Il 24 ottobre Tortona ha vissuto una giornata di profonda memoria grata e fervore civile per celebrare il centenario della posa e benedizione della prima pietra del Santuario della Madonna della Guardia. L'evento ha consentito di far rivivere l'atmosfera di devozione e partecipazione che, negli anni Venti del Novecento, diede impulso alla realizzazione dell'imponente opera mariana voluta da San Luigi Orione.
La genesi del tempio affonda le sue radici nei momenti drammatici della Prima Guerra Mondiale, quando Don Orione promosse il voto popolare del 29 agosto 1918 per invocare la fine del conflitto e la salvezza dei soldati al fronte. A distanza di soli due mesi dal voto, il 4 novembre 1918, la guerra giunse a conclusione.
Il cammino verso la costruzione del Santuario conobbe un momento decisivo il 19 luglio 1926 con la donazione del terreno nel quartiere San Bernardino da parte della famiglia Marchese. Il 23 ottobre 1926 si tenne la solenne benedizione della Prima Pietra ad opera del cardinale tortonese Carlo Perosi. Per espresso desiderio di Don Orione, la pietra racchiudeva un mattone proveniente dalla Porta Santa di San Pietro in Vaticano. Alla cerimonia presero parte numerose autorità religiose e civili, tra cui i vescovi Grassi e Cribellati e il sindaco Francesco Salice, accanto a un'ampia partecipazione di popolo. In quella circostanza, il fondatore ricordò che la vera prima pietra va posta nel proprio cuore ed è Gesù Cristo. I lavori veri e propri iniziarono il 16 aprile 1928, per culminare nell'inaugurazione del tempio il 29 agosto 1931.
Le celebrazioni del centenario si sono aperte al mattino con un simposio presso il Teatro Civico di Tortona, moderato dal rettore del Santuario Don Luigino Brolese. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Federico Chiodi, che ha ribadito il profondo legame identitario tra la città e la struttura orionina, si sono susseguiti tre interventi di approfondimento.
Don Flavio Peloso ha ricostruito le tappe storiche dal voto alla costruzione mediante l'ausilio di foto d'epoca. L'architetto e restauratrice Donatella Gabba ne ha illustrato i profili architettonici e artistici, mentre Monsignor Corrado Maggioni ha affrontato il valore teologico e pastorale del luogo mariano sotto il tema "Il Santuario mariano, memoria e profezia". A conclusione della sessione, il Direttore Generale Padre Tarcisio Vieira ha espresso gratitudine rinnovando, con le medesime parole pronunciate da Don Orione un secolo prima, l'invito per il centenario della consacrazione fissato per il 2031.
Nel pomeriggio, circa cento fedeli hanno partecipato a un itinerario artistico e spirituale condotto da Don Flavio Peloso all'interno del Santuario. La visita ha toccato i punti di maggiore rilievo: il Crocifisso d'ingresso, i mosaici del presbiterio dedicati al carisma orionino, il tempietto con il trono mariano, le spoglie di San Luigi Orione e la Cripta con i resti dell'antico acquedotto romano emersi durante gli scavi.
La giornata si è conclusa con la solenne celebrazione della Messa presieduta dall'Arcivescovo di Genova Monsignor Marco Tasca, concelebrata con il Vescovo diocesano Monsignor Guido Marini e numerosi sacerdoti alla presenza delle autorità civili e militari. All'inizio della liturgia, Mons. Marini ha richiamato i tre pilastri dell'opera di Don Orione: la centralità di Cristo, la preghiera corale e la generosità del popolo. Nell'omelia, l'Arcivescovo Tasca ha sottolineato l'attualità del voto per la pace, invitando i fedeli a superare le polarizzazioni e a ricordare che la guerra non è mai un fatto ineluttabile. I canti della Corale "San Luigi Orione" diretta dal M° Enrico Vercesi hanno accompagnato la funzione, chiusa dal ricordo di Padre Tarcisio Vieira che, riprendendo le parole di Giovanni Paolo II, ha definito il Fondatore uno "stratega della carità".

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