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5 Giugno 2026

Secondo giorno di lavori per il Convegno Internazionale dei Gruppi Studi Orionini

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Sono proseguiti ieri 4 giugno, i lavori del convegno internazionale del Gruppo Studi Orionini, che si sta svolgendo in maniera telematica in questi giorni.

Guidato dal consigliere generale FDP don Fernando Fornerod e introdotto dalla preghiera della consigliera PSMC Suor Maria Irma Rabasa, l’incontro è iniziato con la relazione sul tema “Seguendo le orme della Provvidenza: camminare con Dio nei momenti di incertezza”, presentata da Mariana Mellano, per i gruppi studi di Argentina, Paraguay e Uruguay: “Di fronte all'incertezza che caratterizza il percorso degli individui e delle comunità in questo mondo, le orme lasciate da Don Orione hanno guidato il nostro cammino. La Divina Provvidenza è fonte d'ispirazione per la carità e noi siamo chiamati a essere Provvidenza per i nostri fratelli e le nostre sorelle, perché dall'abbondanza d'amore ricevuta da Dio nasce il desiderio di donarlo agli altri”.

A seguire, ci si è soffermati ad analizzare la figura di Papa Leone XIV, mettendolo in relazione con Leone XIII e anche con San Luigi Orione. Il primo intervento in questo senso è stato quello di Suor Elena Varela, del Cile, che ha parlato di “Alcuni tratti e sentimenti di San Luigi Orione in relazione all'Esortazione Apostolica Dilexi Te del Santo Padre Leone XIV sull'amore per i poveri”. “All'inizio del suo pontificato - ha detto Suor Varela - Papa Leone XIV espresse il desiderio che la Chiesa mostrasse chiaramente di essere al servizio dei poveri e soprattutto di coloro che soffrono, perché in loro riconoscono l'immagine del loro fondatore, Cristo, il quale, povero e paziente, si adopera per venire incontro alle loro necessità”. Ha poi aggiunto: “Nel modo e nella sfera in cui l'amore si manifesta, esso viene chiamato misericordia nel linguaggio biblico; Don Orione chiama questa infinità di misericordia ‘carità instancabile’. La compassione, dunque, implica quella capacità di essere mossi “dall'esterno”, caratteristica dell'esperienza materna, che conduce a una profonda comprensione dell'altro. Solo l'amore di Dio è capace di proporre una tale logica”.

È stata poi la volta del GSO della Polonia che, attraverso la voce di don Michał Szwemin, ha presentato un “confronto tra Leone XIII e Leone XIV: dalla rivoluzione industriale alla rivoluzione geopolitica”: “I due papi difendono il valore del lavoro umano. Papa Leone XIII mette in risalto i temi di diritto a un salario giusto, diritto dei lavoratori ad associarsi, proprietà privata con responsabilità sociale, criticando nello stesso tempo il capitalismo selvaggio e il socialismo rivoluzionario. Leone XIV difende la centralità della persona umana in riferimento agli algoritmi, lavoro umano non ridotto a ‘dato’ e limiti morali all’automazione. Il papa avverte che l’IA non deve sostituire completamente l’uomo, né creare nuove forme di esclusione sociale”. E ancora: “Leone XIII è certamente il Papa del tempo della formazione di don Orione. Con le sue encicliche sociali, con la Immortale Dei, la Libertas e specialmente con la Rerum Novarum insegna alla società che ‘la carità salverà il mondo’. Fa comprendere al giovane Orione come la Chiesa sia carica di ministero anche nei suoi aspetti sociali. Il legame tra Leone XIV e don Orione è soprattutto spirituale e carismatico. Come tutti sappiamo don Orione aveva una devozione assoluta al Papa. Per noi orionini, il Papa è il centro dell’unità della Chiesa e della carità verso i poveri. Abbiamo tanti punti in comune tra Leone XIV e don Orione. In primo la centralità dei poveri (orfani, disabili, emarginati)”.

Quindi, padre Antônio Bogaz ha presentato il lavoro del GSO del Brasile, sul “Il Regno dei Leoni: fede, coraggio e profezia”. Dopo aver presentato alcuni dei pontefici che nella storia hanno portato il nome di Leone, padre Bogaz ha detto: “Le immagini della comunicazione sono una caratteristica peculiare di Papa Leone XIV, che ha riflettuto e seguito i progressi della comunicazione virtuale, recentemente evidenziati dall'Intelligenza Artificiale. In questo ambito, i valori intramontabili continuano a essere la motivazione e la ragione d'essere dell'esistenza umana, ovvero la carità, la presenza, il dialogo e l'amore. Come abbiamo visto, Leone XIV si inserisce in questo universo grazie alla sua serenità,

al suo approccio delicato e alla sua capacità di ascolto e dialogo”.

Infine, è stato il turno di Suor Maria Irma Rabasa che ha invece presentato la figura di Madre Maria Tarcisio dell’Incarnazione, la prima Sacramentina non vedente: “Raccontare la sua vita non è facile. Non soltanto perché è arrivata a quasi 93 anni di vita, ma perché è difficile esprimere a parole tutte le caratteristiche della sua ricca personalità e dei valori umani e spirituali che ha posseduto. I valori umani della sua personalità ci possono offrire una certa percezione della sua relazione con Dio, che già da piccola aveva conosciuto e imparato ad amare tra le mura domestiche. Un amore che poi crebbe con l’educazione e la testimonianza delle Suore della Carità di San Vincenzo nell’Istituto ‘Regina Margherita’ a Roma, e, successivamente, con la sua consacrazione a Lui, che diventò il vero centro della sua vita. La relazione di intimità con Dio le permise di sviluppare non solo tante virtù spirituali, ma anche i valori umani dell’intuizione, della sensibilità e della fortezza, diventando per tutti, soprattutto per le sue figlie Sacramentine, una madre attenta e premurosa, una guida e un esempio da seguire”.