Con 76 partecipanti in presenza e 411 connessioni virtuali da tutti i Paesi in cui è presente la Piccola Opera della Divina Provvidenza, a Montebello della Battaglia, dal 19 al 23 ottobre, il Convegno Internazionale delle Opere di Carità Orionina, coordinato dal consigliere generale don Fernando Fornerod, ha riunito le realtà educative e socio-assistenziali della Congregazione per condividere esperienze, sviluppare competenze e individuare insieme nuove strade per la missione.
Una rete internazionale al servizio della carità
Il CIOC 2026 si è concluso lasciando ai partecipanti una sfida condivisa: trasformare l’esperienza vissuta in un processo concreto di rinnovamento del operare la carità e di collaborazione tra le diverse realtà orionine.
Per cinque giorni, Montebello della Battaglia (PV) è diventata il punto d’incontro di una rete internazionale che attraversa culture, lingue e contesti sociali differenti. Le due dimensioni del Convegno, quella educativa e quella socio-assistenziale, hanno mostrato la ricchezza di un’unica ispirazione: il carisma di san Luigi Orione, vissuto attraverso forme diverse di servizio alla persona, soprattutto ai più poveri e fragili.
Il Convegno ha coinvolto 76 partecipanti in presenza e registrato 411 connessioni nelle piazze virtuali, con il coinvolgimento di tutti i Paesi in cui sono presenti gli orionini. La partecipazione a distanza non è stata un semplice collegamento con i lavori in corso, ma uno strumento per raggiungere le comunità locali e renderle parte attiva del percorso.
Dalle competenze alle decisioni condivise
Il metodo di lavoro ha alternato momenti comuni, laboratori e attività orientate allo sviluppo delle competenze necessarie per vivere oggi il carisma orionino. Spiritualità, comunione, missione, corresponsabilità e nuove forme di leadership hanno costituito alcuni degli ambiti di riflessione e di lavoro.
L’obiettivo era andare oltre lo scambio di esperienze, per costruire un linguaggio comune e individuare modalità concrete di collaborazione tra le opere. La carità orionina è stata così riletta nella sua capacità di generare relazioni, rinnovare le comunità e aprire nuove possibilità di servizio.
Il lavoro si è tradotto in tre risultati condivisi: le decisioni globali, gli impegni e le priorità. Le decisioni delineano gli orientamenti comuni emersi dal Convegno; gli impegni esprimono la responsabilità di tradurli nella vita delle opere; le priorità indicano gli ambiti sui quali concentrare l’attenzione e le energie nei prossimi passi.
I documenti con la formulazione completa delle decisioni e degli impegni saranno pubblicati successivamente. Il loro valore, tuttavia, è già chiaro: il CIOC non intende concludersi con la fine dei lavori, ma dare avvio a un processo che coinvolga le comunità e le opere nei diversi Paesi.
Le piazze virtuali: ascoltare per continuare insieme
Un ruolo particolare è stato affidato alle piazze virtuali, organizzate nelle cinque lingue del Convegno: italiano, inglese, francese, portoghese e spagnolo.
Questi spazi sono stati pensati per ascoltare le comunità locali, raccogliere le loro esperienze e coinvolgerle nel cammino comune. Il loro scopo era permettere a chi partecipava in presenza di tornare nei propri Paesi con un processo già avviato, da continuare insieme alle persone e alle comunità che animano quotidianamente le opere.
La dimensione internazionale del CIOC trova qui una delle sue espressioni più significative: non un gruppo ristretto che decide per tutti, ma una rete che cerca di ascoltare, condividere responsabilità e costruire insieme il futuro della carità orionina.
La liturgia ha accompagnato il cammino
La preghiera e la liturgia non sono state momenti separati dal lavoro, ma hanno accompagnato il percorso metodologico e le attività dei laboratori. Attraverso segni e gesti simbolici, le celebrazioni hanno dato profondità spirituale alle esperienze vissute e aiutato i partecipanti a ricondurre il lavoro comune alla sua sorgente: l’incontro con Cristo e la carità che da Lui nasce.
I segni liturgici hanno scandito le diverse tappe del Convegno, accompagnando il passaggio dalla preparazione personale alla costruzione della comunione, fino all’apertura missionaria. Il lavoro sulle competenze ha così trovato il suo riferimento in una spiritualità vissuta, capace di unire interiorità, fraternità e servizio.
Sulle strade di Don Orione
Il Convegno ha avuto anche una dimensione di pellegrinaggio nei luoghi legati alla vita e alla spiritualità di san Luigi Orione. Gli itinerari carismatici hanno condotto i partecipanti a Pontecurone, sua terra natale, a Tortona, cuore della sua opera, all’eremo di Sant’Alberto di Butrio e al santuario della Madonna della Foglia di Casalnoceto.
Non si è trattato soltanto di visitare luoghi della memoria. Il contatto con le radici della Piccola Opera ha offerto l’occasione per rileggere il carisma alla luce delle sfide di oggi e interrogarsi su come custodirne la fedeltà attraverso risposte nuove.
Particolarmente significativo è stato il tempo di raccoglimento personale vissuto a Sant’Alberto di Butrio. In un contesto di silenzio, ciascuno ha potuto ripercorrere interiormente l’esperienza del Convegno, raccogliendone i frutti e cercando una sintesi personale tra quanto ascoltato, condiviso e sperimentato.
Inviati a continuare la missione
Uno dei momenti più intensi si è svolto presso il Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, dove è stata celebrata la Messa di invio missionario.
Davanti all’urna che custodisce le spoglie di san Luigi Orione, i partecipanti hanno vissuto un gesto di consacrazione e ricevuto l’invio per continuare il cammino nelle proprie comunità e nelle opere dei diversi Paesi. Il Convegno ha così ritrovato il suo significato più profondo: lasciarsi nuovamente coinvolgere dalla carità di Cristo per servirlo nei poveri, nei giovani, nelle persone fragili e in quanti attendono una presenza fraterna.
Il percorso si è concluso al Santuario della Madonna della Fogliata, dove il Convegno è stato affidato alla Vergine Maria.
Un cammino che continua
Il CIOC 2026 termina come incontro internazionale, ma prosegue come responsabilità condivisa. Le decisioni, gli impegni e le priorità attendono ora di essere tradotti in scelte, progetti e forme di collaborazione nelle diverse realtà della Congregazione.
La sfida è mantenere viva la relazione tra le opere, valorizzare le differenze e generare risposte nuove ai bisogni delle persone e dei territori, nello spirito di Don Orione.
La carità orionina continua a mettersi in cammino: dalle radici del carisma alle nuove frontiere della missione, in una comunione che attraversa i confini e si fa servizio.
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Documenti:
- P. Tarcisio Vieira, 19 ottobre 2026 [ITA - POR - ESP - ENG - FRA]
- P. Fernando Fornerod, 19 ottobre 2026 [ITA - POR - ESP - ENG - FRA]

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