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Ricordiamo Sac. LAZZARIN Luigi

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 10 Giugno 2009
Luogo del decesso: Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasile)
Luogo di sepoltura: Belo Horizonte, cimitero “La Colina” (Brasile)

Sac. Luigi LAZZARIN, da Cartura (Padova), morto a Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasile) nel 2009, a 94 anni d’età, 73 di Professione religiosa, 69 di sacerdozio e 62 di missione in Brasile.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", n. 229, Maggio-Agosto 2009

Sac. Luigi LAZZARIN
Tornato alla casa del Padre il 10 giugno 2009 in Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasile), a 94 anni d’età, 73 di Professione religiosa, 69 di sacerdozio e 62 di missione in Brasile.

Era nato a Cartura (Padova) il 18 maggio 1915 dal matrimonio di Giovanni con Pizzocaro Santa, ch’ebbero altri quattro figli, uno dei quali divenne sacerdote salesiano circa un mese dopo lo stesso Don Luigi, che fu ordinato a Tortona il 2 giugno 1940. La famiglia, contadini, amanti del lavoro e delle profonde virtù civiche e religiose venete, lo fecero battezzare il 23 maggio 1915, mentre la cresima la ricevette a Conselve il 21 agosto 1921. Fece con profitto le scuole elementari, manifestando già allora il desiderio di consacrarsi al Signore, sull’esempio del fratello Pietro, salesiano. Fu accolto al seminario per le missioni estere di Voghera (Pavia) il 18 ottobre 1928 da Don Bruno Camillo dove, ricevuto l’abito religioso l’8 dicembre successivo, fece con profitto le classi ginnasiali (1928-30), che orientarono i superiori a iscriverlo alla facoltà di Filosofia della “Gregoriana” a Roma, dove conseguì la licenza e frequentò il primo anno di teologia (1930-34). Compiuto il noviziato a Villa Moffa di Bra (Cuneo) nel 1934-35, professò i primi voti nelle mani dello stesso Padre Maestro Don Cremaschi, il 19 novembre 1935. Nella casa madre di Tortona passò due anni di tirocinio come segretario di Don Sterpi e assistente dei chierici di filosofia e teologia colà presenti in numero di circa 140-160 – come annotò – continuando nel frattempo lo studio della teologia nel seminario diocesano (1937-40). Professato in perpetuo il 19 novembre 1938 a Voghera, nelle mani di Don Sterpi, ricevette il Diaconato il 9 marzo 1940 e il 2 giugno successivo fu ordinato sacerdote nel Duomo di Tortona dal Vescovo Egisto Domenico Melchiori. Anche a causa della guerra, dopo le feste della prima messa al paese con il fratello Don Pietro, fu mandato in Albania, come direttore dell’orfanotrofio di Scutari e parroco di Zojmeni, per sei anni. Qui apprese e comunicò a Don Sterpi la morte di suo padre Giovanni. Ritornato forzatamente in Italia nel 1946, fu incaricato del campo sfollati di guerra di Roma Trastevere per sei mesi, mentre si preparava la documentazione per la nuova missione in Sud America. Il 12 novembre 1946 s’imbarcò con destinazione Brasile, giungendo a Rio de Janeiro il 10 dicembre successivo. Esercitò il suo ministero e apostolato nella parrocchia “N. S. Achiropita” di São Paulo (1947-48). Fu nominato Maestro dei novizi dal ’48 al ’54 a Paraiba do Sul, e dal 55 al 58 a Belo Horizonte. Sempre disposto a fare l’obbedienza, anche con sacrificio, passò in diverse case del Brasile orionino, con l’animo di migliorare e ampliare le opere e le persone nello spirito e nel carisma, accettando e superando difficoltà e incomprensioni, tutto offrendo al Signore per il bene delle anime, della Chiesa e della congregazione che sentiva come Madre da amare nei superiori e nei confratelli. Dopo il periodo dedicato alla formazione, fu soprattutto pastorale il suo campo di lavoro: parroco alla Achiropita di San Paolo (’58-’62); Paraiba do Sul, Rio de Janeiro, Belo Horizonte (’62-’65), e Blumenau (’65-71) come vicario e viceparroco; a Rio de Janeiro-Fatima (’71-’72), come viceparroco. Inoltre dal ’62 al ’64 e dal ’64 al ’67 fu prima consigliere e poi vicario provinciale. Colpito dalla morte di Don Breviglieri nella missione del Goias, si offrì di sostituirlo, passando a Tocantinópolis come viceparroco (’72-’80), poi parroco a Filadelfia (’80-’88), aiutando un altro anno ad Araguaina ed Araguatins come sostituto parroco, sentendo ormai il peso dell’età e della salute precaria, ma ancor più il bisogno di raccoglimento in Dio per recuperare la “dispersione” dell’apostolato e del “fare”. Emise il IV Voto di fedeltà al Papa nella festa della Guardia del 1984 a Tortona. Dopo aver subito e superato un delicato intervento cardiaco, risiedeva stabilmente a Belo Horizonte come consigliere e viceparroco, donandosi senza risparmio alle necessità di piccoli e grandi, sani e malati, nel ministero dell’ascolto, del dialogo e della riconciliazione, sull’esempio del Fondatore. Il tutto, fino alla chiamata finale del Signore che attese “d’in piedi”. I confratelli del Brasile, grati, speravano di festeggiarlo presto per i suoi 95 anni d’età, 75 di vita religiosa, e 70 di sacerdozio, ma il Signore dispose per il meglio, chiamandolo a sé, accanto a San Luigi Orione e i santi di Famiglia in cielo. I funerali si svolsero a Belo Horizonte, presieduti dal suo cugino Mons. Francesco Biasin, Vescovo di Pesqueira nel Nord Est del Brasile, venuto appositamente per le esequie, e definendo il confratello “Uomo forte come la roccia e di cuore tenero e premuroso”, oltre che un maestro di spirito e buon confessore. Erano presenti moltissimi sacerdoti e religiosi orionini, di altre congregazioni e diocesi. È stato sepolto nella tomba della Congregazione nel cimitero “La Colina” di Belo Horizonte.

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