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6 Giugno 2026

Concluso il Convegno Internazionale dei Gruppi Studi Orionini

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Con i lavori della terza giornata si è concluso l’appuntamento di quest’anno del Convegno Internazionale dei Gruppi Studio Orionini.

Il primo intervento è stato di don Fabian Pitreti, del GSO della Romania, che ha parlato de “La lettura dei segni dei tempi per essere più fedeli al carisma oggi”. “Spesso si pensa che i segni dei tempi, in quanto indicazioni del Regno che viene ed espressione dell’azione divina nell’oggi, siano avvolti di luce e chiaramente visibili. Ma, a mio avviso, questo molte volte è un inganno e una illusione. I segni dei tempi sono piuttosto come un racconto, sempre interpretabile. E proprio perché interpretabile implica lo sforzo e la fatica dell’interpretazione. Dunque, leggere i segni dei tempi per una fedeltà al carisma oggi, vorrebbe dire, secondo me, passare dal don Orione dell’immaginetta al Don Orione profeta, cioè ritornare all’abitudine di leggere e di scegliere in base ai moti interiori, alla fiamma quindi, al catharsis”.

Subito dopo, suor M. Caterina Adelfio ha presentato il lavoro realizzato insieme a suor Anselma Scanu e a suor Luisa De Bernardi, sul IV voto di carità delle Piccole Suore Missionarie della Carità: “Questo voto - ha detto - è la radicalizzazione dei tre primi (castità, povertà, obbedienza) ed esprime una peculiare dedizione a consacrarsi all’esercizio della carità verso i più poveri e bisognosi dei beni materiali e spirituali. Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore”.

Il terzo intervento è stato curato da padre Martin Mroz, superiore delegato, che ha parlato di “Immigrati, pace, ecologia, le frontiere della carità oggi”; parlando in modo particolare della migrazione, ha evidenziato come sia “un viaggio sacro presente in tutta la Scrittura come cammino di fede e trasformazione, che ci invita a incontrare Dio nell’esperienza del movimento. Don Orione divenne un migrante tra i migranti, incarnando compassione e servizio. Anche Papa Francesco ha invitato la Chiesa ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare. La Chiesa che è lei stessa peregrina, e chiamata a costruire ponti, non muri, abbracciando tutti, in particolare i più fragili. La migrazione è un’occasione per riscoprire il Vangelo e la nostra umanità condivisa”.

È stata quindi la volta del GSO italiano, che tramite il contributo di don Flavio Peloso, di Armanda Sano, di Suor Gabriella Lisco e di Lia Sirna ha parlato di “intuizioni, intenzioni e tensioni pratiche nell’origine della Piccola Opera della Divina Provvidenza”, ripercorrendo la nascita dei diversi rami della famiglia orionina per capire come dar valore oggi a queste radici. “La sfida di base per la Famiglia orionina, oggi per il futuro, - hanno spiegato - è rinsaldare l’unità per essere una forza di missione secondo il carisma nelle mutate condizioni del mondo d’oggi con sempre minore collaborazione nelle attività istituzionali (opere) tra FDP e PSMC e sempre maggiore inserimento dei Laici, soprattutto collaboratori. Contemporaneamente c’è un forte moto verso una maggiore unità spirituale e di presenza pubblica come Famiglia carismatica orionina”.

Fr. Raja Sunil Yesuputhiran, del GSO dell’India, ha presentato il lavoro sulla “fede nell’era digitale: un ponte tra tradizione e futuro”, analizzando il rapporto tra la fede religiosa e la tecnologia digitale che “solleva domande che sono allo stesso tempo pratiche e profondamente teologiche. La tecnologia non è nemica della fede, ma un nuovo linguaggio nel quale il messaggio eterno del Vangelo può essere proclamato. Allo stesso tempo, vanno identificati i veri pericoli dell'ambiente digitale: il sovraccarico di informazioni, la logica della popolarità, i contenuti superficiali, la perdita del controllo autoriale, l'isolamento e la sfida senza precedenti posta dall'Intelligenza Artificiale. Sebbene la tecnologia sia uno strumento prezioso per sostenere e alimentare la fede, essa non è in grado di generare una fede autentica. Le esperienze del silenzio, della presenza fisica e della comunione sacramentale rimangono insostituibili nella spiritualità cristiana”. L’ultimo intervento è stato quello di don Alberto Bindi che ha presentato il lavoro dell’Archivio Don Orione.

Per finire, don Fernando Fornerod e suor M. Irma Rabasa hanno dato appuntamento al convegno internazionale del prossimo anno.