Data del decesso: 6 Aprile 1989
Luogo del decesso: Córdoba (Argentina)
Luogo di sepoltura:
Sac. GENOVESE Antonio, da Santandrà Povegliano (Treviso), morto a S. Francisco di Córdoba (Argentina) nel 1989, a 76 anni di età, 58 di Professione e 47 di Sacerdozio.
Da "Atti e comunicazioni della Curia Generale", Maggio - Agosto 1989
Sac. Antonio GENOVESE
da Santandrà (Treviso), passato al Signore in San Francisco, (prov. di Cordoba, Argentina) il 6 aprile 1989, a 76 anni di età, 59 di professione religiosa e 47 di sacerdozio.
La sua "vocazione" riporta al periodo, ricco di lavoro e di promesse a bene della gioventù, allorché i nostri istituti di Venezia, di Mestre e di Campocroce accoglievano centurie di giovinetti avviati alla scuola e ad una onorata professione. Nato il 27 agosto 1912, venne ricevuto dal Servo di Dio Don Sterpi agli Artigianelli di Venezia nel 1924, dove maturò la sua vocazione che indusse i superiori a destinarlo a Tortona il 17 luglio 1928, per fargli ricevere poi l'abito sacro il 29 agosto dello stesso anno. Completò il ginnasio nel nuovo seminario pro missioni dell'Opera in Voghera e fu ammesso al noviziato (1929-30): pronunciò i primi voti il 5 ottobre 1930 a Villa Moffa. Possedendo il diploma magistrale, completò gli studi liceali di filosofia, abbinandoli al tirocinio di regola a Campocroce, Venezia e Tortona. Due anni dopo aver iniziato i corsi di teologia (1935-37), venne inviato in Sud America dove lo accolse il Fondatore don Orione, che stava definendo i quadri dei suoi religiosi nei vari istituti, prima di fare ritorno in Italia.
Giunto in Argentina il 24 aprile 1937, nel giugno era a Lanùs, poi a Mar del Plata, nel 1939 a Victoria, nel 1941 a Rosario, nel 1942 a Nueva Pompeya (Buenos Aires), a Barranqueras (1943-45), a San Fernando (1945-48), a Villa Lugano (1948-50), a Lanùs (1951-53), a Tucuman nel Piccolo Cottolengo (1954), di nuovo a Villa Lugano (1957), a Saenz Pena, curato della Cattedrale (1966), al Santuario di Itati (1968), Claypole (1975), a Rosario di S. Fé (1980), e nel 1984 a San Francisco di Cordoba, dove trascorse gli ultimi anni, a conclusione di un variare di mansioni e di incarichi durante i quali diede sempre il meglio di se stesso, perché seppe mettersi a cordiale disposizione di confratelli e superiori. In particolare, dalla città convenivano alla nostra parrocchia di san Carlo Borromeo persone di ogni condizione per godere del ministero della confessione, che egli esercitava unitamente ad una oculata guida spirituale, in ordine alla vocazione, di giovani che ora si preparano in seminario al sacerdozio e alla vita religiosa.
Don Antonio Genovese, fornito di un carattere apparentemente austero, era in realtà molto sensibile al richiamo delle voci della vocazione, del sacerdozio, del dovere, che adempiva con tenace volontà e profonda convinzione, nutrita di sincero amore a Dio, alle anime, alla Congregazione. Una lode particolare anzi va attribuita a Don Antonio, perché — per quanto ci risulta — egli detiene tra noi il primato di permanenza missionaria all'estero, avendo trascorso 52 anni di attività in terra di Argentina.