Si è tenuta nel pomeriggio di oggi, 14 febbraio, la Messa di ringraziamento della Famiglia Carismatica Orionina per il riconoscimento ecclesiale delle virtù eroiche di Don Gaspare Goggi. La celebrazione si è tenuta a Roma, nella chiesa di Sant’Anna in Vaticano, luogo legato in modo speciale alla vita e al ministero del Venerabile Don Goggi, che vi operò come Rettore dal 1904 al 1908.
La Messa è stata presieduta dal Card. Marcello Semeraro, al quale, prima dell’inizio, il Vicario generale dei Figli della Divina Provvidenza, don Maurizio Macchi, ha rivolto un saluto, anche a nome del Direttore generale, padre Tarcisio Vieira, assente poiché impegnato nella visita alle comunità orionine in Venezuela. “Don Gaspare Goggi - ha detto don Macchi - è stato discepolo fedele di san Luigi Orione e testimone luminoso del Vangelo della carità. Questa grazia che riempie di gioia la nostra famiglia religiosa, ci chiama a una rinnovata responsabilità. Trasformare il riconoscimento ecclesiale in un cammino concreto di conoscenza, emozione e testimonianza. Grazie Eminenza per accompagnarci in questo momento di grazia. La sua presenza e il suo ministero sono per noi motivo di profonda gratitudine e di rinnovato impegno nel cammino di santità che i nostri venerabili ci indicano”.
Alla celebrazione erano presenti gli altri membri del Consiglio generale dei Figli della Divina Provvidenza, la Superiora generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità, Madre Alicja Kędziora, la Coordinatrice generale del Movimento Laicale Orionino, Armanda Sano, le Responsabili generali dell’Istituto Secolare Orionino, Rosita Dore e dell’Istituto Maria di Nazaret, Dina Guardini. Presente anche una delegazione della provincia italiana, guidata dal superiore provinciale don Giovanni Carollo, e un gruppo proveniente dal Centro Don Orione di Ercolano.
“Ringraziamo il Signore - ha detto il card. Semeraro nell’omelia - per avere acceso nella Sua Chiesa una nuova luce, una luce che come una stella guida tutti noi verso di Lui. Don Gaspare Goggi fu il primo rettore di questa chiesa e subito espresse la sua grande gioia, scrivendo in una lettera la fortuna di essere proprio sotto lo sguardo del Papa. Questa gioia nel nostro venerabile non venne mai meno, né la sua opera pastorale, anzi, andò molto oltre e in profondità. Egli si distinse per lo zelo sacerdotale, per il ministero della carità svolto soprattutto nelle famiglie che abitavano qui, a Borgo Pio”.
“Vorrei anche sottolineare - ha proseguito - il suo legame filiale e collaborativo con Don Orione. Lo conobbe poco più che ragazzo, a quindici anni, ma aderì con entusiasmo alla sua opera nascente. E anche Don Orione a sua volta gli voleva bene, come un vero padre. Lo chiamava, infatti, il primo figlio della Divina Provvidenza, e da parte sua Don Goggi gli fu sempre fedelmente vicino. Tra lui e Don Orione si sviluppò un legame che noi possiamo comprendere meglio se lo collochiamo nel contesto della comunione dei Santi. «Ubi est caritas et dilexio», dove c'è carità e amore, «Ibi santorum est congregatio», lì i Santi si riuniscono. E allora mi vien da pensare, se è vero che i Santi fanno amicizia fra di loro, sarà anche vero che c'è una amicizia che può fare Santi. La Chiesa è comunione dei Santi, ma questa comunione non si limita alla comunione tra la Chiesa del Cielo e la nostra, che ancora siamo pellegrini sulla terra. No, c'è anche una comunione fra di noi, dove i Santi, i santificati, quelli che vivono di grazia di Dio, siamo noi stessi. E che cosa ci rende comunione? La Parola del Signore, i sacramenti, l'eucaristia, la vita di fede, di carità, di speranza, ma anche l'unione fraterna”.
“La vita terrena di don Goggi - ha detto ancora il card. Semeraro - fu breve, e ha una seconda fase che coincide con il progressivo manifestarsi di una malattia che oggi chiamiamo anemia. All’epoca, però, non si conosceva e si pensò di ricoverarlo in manicomio, ma lui pure nella sofferenza, fisica e interiore, conservò la fede e la fiducia in Dio. C’è una lettera, anzi più di una, in cui sia a Don Orione, sia agli amici e ai confratelli, dice: «Dio ama dilatarci nella tribolazione». Ho cercato di capire quello che volesse dire. La sofferenza può abbatterci, ma egli dice che con la sofferenza Dio è anche capace di allargarci il cuore. Quando i consultori teologi hanno studiato questa fase della vita del nostro Venerabile, hanno detto che Don Goggi è stato anche modello per quanti soffrono nell'anima. Quando morì e fu celebrato il funerale, si racconta che durante la recita del Padre Nostro Don Orione scoppiò a piangere. Io penso che adesso, durante questa Messa, Don Orione non sta piangendo, anzi, magari sta con il suo primo successore, Don Carlo Sterpi, anche egli venerabile, e lì, in Cielo, per questa venerabilità di don Goggi sono contenti come e più noi”.
Al termine della celebrazione è stato benedetto un quadro del Venerabile Don Gaspare Goggi, collocato poi all’interno della Chiesa. Ha quindi preso la parola don Flavio Peloso, postulatore generale della Congregazione, che ha evidenziato come “la sua immagine sarà ora collocata presso questa chiesa, che vide Don Gaspare Goggi dare le primizie della sua vita sacerdotale, nell'amore al ministero sacerdotale, nella carità verso i poveri, nella catechesi, nell'istruzione dei piccoli. Ringraziamo Dio, mirabile nei Suoi Santi, per questo nostro fratello che con eroica fedeltà ha seguito il cammino evangelico del Figlio di Dio Gesù Cristo. La Chiesa, presentando a noi fedeli sempre nuovi modelli di santità, ci invita a imitarli perché, guidati dallo Spirito Santo, possiamo anche noi conformare la nostra vita a quella di Gesù. Il venerabile Gaspare Goggi è un amico di fede che ci ama e intercede per noi pellegrini nel mondo”.


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