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27 Giugno 2026

Padre Laudence: "Molto, molto grave il terremoto... situazione piuttosto complicata. Siamo qui a fare un po' di bene, quello che si può.

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Dopo ore di apprensione e totale assenza di comunicazioni in seguito al devastante terremoto che ha colpito in particolare la zona della Parrocchia orionina "Nuestra Señora de la Candelaria" in La Guaira, Caraballeda, arriva finalmente una parola di Padre Laudence. Il sacerdote, che, insieme a Padre Carlos Liscano, era irraggiungibile da quando i due violenti sismi hanno colpito il nord del Venezuela il 24 giugno, ha inviato un messaggio vocale alla sua famiglia e si è collegato via wi-fi con P. Miguel Bombín, Vice Provinciale, descrivendo la drammaticità del momento.

Rassicurando tutti sulle sue condizioni di salute e su quelle di P. Carlos Liscano, Padre Laudence ha subito spostato l'attenzione sulla tragedia che sta colpendo la popolazione.

Nel messaggio inviato alla famiglia e che abbiamo tradotto, Padre Laudence dice: "Buon pomeriggio, buon pomeriggio famiglia. Sto bene, sto bene, grazie a Dio, e anche Padre Carlos sta bene. In questo preciso momento mi trovo nella zona di Caribe, per dare un po' di supporto spirituale a una famiglia che ha ancora due figli dispersi tra le macerie. Il terremoto è stato molto, molto grave, la situazione è piuttosto complicata. Tutto bene per la chiesa parrocchiale: la parte alta del territorio non ha subito molti danni. Tuttavia, per la parte bassa, vicina alla costa, è stato davvero terribile. E insomma, siamo qui, cercando di fare un po' di bene, tutto quello che è possibile fare. Grazie per le vostre preghiere e immagino tutto ciò che state facendo da fuori."

La telefonata con P. Miguel Bombín ha permesso di ricostruire quanto accaduto e di fare il punto sulle condizioni attuali della comunità. Ecco i punti salienti emersi dal colloquio:

  • Vivi per miracolo: Padre Laudence e Padre Carlos Liscano sono sopravvissuti "per grazia di Dio". Al momento della scossa si trovavano a casa, nei piani alti dell'edificio sede della Comunità, situato nella zona costiera. L'edificio per fortuna non è crollato, ma è molto compromesso e non è possibile tornarvi stabilmente.
  • Il rifugio nella chiesa nuova: Attualmente, i religiosi hanno trovato riparo sicuro nell'edificio nuovo della chiesa, una struttura in fase di completamento che ha resistito al sisma riportando solo danni minori.
  • La solidarietà della gente: Dal punto di vista materiale stanno bene e sono assistiti da una commovente e spontanea mobilitazione dei parrocchiani, in una straordinaria rete di aiuto reciproco.
  • Il senso di impotenza: L'impatto emotivo è devastante. Padre Laudence ha confessato il profondo senso di impotenza e la frustrazione di non riuscire a salvare più vite umane dalle macerie.

Le parole dei sacerdoti, se da un lato portano un immenso sollievo per la loro incolumità, dall'altro accendono i riflettori su un popolo piegato dal dolore, che cerca di rialzarsi aggrappandosi a una rete di solidarietà straordinaria e all'incessante conforto spirituale.

Da Barquisimeto, sede di un’altra comunità orionina, nelle prime ore del mattino, alle ore 4 locali, è partito un piccolo gruppo composto da tre sacerdoti, un fratello religioso, un seminarista e alcuni volontari, diretto a Caraballeda. Portano cibo, medicinali, acqua e vestiti, destinati alla popolazione colpita. La meta finale è La Guaira, dove si trova la parrocchia, anche se le difficoltà sul territorio rendono ancora incerto il raggiungimento della destinazione. Se sarà possibile raggiungeranno i confratelli già impegnati sul campo, unendo le forze in un'unica risposta di carità concreta. Accompagniamoli con la nostra preghiera e chiediamo al Signore di proteggerli, sostenerli e guidarli in questa missione di aiuto e vicinanza nel nome di Don Orione.

Per aiutare l'Opera Don Orione in Venezuela a fronteggiare questa grave emergenza, è possibile offrire un contributo utilizzando il link DONA ORA e indicando come causale: EMERGENZA VENEZUELA. Vi ringraziamo di cuore per ogni gesto di solidarietà.