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Ricordiamo Sac. RUBINELLI Giovanni

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 27 Marzo 1992
Luogo del decesso: Genova
Luogo di sepoltura:

Sac. RUBINELLI Giovanni, da Villa del Bosco (Vercelli), morto a Genova nel 1992, a 78 anni di età, 61 di Professione e 53 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia", Gennaio - Aprile 1992

Sac. GIOVANNI RUBINELLI
     da Villa del Bosco (Vercelli), passato al Signore nella Casa di Genova-Castagna il 27 marzo 1992 a 78 anni di età, 62 dì professione religiosa e 53 di sacerdozio.

Padre spirituale, economo e vice curato a Bellocchi, interessato per il foglietto mensile "L'Orfanello" e, per mesi, reggente della parrocchia diocesana di Roncosambaccio. Destinato poi al Piccolo Cottolengo dì Milano, passò a causa dei borbardamenti (agosto 1944), con buona parte delle ricoverate, alla Villa Porretti in Induno (Varese). Nel marzo 1945 era al Santuario di Fumo (Pavia) e poi parroco della Cattedrale di San Severino Marche, sino al giugno 1947 quando ebbe problemi di salute; ripresosi fu a Genova Borzoli e alla Castagna per rimettersi, insegnando teologia, a Finale Emilia (1950), al Santuario di Ortonovo (1952), a Villa Solari (Genova), incaricato dei giovani lavoratori (1951-55), e a Torriglia (Genova), cappellano di quella sezione del Piccolo Cottolengo Genovese e incaricato delle vocazioni (1955-1971), svolgendovi operoso ministero anche nelle località viciniori in aiuto ai parroci.

Il resto della sua vita la trascorse nelle istituzioni della Piccola Opera in Genova: vicario a Bogliasco (1971-82) e finalmente per ragioni di salute, in cura al Paverano (1985-87) e alla Castagna.

Temperamento semplice senza complessi, entusiasta della sua vocazione, affezionatissimo alla Congregazione, spese con fedeltà i doni che gli aveva fatto il Signore, industrioso ma senza sussulti, armonizzando l'indole sua quieta e benevola verso tutti, con un impegno di lavoro generoso secondo le indicazioni della obbedienza. Va almeno ricordato come tipica tra le sue divozioni la sua conoscenza personale con la serva di Dio Madre Teresa Michel, che proprio nel suo paese nativo pose una delle più note istituzioni della sua opera, per la quale molto si interessarono Don Orione e il parroco di allora Don Tricerri, finito anch'egli tra i Figli della Divina Provvidenza.