In Argentina, le riforme volute dal governo nazionale stanno mettendo in gravi difficoltà tutte quelle realtà che nel Paese si occupano di persone con disabilità, incluse quelle dell’Opera Don Orione.
Descrivendo la crisi del settore, l’Opera Don Orione ha avvertito che la catena dei pagamenti si è interrotta: «Gli impegni assunti dagli enti nazionali non sono stati regolarizzati dalla fine del 2025, il che ha costretto l'istituzione a esaurire le proprie risorse per mantenere i servizi quotidiani. In una situazione che diverse istituzioni del settore stanno attraversando, il problema è aggravato dal divario tra entrate e uscite, mentre il costo della vita (cibo, medicine, servizi e stipendi secondo i contratti collettivi) aumenta di mese in mese, le tariffe stabilite dallo Stato vengono aggiornate tardivamente e sono ben al di sotto dell'inflazione. Per gran parte dell'anno scorso, il settore ha operato con valori congelati, assorbendo un'inflazione accumulata di oltre il 30% senza alcuna compensazione immediata».
Con questa situazione, viene dunque messa a repentaglio la continuità dei servizi, come del resto accade anche ad altre organizzazioni simili in tutta l’Argentina, sia religiose che non.
Vista la pressante realtà che i servizi dedicati alle persone più vulnerabili si trovano ad affrontare, il Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale Argentina (CEA) ha inviato una lettera formale al Ministro della Salute, Dott. Mario Lugones. Nel documento, i vescovi esprimono la loro profonda preoccupazione per la “gravissima crisi economica” che sta colpendo le case di riposo e le strutture di assistenza, menzionando esplicitamente il rischio concreto che incombe sulle nostre residenze Cottolengo Don Orione.
Per dimostrare la propria vicinanza, il presidente della Conferenza Episcopale Argentina e arcivescovo di Mendoza, monsignor Marcelo Colombo, ha scelto di celebrare la Messa del Giovedì Santo proprio nella parrocchia di Nostra Signora del Carmen, nel capoluogo di Mendoza, dove si trova il Cottolengo Don Orione, che da 90 anni si dedica all'assistenza e alla promozione umana delle persone con disabilità.
Con questo gesto, Colombo riprende anche una pratica che il cardinale Jorge Bergoglio aveva quando era arcivescovo di Buenos Aires e celebrava la Settimana Santa in ospedali, carceri e centri per l'infanzia.
L'arcivescovo Colombo, d’altronde, già in passato aveva messo in guardia contro «la mancanza di consapevolezza e di interesse per la realtà della disabilità, che dovrebbe essere una priorità imprescindibile di tutte le politiche pubbliche». Ha esortato i membri del governo nazionale a riflettere sulla necessità di fornire le risorse necessarie affinché il Dipartimento per la Disabilità possa svolgere il proprio compito in modo responsabile ed efficace. «L'assistenza alle persone con disabilità - ha detto - non può essere rimandata o subordinata ad altre questioni urgenti».

