L'alto privilegio di servire Cristo nei poveri
«I nostri bimbi ricoverati, innocenti, sono la nostra pupilla e i tesori più cari a Dio».
Queste parole di Don Orione campeggiano idealmente sull’ingresso del Piccolo Cottolengo di Montalban nelle Filippine. Sono parole vissute, iscritte in verità nel cuore carismatico di religiosi e religiose, di laici, dipendenti e volontari, che mettono in atto un apostolato concreto di carità destinato a dare casa e famiglia, anche nome e cognome a chi si è trovato in una condizione di fragilità o addirittura di abbandono.
È accaduto, anni fa, con Don Antonio Ruggeri, nostro religioso, che ricorda un particolare della sua vita: «Don Orione impiegò tre giorni a prepararmi alla tragica notizia della morte di mio padre. Al mio pianto sconsolato egli mi strinse al cuore e mi baciò in fronte sussurrandomi: "Coraggio figliolo: da questo momento sarò io tuo Padre!"».
Nel visitare, per la prima volta nel 2009, il Cottolengo Filippino ho conosciuto alcune storie sulla paternità che Don Orione continua ad offrire a tanti bambini in quella struttura di accoglienza e di cura per la vita debole nelle Filippine.
Si racconta che nella notte del 20 ottobre 2008 il Vigile, dalla sua postazione, accanto al grande cancello di ingresso, vicino alla strada principale, abbia visto avvicinarsi una macchina. Nel raggiungere il portone per verificare chi fosse e cosa volesse, ha sentito una forte accelerazione e ha fatto in tempo solo a certificare lo strano e improvviso allontanamento di un taxi. Non ha nemmeno avuto tempo, ma neppure la preoccupazione, di prendere nota della targa o di qualche altro riferimento. Anche perché i suoi occhi si sono posati subito su un bambino con lo sguardo smarrito, lasciato lì da qualcuno che era dentro quella macchina.
In casa si è visto un bambino in buone condizioni di salute, senza segni di trascuratezza, ben nutrito e vestito a modo e pulito. I medici che l’hanno esaminato hanno stimato la sua età approssimativamente sugli 8 anni e hanno verificato una forma di handicap profondo, era muto e di poco equilibrio statico. Al distretto di polizia, dove i nostri religiosi l’hanno portato per la necessaria e prudenziale denuncia, è stato chiesto un nome per il bambino. Il direttore del Cottolengo non ha avuto dubbi: «Giuseppe sarà il suo nome e di cognome farà Orione!».
Ascoltando la storia di Giuseppe ho cercato di capire i sentimenti di quello sconosciuto che ha lasciato alla porta del Piccolo Cottolengo il suo bambino. Sarebbe ingiusto giudicarlo e condannarlo senza conoscere le motivazioni che l’hanno spinto ad un gesto talmente folle. Di una cosa sono sicuro: quella persona si è fidata della luce emanata da quel faro “di fede e di civiltà” che brilla nel cielo di Montalban e ha affidato alla paternità orionina il suo dono più prezioso. Ha pronunciato, forse solo nell’intimo del suo cuore, le più belle parole di apprezzamento e di fiducia per la nostra casa di carità.
In un modo diverso è arrivato al Piccolo Cottolengo, poco prima del Natale del 2007, un Principe. A dire il vero, quando è arrivato ha suscitato tanto stupore e una gioia incontenibile. La gioia non per la sua storia e le sue condizioni, così pietose già al suo nascere, ma perché il suo arrivo rendeva visibile il mistero della nascita del Salvatore, Principe della pace. Per gli Orionini filippini, in quell’occasione, è arrivato infatti un “bambino avvolto in fasce”, di nome Prince, Prince Geofrey Sales. Quella notte al Cottolengo si è diffusa la notizia: “un principe è nato” per noi.
Al Baby Prince è stato diagnosticato, purtroppo, una paralisi al cervello e un’idrocefalia. Il personale del Servizio Sociale Pubblico ha spiegato che la mamma, per la gravidanza indesiderata, aveva preso delle medicine per provocare l’aborto. Fallito il micidiale tentativo, il bambino è sopravvissuto ma con gravi conseguenze di handicap ed è rimasto orfano all’ospedale pubblico. È arrivato, poi, al Cottolengo, esattamente come nella storia della Sacra Famiglia, perché non aveva trovato ospitalità altrove. Quando l’ho visto nel 2009, due anni dopo, ben curato e contento in una sessione di fisioterapia, era il segno visibile che, come amava ripetere Don Orione, «l’amore vince l’odio; il bene vince il male; la luce vince le tenebre».
Sono tornato di recente al Piccolo Cottolengo Filippino. Il Principe non c’era più. Mi ha emozionato la notizia della sua morte per complicazioni che il suo fragile corpo non è riuscito a reggere. Racconto la sua storia come un omaggio a lui che ci ha fatto tanto bene donandosi alle cure e all’attenzione del personale del Cottolengo. Ho provato, invece, il sentimento di un’emozionante soddisfazione nel vedere e incontrare Giuseppe Orione che continua ad incantare con la serenità del suo viso e la sua affabilità. Mai più abbandonato; non è un ospite del nostro Cottolengo, ma un residente, un vero figlio di Don Orione di cui ha preso anche il cognome. E con il cognome Orione o altri ce ne sono ancora. Ognuno con la sua storia, in genere drammatica, ma riempita di carità e di luce al Cottolengo. Da Don Orione ricevono tutto, proprio tutto – e se non ce l’hanno - perfino il nome di famiglia.
Nel Natale 2023 vogliamo ricordare il Fondatore alla luce della sua paternità, verso tutti, anche verso di noi, Figli della Divina Provvidenza, chiamati oggi ad essere i continuatori viventi della sua paternità e a mettere in pratica il suo monito di eredità: «Vedete quanti poveri fanciulli sono rimasti orfani, date loro la mano, siate voi padri agli orfanelli. Noi abbiamo avuto l’alto privilegio di servire Christo nei poveri, perché nei poveri c’è l’immagine di Cristo, che disse: Tutto quello che voi farete ai più piccoli di questi, io lo terrò come fatto a me».
A tutti voi fratelli, sorelle, benefattori, amici della Piccola Opera della Divina Provvidenza, giungano da parte del Consiglio Generale, i più fervidi auguri di un Santo Natale e di un nuovo anno ripieno dell’Amore Paterno di Dio.
P. Tarcisio Vieira - Don Maurizio Macchi - P. Fernando Fornerod - P. Assamouan Pierre Kouassi - Don Fausto Franceschi - Don Walter Groppello

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