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Pio IX

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PIO IX (1846-1878)

Pochi sanno che fu Don Luigi Orione a promuovere con tenacia e fervore la causa di beatificazione di Pio IX il cui percorso, iniziato il 3 febbraio 1907, si è concluso con la beatificazione avvenuta a San Pietro, il 3 settembre 2000.

Ancora chierico, Don Orione preparò una pubblicazione, Il martire d’Italia, con la quale intendeva mostrare il valore del Sommo Pontefice e smascherare i tanti travisamenti ideologici e politici sulla sua persona e sul suo operato. “Pio IX – scriveva Don Orione - fu la più grande figura del secolo nostro, lo strenuo debellatore della rivoluzione travisata in tutte le forme, l’amico e il benefattore dei popoli, l’invitto atleta della verità e delle giustizia: le sue opere saranno immortali, ed il suo lungo pontificato, di ben 32 anni, formerà nella storia della Chiesa e della Patria una delle epoche più luminose”.

Respingendo le accuse che ancora circolavano secondo le quali Pio IX abbia tradito l’Italia, avendo chiamato i Francesi a difesa di Roma, il Beato ribatteva: “Se invocò le armi degli Stati cattolici, fu solo per purgare la eterna città dagli stranieri e dai settari, che si erano calati da ogni paese per profanarla; né Pio IX diede allo straniero, per averlo alleato, un palmo solo di terra italiana, né diede in mano ad alcuno le porte o le chiavi d’Italia per allargare il proprio Stato”.

Anche se molte e autorevoli richieste erano state fatte, a Papa Leone XIII non parve opportuno aprire la causa di canonizzazione di Pio IX, essendo aperto il conflitto tra Chiesa e Stato in Italia. Alla sua morte, Don Orione fu forse il primo a intervenire presso il neo-eletto Papa Pio X, nel 1904, incoraggiandolo ad aprire la causa: “Mio Beatissimo Padre, prostrato ai Vostri piedi benedetti umilmente Vi supplico di degnarVi dare mano alla Causa del Santo Padre Pio IX e Vi conforto a volerlo glorificare. Alle obiezioni che sorgeranno, la Madonna SS. oggi misericordiosamente mi ha detto che risponderete: Malgrado tutto, è il Pontefice dell’Immacolata”.

La grande stima e devozione di Don Orione verso Pio IX poté poi esprimersi anche nel prezioso servizio come Vice-Postulatore della sua causa. Infatti, nel 1927, fu chiamato ad affiancare Mons. Antonio Cani. Alla morte di Mons. Cani, però, non fu nominato Postulatore, come molti si aspettavano, anche perché, in concomitanza con la avvenuta Conciliazione, l’11.2.1929, la causa fu nuovamente sospesa per volontà di Pio XI. Così, Don Orione, il 7 marzo successivo, scriveva al nipote del defunto Mons. Cani: “Sono stato a Roma ultimamente per fare le consegne di ogni documento che si riferisce a detta Causa. Fui alla Congregazione dei Riti e anche dal Santo Padre”.

Don Orione continuò a promuovere la devozione verso Pio IX: ne parlò, ne scrisse, ne raccolse e diffuse le reliquie. Parlando ai novizi di Villa Moffa, il 4 dicembre 1937, spiegava le difficoltà che aveva incontrato, e stava incontrando la Causa di Pio IX con l’intervento del demonio: “La Causa di Beatificazione di Pio IX ha avuto un arresto. Il demonio tenta di impedire che la Causa di Beatificazione continui, perché non vuole la glorificazione del Papa dell’Immacolata”.

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