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28 Luglio 2026

Argentina - A Claypole la “Cultura dell'incontro” riunisce Chiesa, politica, mondo accademico e del lavoro.

“Giornata nazionale per una cultura dell'incontro: da Francesco a Leone XIV in tempi di polarizzazione”.

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In uno spazio emblematico di carità e fraternità, il Piccolo Cottolengo Don Orione a Claypole, oltre 500 leader politici, sociali, sindacali, accademici ed ecclesiali si sono riuniti sabato 18 luglio per riflettere e costruire ponti in tempi di divisione.

La “Giornata nazionale per una cultura dell'incontro: da Francesco a Leone XIV in tempi di polarizzazione”, organizzata dalla Commissione pastorale sociale della Regione di Buenos Aires, ha trasformato questo luogo orionino in un punto di convergenza e di dialogo multisettoriale.

Un percorso di dialogo che continua a crescere

Questo primo incontro è nato dal dialogo avviato lo scorso maggio tra un gruppo di sindaci – tra cui Fernando Espinoza, Jorge Ferraresi, Ariel Sujarchuk, Alberto Descalzo, Mariel Fernández, Mariano Cascallares e Gabriel Katopodis – e il vescovo Marcelo Colombo, presidente della Conferenza episcopale argentina.

La giornata ha visto un'ampia partecipazione di leader della Chiesa, tra cui i vescovi Carlos José Tissea (Quilmes), Oscar Ojeda (emerito di San Isidro), Maximiliano Margni (Avellaneda-Lanús), Juan José Chaparro (Merlo-Moreno), Pedro Cannavo (vescovo ausiliare di Buenos Aires) ed Eduardo García (San Justo). Erano presenti anche il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, e la vicegovernatrice, Verónica Magario.

Lavoro in commissioni e impegno condiviso

Nel corso della giornata, le commissioni di lavoro hanno affrontato le sfide attuali alla luce dell'eredità di Papa Francesco e della dottrina sociale della Chiesa da Leone XIV, con l'obiettivo di sviluppare alternative concrete alla polarizzazione che affligge la società. Al termine della giornata, è stato redatto e letto un documento congiunto che delineava il consenso raggiunto.

Ampia rappresentanza della comunità e delle istituzioni

L'incontro si è distinto per la sua variegata rappresentanza:

  • Magistratura: erano presenti il ​​giudice della Corte Federale di Cassazione Alejandro Skolar e il Procuratore Generale della Corte Suprema di Buenos Aires, Julio Conte Grand, insieme a diversi giudici e pubblici ministeri.
  • Settore accademico: erano presenti rettori e autorità universitarie, tra cui Jaime Perczik (UNAHUR), Jorge Calzoni (UNDAV), Carlos Greco (UNSAM), Pablo Domenichini (UNAB), M. Alejandra Zinni (UNQ), Carlos Rodríguez (UNIPE), Walter Panezzi (UNLu) e rappresentanti dell'UNLa.
  • Enti locali e provinciali: Erano presenti rappresentanti dei comuni di Almirante Brown, Avellaneda, Berazategui, Escobar, Ezeiza, Florencio Varela, Ituzaingó, La Matanza, Lanús, Lomas de Zamora, Quilmes, San Martín, San Vicente e Tres de Febrero, insieme a Juan Pablo Gutiérrez Díaz (Ministero dello Sviluppo Umano e dell'Habitat della Città di Buenos Aires) e parlamentari nazionali e provinciali.
  • Organizzazioni sociali e sindacali: Hanno partecipato anche i leader di CGT, CTA, UTEP, CAME e FEBA.

Come ci insegna San Luigi Orione, la carità non conosce razza né credo; unisce tutti in un unico abbraccio. "Siamo lieti - affermano gli orionini - che il Cottolengo sia stato la sede di questo prezioso spazio di ascolto, fraternità e ricerca del bene comune".

 

GIORNATA NAZIONALE PER LA CULTURA DELL'INCONTRO

“Da Francesco a Leone XIV in tempi di polarizzazione”

Messaggio finale

Nel mese in cui ricorre la celebrazione dell'indipendenza della nostra nazione, la Regione di Buenos Aires della Commissione Episcopale per la Pastorale Sociale della Conferenza Episcopale Argentina ha riunito i leader dei diversi settori che compongono la nostra comunità: lo Stato – rappresentato da comuni e legislatori di vari partiti politici – sezioni regionali di sindacati, movimenti popolari e camere di commercio, cooperative, studenti e rettori delle università nazionali.

Ci siamo riuniti sul tema “Da Francesco a Leone XIV in tempi di polarizzazione”, cercando di ascoltarci a vicenda per costruire un futuro socialmente giusto e fraterno per la nostra regione metropolitana e per la nostra nazione. Questa mattina, in sei commissioni, abbiamo affrontato i principi essenziali del pensiero sociale della Chiesa: “La dignità umana al centro di ogni innovazione tecnologica”; “Il divario digitale e le nuove disuguaglianze nel principio di giustizia sociale”; “Sussidiarietà: il ruolo delle organizzazioni della società civile”; “Salute mentale, solitudine e frammentazione sociale”; “Polarizzazione e cultura dell’incontro: una buona politica al servizio della pace e del bene comune”; e “Lavoro, occupazione e futuro dell’umanità”. Questo messaggio finale è il risultato dell’ascolto e della riflessione sulle opinioni dei partecipanti e di un dibattito rispettoso.

Innanzitutto, è importante sottolineare la situazione in cui ci troviamo oggi: il Piccolo Cottolengo Don Orione è un autentico progetto di inclusione sociale, fondato sulla profonda convinzione che nessuno sia sacrificabile e nessuna vita sia superflua. Qui non prevalgono né la “cultura dello scarto” né la logica del profitto o dell’efficienza. Qui regna l’amore per i più vulnerabili. Un plauso allo staff e ai dirigenti di questa magnifica istituzione.

In secondo luogo, va notato che la nostra regione metropolitana e il nostro Paese sono afflitti da un profondo processo di polarizzazione che ci impedisce di costruire un'identità comune, in cui gli interessi settoriali siano prioritari: ciò ha generato una società frammentata e divisa, con una marcata dissociazione tra ciò di cui parla la "classe dominante" e i bisogni della nostra gente, gravata da una situazione sempre più allarmante di mancanza di lavoro (o lavoro precario), povertà ed esclusione.

Data questa situazione, dobbiamo porre la politica al centro della carità, come ci ricorda Papa Francesco, restituendole il ruolo di servizio al bene comune, non ai gruppi di potere. Pertanto, «la politica non deve essere asservita all'economia, e l'economia non deve essere asservita ai dettami e al paradigma tecnocratico orientato all'efficienza» (Fratelli Tutti, 177), tenendo presente che «il disprezzo per i deboli può celarsi in forme populiste che li strumentalizzano demagogicamente, o in forme liberali che servono gli interessi economici dei potenti» (Fratelli Tutti, 155).

Si tratta quindi di praticare una «Politica con la P maiuscola», di intenderla come servizio, favorendo l'espressione e l'organizzazione del nostro popolo. Una politica non solo per il popolo, ma con il popolo, radicata nelle sue comunità, nei suoi valori e nelle sue tradizioni.

Durante la sua recente visita pastorale in Spagna, il nostro Papa Leone XIV ha affrontato anche il tema della polarizzazione, affermando che «…non è la cultura del confronto, ma la cultura dell'incontro, a generare stabilità e prosperità», e che attualmente «la tentazione di guadagnare popolarità alimentando le fiamme della polarizzazione sembra crescere, anziché diminuire», mentre «la dignità umana continua a essere violata». Ci auguriamo che, qualora la sua visita nel nostro Paese si concretizzasse, Leone ci aiuti ad andare oltre le verità semplicistiche e ad approfondire veramente i complessi problemi sociali che ci affliggono. Questa prima Giornata Nazionale per la Cultura dell'Incontro ribadisce l'urgenza del dialogo sociale come strumento per trovare soluzioni condivise e come antidoto alla polarizzazione, cercando di costruire un progetto provinciale e nazionale volto a rendere l'area metropolitana socialmente giusta. Possa la forza dell'ascolto reciproco, della condivisione di riflessioni e conoscenze, del dibattito fecondo e della necessità di organizzare la speranza ispirarci a mettere da parte la politica di basso livello, spesso distante dai veri bisogni del nostro popolo. Il nostro popolo, e ci permetta di costruire legami che ci consentiranno di "portare la nazione sulle nostre spalle".

Regione di Buenos Aires

Commissione Episcopale per la Pastorale Sociale

Conferenza Episcopale Argentina

Almirante Brown, 18 luglio 2026