Per decisione del Sindaco e del Consiglio comunale di Pontecurone, ieri, 10 dicembre, è stata conferita la cittadinanza onoraria di Pontecurone, paese natale di San Luigi Orione, a P. Tarcisio Vieira, Direttore generale dei Figli della Divina Provvidenza e a Madre M. Alicja Kedziora Superiora Generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità.
Nell’oratorio di San Francesco, il Sindaco Giovanni D’Amico ha accolto i due religiosi e ha rinnovato quel legame speciale che unisce il paese natale di Don Orione con la sua Opera, che ha raggiunto tutti gli angoli della terra.
I due Superiori generali, nel ringraziare il sindaco e l'Amministrazione comunale per questo significativo riconoscimento, hanno evidenziato con piacere come, nell'invito del Sindaco, la motivazione per questo atto fosse in funzione della loro condizione di rappresentanti dell’intera “Congregazione orionina”. «L’accogliamo proprio così – hanno detto - non è un’onorificenza personale ma, in un certo senso, carismatica. Anche perché avete voluto unire in un solo evento i due Superiori generali, proprio confermando il carattere carismatico-congregazionale di tale decisione».
P. Vieira e Madre Kedziora hanno quindi precisato di essere «due Superiori generali giunti dalle nazioni con le quali Don Orione sentiva una speciale vicinanza spirituale. Ai polacchi scriveva: “Io di spirito e di cuore sono polacco” e li sosteneva da Padre nell’ora della prova all’inizio della Seconda guerra mondiale. Ai brasiliani diceva “Io amo il Brasile: amo le anime vivamente, sono nato per amare e vivo per questo e per salvare anime…”. È da qui, da questa terra, che è uscito un uomo dal “cuore senza confini”. Pontecurone ha l’onore, ma anche l’onere di essere la patria di un Santo, inscindibile dalla sua figura e dalla sua opera. La città di Pontecurone, infatti, non è soltanto uno dato anagrafico della vita di don Luigi Orione, poiché attraverso il contesto familiare, scolastico, parrocchiale e sociale, ha dato il primo stampo umano al “santo della carità”».
Nel ripercorrere brevemente la storia di alcuni luoghi che hanno un legame indissolubile con la vita di Don Orione e con l'Opera da lui fondata, hanno riferito come ogni angolo del suo paese gli ricordava qualcosa dei suoi primi anni di vita. «In tale contesto – hanno affermato P. Vieira e Madre Kedziora - desideriamo segnalare un particolare curioso ma significativo. Il nome Pontecurone deriva dal latino pons Coronis, in riferimento a un ponte che, in epoca romana, univa le due sponde del torrente Curone. Questo particolare filologico, storico e architettonico assume anche un valore simbolico: nel nome e nello spirito di San Luigi Orione, auspichiamo che la comunità di Pontecurone sia una comunità aperta, pronta ad accogliersi nella diversità e ad accogliere ogni tipo di sofferenza e fragilità, per diventare ponte solidale soprattutto con coloro che più ne hanno bisogno, come ci ricorda spesso Papa Francesco. Per noi figlie e figli spirituali di Don Orione questo contesto, i luoghi e le persone hanno un valore paradigmatico perché illuminano nella loro semplicità e profondità il nostro cammino».
I due Superiori generali hanno concluso il loro discorso rivolgendosi direttamente ai loro concittadini perché, mediante la loro stima e l'ascolto, «Don Orione continui a fare promozione umana e religiosa a Pontecurone, ispirando scelte di civiltà per rinnovare gli ambiti familiari, educativi, sociali, sanitari, economici e politici. Don Orione non resti per noi, cittadini di Pontecurone, una pagina di storia gloriosa o una statua riposta in qualche luogo o anche dentro la chiesa». Infine l'augurio, affinché «i valori, le indicazioni e i progetti del nostro più insigne concittadino continuino ancora a edificare la società di Pontecurone, per "dare con il pane del corpo, il divino balsamo della fede". Sul suo esempio e nel suo nome, invochiamo la benedizione di Dio su tutti voi qui presenti e sulla cara città di Pontecurone, patria orionina e ponte di solidarietà».
Dopo il conferimento della cittadinanza, nella Collegiata dell’Assunta è stata celebrata la santa Messa, con la presenza di numerose suore, religiosi e fedeli, provenienti non solo dal paese ma anche dal circondario.

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