amare senza confini e di farci rileggere con nuova profondità il pensiero del nostro Padre Fondatore. «Voi avete un carisma molto importante», aveva ricordato più volte, salutando i Superiori Generali P. Tarcisio Vieira e Madre Alicja Kędziora il 23 novembre 2023.
Il suo pontificato lascia un’eredità ricca e profonda, fatta di azione, gesti, parole e scelte che hanno lasciato un segno indelebile nel cammino della Chiesa. Anzitutto, la riforma della Chiesa e la centralità del Vangelo: Francesco ha proseguito con coraggio il cammino tracciato dal Concilio Vaticano II, indicando ai suoi successori una direzione chiara. Ha riportato la Parola di Dio al centro della vita ecclesiale, convinto che solo ripartendo dal Vangelo la Chiesa potrà rimanere vicina al popolo. È un’intuizione che dialoga profondamente con il desiderio di Don Orione di diffondere l’amore per il “dolce Cristo in terra”, soprattutto tra i più poveri, i più bisognosi.
Francesco è stato poi il Papa delle periferie. Ha scelto di guardare il mondo a partire dagli ultimi, dagli scartati, dai “desamparados” direbbe Don Orione per indicare coloro che spesso non hanno voce. Non ha temuto opposizioni o incomprensioni: ha parlato con libertà, ricordando che in ogni persona, anche nella più ferita, brilla l’immagine di Dio.
Il suo stile è stato quello del dialogo aperto e della fraternità universale. Ha cercato ponti con ogni religione e con ogni gruppo sociale, rifiutando ogni forma di fondamentalismo. In un tempo segnato da conflitti e chiusure, ha annunciato la pace, l’accoglienza, la cura reciproca. E ha richiamato con forza la responsabilità verso il creato, la nostra casa comune, che non può essere sfruttata ma custodita.
Infine, il suo ultimo grande dono alla Chiesa: la sinodalità. Francesco ci ha invitati a camminare insieme, come un’unica famiglia, ascoltandoci e sostenendoci. E ha consegnato due parole che sintetizzano il suo magistero: la gioia dell’essere cristiani e la speranza, che ha voluto porre al centro dell’anno giubilare.
Per la Famiglia Orionina, Papa Francesco rimane una guida profetica che ha incoraggiato tutti a vivere il Vangelo con coraggio e fiducia, lasciando un’impronta indelebile di carità, servizio e umanità. Questo cammino luminoso prosegue oggi senza interruzioni, raccogliendo il testimone sotto la saggia guida pastorale di Papa Leone XIV, in una profonda comunione di intenti e di slancio missionario.

