Dal 24 marzo al 5 aprile, un gruppo di Fratelli Orionini provenienti da diverse province e delegazioni della congregazione ha vissuto un itinerario carismatico tra Tortona, Genova e Roma. Non un convegno, non un corso: un pellegrinaggio alle radici, un cammino fraterno che ha lasciato il segno.
Camminare nella Casa Paterna di Don Orione, pregare nella cappella dove lui si inginocchiava davanti al Signore e ai poveri, condividere la mensa e il silenzio con confratelli venuti da ogni parte del mondo: tutto questo ha fatto sperimentare, in modo concreto, che la fraternità orionina non è un'idea ma è una realtà viva. «Conoscevo già questi luoghi», ha confidato uno dei partecipanti, «ma viverli insieme è stato come togliermi un velo dagli occhi».
Il cuore spirituale dell'incontro è stata la riflessione sulla seconda chiamata, un invito a riscoprire, nel tempo ordinario della vita consacrata, la freschezza e la forza del primo “Sì”. Molti l'hanno vissuta come un vero rinnovamento interiore.
Dalla verifica finale sono emerse riflessioni importanti sull'identità del Fratello nella congregazione: una vocazione piena, propria, insostituibile, che chiede di essere valorizzata e sostenuta a tutti i livelli. E insieme alle riflessioni, proposte concrete: un gruppo digitale per tenere in rete tutti i Fratelli della congregazione, incontri online periodici, materiali vocazionali dedicati alla vita fraterna.
Una voce, tra le tante, riassume lo spirito di questi giorni: «Si stava bene. Mi sono sentito bene con voi. La semplicità, la fraternità — questa è la cosa più bella. Ed è qualcosa da trasmettere a tutta la congregazione».


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