All’Opera Don Orione di Fano si è aperta ufficialmente una nuova pagina: taglio del nastro per i locali completamente rinnovati del Centro di Formazione Professionale alberghiero, un progetto partito nel 2024 e che già sta accompagnando i primi ragazzi verso il diploma e, soprattutto, verso il lavoro. Il 20 marzo scorso la giornata si è aperta al cinema teatro Masetti, gremito di studenti, dove si è svolto il convegno inaugurale. Poi il passaggio simbolico e concreto: il trasferimento negli spazi appena ristrutturati, dove gli studenti impareranno il mestiere.
Cucina, sala ristorante, bar, laboratori: non semplici aule, ma ambienti pensati per far toccare con mano la professione. Qui si impara facendo, tra pentole, servizio ai tavoli e organizzazione del lavoro. Un investimento importante che trasforma un’area prima non accessibile a tutti (era una casa vacanze) in un luogo vivo, operativo, già pronto a diventare palestra quotidiana per i ragazzi.
In prima fila tutte le istituzioni civili e religiose. Presente il prefetto Emanuela Saveria Greco, insieme ai vertici delle forze dell’ordine del territorio: carabinieri, guardia di finanza e capitaneria di porto. Accanto a loro anche le associazioni di categoria, con rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti, a conferma del legame stretto tra scuola e mondo produttivo. Non mancava il vescovo di Fano, monsignor Andrea Andreozzi, insieme ai rappresentanti dell’Opera Don Orione anche a livello nazionale, a sottolineare il valore educativo e sociale del progetto.
«Gli ingredienti per il successo sono due: cultura e passione – ha detto il prefetto Greco –. Senza passione non sarete mai davvero soddisfatti del lavoro che farete». E il vescovo ha richiamato il valore umano del percorso: «È un’esperienza che forma non solo professionalmente, ma anche nelle relazioni e nella crescita della persona».
A tracciare il bilancio è stato il direttore Roberto Giorgi, snocciolando dati che raccontano più di tante parole. Dal 2013 ad oggi il centro ha concluso 39 percorsi formativi, qualificando 589 studenti. Di questi, oltre il 90% ha trovato lavoro, e nella maggior parte dei casi proprio nel settore studiato. Negli ultimi due anni, dal 2024 a oggi su 129 qualificati, il 76% è stato assunto nel comparto di riferimento, mentre solo una minima parte risulta ancora in cerca di occupazione. Numeri che fotografano un modello formativo concreto e orientato al risultato. «Non si tratta solo di formazione teorica, ma di preparare ragazzi pronti ad entrare subito nel mondo del lavoro», ha sottolineato Giorgi. «Qui si impara facendo, mettendo insieme competenze tecniche e crescita personale».
Non è una scuola come le altre. Il Centro di Formazione Professionale Don Orione fa parte del sistema regionale: un percorso di tre anni per la qualifica e un quarto anno per il diploma professionale, costruito per accompagnare rapidamente i ragazzi nel mondo del lavoro. Il corso nasce anche per contrastare la dispersione scolastica, offrendo ai ragazzi un percorso concreto, pratico, capace di riportarli dentro la scuola attraverso il lavoro. Qui la teoria si intreccia con la pratica: metà del tempo è dedicato ai laboratori, agli stage, all’esperienza diretta. Un modello che punta su competenze vere, spendibili subito.
E a chiudere, con l’energia di un intervento breve ma incisivo, il direttore provinciale Don Giovanni Carollo: «I giovani sono il sole o la tempesta di ogni domani. Io sono sicuro che voi sarete il sole. Sognate, abbiate passione. E come diceva Don Orione: avanti sempre».
L’apertura dell’indirizzo alberghiero nasce anche da un’esigenza precisa: il territorio. Il settore della ristorazione, sempre più in difficoltà nel trovare personale qualificato, diventa così occasione di crescita per i giovani e risposta concreta per le imprese. E mentre le porte della nuova cucina si aprono e i primi studenti iniziano a muovere i passi tra fornelli e sala, il messaggio è chiaro: qui non si studia soltanto, si costruisce il futuro. (Fonte: Il Resto del Carlino)


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