Dal 27 al 29 ottobre 2026, adolescenti e giovani provenienti da Iași e Oradea hanno scoperto, attraverso l’incontro con gli ospiti del Centro Don Orione di Voluntari, che l’amore rivela il suo significato più autentico quando si fa premura, attenzione e dono di sé.
Accompagnati da don Andrieș Cristian-Sergiu e da don Lăcătuș Francisc, i giovani hanno vissuto alcuni giorni in cui il servizio si è trasformato in una preziosa lezione sulla dignità della persona umana, sulla fragilità della vita e sulla responsabilità di farsi vicini agli altri. Al di là delle attività condivise, gli incontri hanno aperto nuovi orizzonti di riflessione sulla felicità, sulla vocazione e sul senso dell’esistenza, alla luce della fede e del carisma di San Luigi Orione, racchiuso in una convinzione che conserva tutta la sua attualità: «Solo la carità salverà il mondo!».
La chiave di lettura di questa esperienza di servizio è stata offerta da una lettera di Don Orione del 1921, il cui messaggio può essere sintetizzato in una domanda sempre attuale: «Spartaco o San Paolo?». Due logiche, due modi di costruire il mondo: la logica dell’egoismo, del potere e del desiderio di possedere sempre di più, oppure la logica del Vangelo, nella quale la vera forza si manifesta attraverso la carità. Per Don Orione, il mondo non si conquista con il dominio e la competizione, ma con un amore che unisce, restituisce dignità e si dona senza discriminazioni. Questa prospettiva non è rimasta per i giovani una semplice riflessione, ma si è fatta esperienza concreta nell’incontro con gli anziani, con i bambini e con quanti hanno bisogno di attenzione, vicinanza e sostegno.
Accanto alle attività svolte presso il centro diurno, ai momenti di danza, dialogo, conoscenza reciproca e gioia condivisa, l’incontro con gli anziani ha avuto una profondità del tutto particolare. I loro racconti di vita e le domande rivolte ai giovani sulla felicità, sull’anima e sulla vocazione hanno dischiuso nuove prospettive sul trascorrere del tempo e sul valore inestimabile di ogni esistenza. I giovani hanno così compreso che la dignità della persona non dipende dall’età, dalla salute, dalle capacità o dalla condizione sociale: al di là di ogni circostanza, ciascuno rimane un figlio amato da Dio. Anche la vicinanza ai bambini e la partecipazione alle attività del centro hanno offerto ulteriori occasioni per comprendere che l’amore si manifesta attraverso gesti semplici, nella pazienza, nella presenza e nel tempo donato agli altri.
La partecipazione quotidiana alla Santa Messa ha posto l’intera esperienza sotto la luce della fede, mentre le visite a Bucarest, in alcuni luoghi che custodiscono la memoria della storia recente della Romania, hanno arricchito ulteriormente questo tempo di incontro e di riflessione.
I giovani sono stati invitati a comprendere di non essere semplici spettatori della propria vita, ma parte di un disegno d’amore nel quale ciascuno è chiamato a donarsi e a diventare strumento dell’amore di Dio per gli altri.
Un particolare ringraziamento è stato rivolto a don Marius Bereșoaie, don Damian Ciobanu, al fratello Ianuș e al chierico Robert, per l’accoglienza calorosa e la generosità con cui hanno reso possibile questa esperienza.
«Al termine di queste giornate di servizio - affermano i protagonisti -, la sfida che desideriamo portare con noi e far fruttificare nella nostra vita è quella di imparare a guardare il mondo attraverso gli «occhiali della carità», custodendo viva la certezza che solo la carità salverà il mondo!».

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