Data del decesso: 26 Marzo 2012
Luogo del decesso: Trebaseleghe (PD)
Luogo di sepoltura: Trebaseleghe (PD)
Sac. Antonio PILOTTO, a Mossano (VI), morto a Trebaseleghe (PD) nel 2012, a 88 anni di età, 70 di Professione religiosa e 60 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia “San Marziano e San Benedetto” (Tortona).
Annuncio decesso
È morto Don Antonio PILOTTO
Il giorno 26 marzo 2012, è morto a Trebaseleghe (PD) il carissimo Confratello SAC. Antonio PILOTTO. Era nato a Mossano (VI), il 5 gennaio 1924, aveva 88 anni di età, 70 di Professione religiosa e 60 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia “San Marziano e San Benedetto” (Tortona).
"Ricevo in Cile la notizia della morte del caro Don Antonio Pilotto. Mi unisco con la preghiera e con la riconoscenza al saluto di questo confratello fedele, buono e generoso. Lo ricordo in particolare per gli anni trascorsi a Sassello con i giovani seminaristi e poi a Parigi, al Foyer di Saint Ouen. Anche recentemente, a Trebaseleghe, anziano, continuò ad essere persona vivace e trovando modo di rendersi sacerdotalmente utile alle persone. Dio lo benedica! Don Flavio Peloso".
Il funerale del confratello D. Antonio Pilotto sarà mercoledì 28 marzo, partendo dalla Casa Don Orione alle ore 15.15 e la Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di Trebaseleghe (PD) alle ore 15.30. Don Antonio verrà poi sepolto nel cimitero di Trebaseleghe.
“I Figli della Divina Provvidenza esprimono la loro comunione anche suffragando generosamente i confratelli defunti. Ricevuta notizia della morte di un confratello, le comunità si raccolgono in preghiera per lui. Lo ricordano nella santa Messa e recitano per lui, per tre giorni, il santo rosario. In suffragio di lui ogni casa della Congregazione cura la celebrazione di una santa Messa, cui assiste possibilmente la comunità”. (Norme 41) Requiescat in pace!
Da "Atti e Comunicazione della Curia Generale (Don Orione) n. 237 gennaio aprile 2012
Sac. Antonio PILOTTO
Serenamente spentosi nella "Casa Don Orione" di Trebaseleghe (Padova), il 26 marzo 2012, a 88 anni d'età, 70 di professione religiosa e 60 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia religiosa "San Marziano e San Benedetto" (Tortona).
Era il primogenito della famiglia di Luigi e di Virginia Sinigaglia, aveva due fratelli e quattro sorelle, delle quali una appartenente all'Istituto Secolare Orionino. Nacque il 9 gennaio 1924 a Mossane (Vicenza), fu portato al fonte battesimale il 20 dello stesso mese e cresimato il 24 giugno 1932.
La famiglia, povera ma religiosa e praticante, si trasferì per lavoro a Frapiero d'Agna (Padova), permettendo al piccolo Antonio di frequentare le scuole d'obbligo e il catechismo, attirando l'attenzione del parroco sulla sua vocazione al servizio di Dio.
Fu accolto il 21 ottobre 1936 al "Marco Soranzo" di Campocroce di Mirano (Venezia), iniziando il ginnasio che proseguirà nei probandati di Tortona, Voghera e Montebello (Pavia) ('36-'40), conoscendo di persona il Fondatore. Ricordava sempre il suo primo incontro con Don Orione durante la vestizione dell'abito religioso, il 28 agosto '37 al Santuario della Guardia: "Sarai prete, mi disse, se pregherai la Madonna! Come te, volevo dirgli. Sarò con te e come te, ambasciatore di misericordia. Don Orione mi aveva stregato!" Gli fece pure da chierichetto, sperando di vederlo andare in estasi, come sentiva dire in giro.
A Villa Moffa di Bra (Cuneo) fece l'anno di noviziato (1940-41) ed emise i primi voti il 15 agosto, rinnovandoli annualmente fino alla professione perpetua, il 15 agosto '48 a Campocroce di Mirano. Completato il liceo classico a Tortona e Bra ('41-'44), passò a Genova, assistente e segretario all'istituto di Paverano ('44-'47), per poi riprendere gli studi ecclesiastici nel Teologico della Congregazione a Tortona ('47-'51) con la ricezione del Diaconato (10/03/1951) e l'ordinazione sacerdotale nel santuario della Madonna della Guardia, il 29 giugno 1951, per mano del Vescovo Melchiori.
Passato a Roma in Via Sette Sale, allora sede della Curia generale, aiutò nella segreteria mentre frequentava l'anno di pastorale, finito il quale fu destinato al nuovo Istituto St. Pierre di Casseneul, in Francia, assistente e insegnante ai ragazzi poveri, e anche direttore per un anno ('52-'57). Fu poi trasferito al probandato di Sassello (Savona), vicario, assistente e insegnante ai ginnasiali prima ('58-'67) e direttore poi ('67-'69), svolgendo nel contempo l'attività di consigliere provinciale per due trienni ('64-'67 e '76-'79).
Nuovamente in Francia, diresse il Foyer Don Orione per giovani a Saint Ouen nella periferia parigina, fino al 1971. Al rientro in Italia per cure, fu collaboratore a Bogliasco, Borgo San Lorenzo e Selargius ('71-'74). A Copparo (Ferrara) esercitò come vicario parrocchiale e insegnante fino al 1978. Sempre animato da zelo e spirito missionario, accettò di tornare in terra francese, prodirettore e parroco a Plailly ('78-'92), indi a Persan, vicario e collaboratore parrocchiale ('92-'99) e infine vicario al Foyer di Saint Ouen fino al 2005, sempre prodigandosi verso i più bisognosi con la carità spirituale del ministero e quella materiale dell'assistenza. In questo periodo visse il grande evento della beatificazione di Don Orione, presenziando al rito in Piazza S. Pietro con il Vescovo di Beauvais e gli amici di Plailly e S. Ouen, il 26 ottobre 1980. La sera stessa, ai suoi dubbi sulla capacità di D. Orione di fare ancora miracoli come Beato, Mons. Desmazieres gli confidò: "Don Orione un miracolo l'ha già fatto: ti ha mandato ad evangelizzare la Picardia! Non mi pento di averti nominato parroco!".
Dal 2005, tornato in patria per la salute malferma, accolse con serenità la destinazione alla "Casa Don Orione" di Trebaseleghe, dove valorizzò gli ultimi anni, con la predicazione, la "Lectio divina" ai fedeli, con la preghiera "sorgente d'acqua viva nel deserto" che aiuta ad "esistere" anziché vivere o peggio sopravvivere - diceva - divenendo anche da "ricoverato" ambasciatore di misericordia col ministero dell'ascolto e della riconciliazione.
Le esequie si svolsero nella chiesa parrocchiale di Trebaseleghe (Padova) con successiva sepoltura nel cimitero locale.
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