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28 Marzo 2026

Tortona – “Alle radici del carisma”. Incontro internazionale dei Religiosi Fratelli

La prima tappa dell'Incontro internazionale dei Religiosi Fratelli (24 marzo – 1° aprile).

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A Tortona e dintorni è in corso la prima tappa dell’Incontro internazionale dei Religiosi Fratelli orionini, dedicato al tema “Alle radici del carisma” e guidata dal Vicario generale Don Maurizi Macchi. Undici Fratelli provenienti da Italia, Argentina, Brasile, Costa d’Avorio e Romania stanno vivendo una settimana intensa, ripercorrendo i passi di Don Orione e visitando i luoghi che hanno segnato la sua vita e la nascita della Piccola Opera. Questo itinerario non è solo un pellegrinaggio geografico, ma un ritorno alle sorgenti: un modo per toccare con mano le radici spirituali e carismatiche che continuano a nutrire la vocazione orionina oggi.

La prima giornata dell’incontro si è aperta la mattina del 25 marzo con una meditazione guidata dal Direttore generale P. Tarcísio Vieira sul tema della seconda chiamata, quel momento in cui la vocazione, dopo l’entusiasmo degli inizi, attraversa la prova e si lascia riplasmare da Dio. Ha riportato i Fratelli sulle rive del lago di Galilea, dove tutto ebbe inizio: la freschezza della prima chiamata, la generosità giovane, l’“illusione provvisoria” che - come ricorda Voillaume - permette al discepolo di osare. Prima di -proseguire, P. Tarcísio ha invitato ciascuno a raccontare la propria storia vocazionale: un intreccio di memorie, gratitudine e fraternità che ha dato calore alla mattinata. Poi la riflessione ha preso una piega più profonda: il tempo della crisi, quando Dio sembra lontano e la fragilità emerge con forza. È il momento del pianto di Pietro dopo il rinnegamento, il tempo delle tentazioni dello scoraggiamento e della mediocrità. Ma proprio lì - ha ricordato Don Tarcísio - nasce la seconda chiamata: quella del Risorto che, sulle rive del Tiberiade, non chiede perfezione ma amore. È il passaggio dalla forza alla povertà, dalla santità immaginata alla santità ricevuta.

Tre i passi per accoglierla: scoprire Dio nel quotidiano, riconoscerlo anche nell’aridità, e amare la Chiesa e la Congregazione nel loro volto concreto e povero. Perché, come dice Papa Francesco, non è tempo di tirare in secca la barca, ma di gettare ancora le reti.

Nel pomeriggio, Don Flavio Peloso ha accompagnato i Fratelli nella Casa Paterno, cuore storico e spirituale della Congregazione. I luoghi dove Don Luigi Orione ha vissuto, pregato, governato la piccola opera e intrattenuto la fitta corrispondenza con religiosi, laici e benefattori di tutto il mondo, sono stati ripercorsi attraverso scritti autografi del Fondatore e richiami al contesto storico e sociale dell'epoca. Una visita che ha trasformato la memoria in contemplazione, aiutando ciascuno a riconoscere, nelle pietre e nei documenti del passato, le radici vive di una vocazione che chiede sempre di ricominciare.

Il giorno successivo i Fratelli orionini si sono recati a Montebello della Battaglia, a Villa Lomellini che custodisce la memoria viva della formazione orionina. Non un semplice luogo storico, ma un ambiente che continua a generare identità. La mattinata è stata guidata dal consigliere generale Don Fernando Fornerod e centrata sul tema dell’identità del fratello orionino, più precisamente, sull'apostolato della carità come principio strutturante del carisma. Don Fernando ha offerto un quadro teologico-carismatico chiaro e fecondo: la carità non è una strategia sociale o sanitaria, non è soltanto un'opera di servizio efficace. La carità è una forma - un'espressione storica del carisma - che rivela chi siamo e da dove veniamo. La sua riflessione si è intrecciata attorno a tre immagini, tra loro intrecciate e inseparabili: Carità come intimità, Carità come comunione e Carità come missione. L'elemento centrale di tutta la riflessione è la relazione: con Gesù, con i Fratelli, con gli ultimi. È questa triplice relazione che dà forma all'identità orionina. Il punto di vista privilegiato, ha ricordato Don Fernando, è proprio quello degli ultimi, perché chi sta in basso ha una visuale più ampia: Gesù si è fatto ultimo proprio per arrivare a tutti.

Prima della Messa, i Fratelli hanno visitato la Casa e ascoltato la testimonianza del sig. Eduard, che ha raccontato la storia e la missione attuale di questa realtà, arricchendo la riflessione del mattino con il volto concreto di chi oggi abita e anima questi spazi.

Nel pomeriggio il cammino è poi proseguito all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, luogo caro a Don Orione. Don Ivan e Fra Fausto hanno accolto il gruppo con semplicità fraterna, raccontando la storia dell’eremo e la figura luminosa di Frate Ave Maria, testimone silenzioso della spiritualità orionina. Davanti alla sua tomba, i Fratelli si sono fermati in preghiera: un momento essenziale, dove la storia si è fatta contemplazione. Dopo una merenda condivisa, la giornata si è conclusa con i Vespri e il Rosario, pregato per l’eremo, per gli eremiti e per tutti i Fratelli sparsi nel mondo.

La l’incontro proseguirà con la visita ai luoghi della memoria e dell'identità orionina fino alla fine del mese. Dall’1 al 5 aprile i Fratelli si sposteranno a Roma, dove avrà luogo la seconda tappa di questo percorso: un tempo di grazia vissuto nel cuore della Chiesa, partecipando insieme ai riti solenni della Settimana Santa e della Pasqua accanto al Santo Padre Leone XIV. Un'esperienza di comunione che supera ogni confine culturale e geografico, facendo sentire ciascuno parte viva e corresponsabile della Chiesa intera.

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