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Lunedì, 21 Gennaio 2019
12 Dicembre 2015
TORTONA: Don Orione apre 'Braccia e Cuore', una casa di accoglienza per profughi.
La inaugurazione con la Messa celebrata dal Superiore generale. Già presenti 13 persone richiedenti asilo.

Tutti giovani, 5 dal Pakistan, 4 dall'Afganistan, e 4 dalla Nigeria sbarcati senza niente da un barcone 3 giorni fa: è partito il progetto “Braccia e Cuore” per l’accoglienza di richiedenti asilo nella Villa Pedevilla di Tortona.
Con la Messa di Don Flavio Peloso, superiore dell’Opera Don Orione, altri 8 concelebranti e una sessantina di persone, il taglio del nastro, le parole di Fabio Gandi, presidente della Cooperativa Sociale Villa Ticinum, è stato dato l’avvio ufficiale sabato 12 dicembre mattino.
 

Il progetto è nato dall’incontro tra la Piccola Opera della Divina Provvidenza di San Luigi Orione e la Cooperativa Sociale Villa Ticinum di Pavia, da alcuni anni operante nell’ambito di diverse forme di svantaggio sociale. Il progetto si ispira all’insegnamento di San Luigi Orione, dalle cui parole ha preso anche il nome “Braccia e Cuore”. La sede è in una delle strutture storiche della Piccola Opera a Tortona, già sede del Piccolo Cottolengo e poi delle Suore Sacramentine.

“La nostra Congregazione – afferma Don Flavio Peloso, superiore generale – ha molte iniziative di “pronto soccorso” verso i poveri più sprovvisti di aiuto, in risposta ai bisogni dei tempi e dei luoghi. Ora è di tragica attualità l’emergenza dei tanti profughi che scappano dai loro Paesi e arrivano senza niente in Italia e in Europa. Il fenomeno si presenta con aspetti politici e umani che vanno affrontati insieme, ma anche tenuti distinti, mai subordinando il bene primario della persona ad altri interessi. L’iniziativa di accoglienza di immigrati richiedenti asilo a Tortona va ad aggiungersi ad altre realizzate nelle nostre case e parrocchie d’Italia e in Europa”.

“A casa Pedevilla siamo pronti per ospitare una trentina di persone”, informa Fabio Gandi, presidente della Cooperativa Sociale responsabile del progetto. “Vi è impegnata una equipe composta da 8 operatori sociali, 2 mediatori culturali coordinati da due responsabili delle strutture del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) di Pavia. Tutti hanno esperienza in ambito educativo con migranti e garantiranno una compresenza dalle 8 alle 23 ogni giorno dell’anno. All’equipe si aggiungono, secondo le necessità, mediatori culturali specifici, uno psicologo, un operatore legale. Ci sarà un sacerdote orionino con esperienza missionaria. È garantita la presenza notturna della famiglia del custode; operano due cuochi, un medico. Contiamo di avvalerci dell’apporto di volontari della zona. Siamo aperti alla collaborazione con le altre strutture ospitanti del territorio”.
Tutto è allestito con cura e attenzione umana per gestire una comunità tanto eterogenea e con problemi diversi.

“Il progetto ‘Braccia e Cuore’ l’ha voluto la Divina Provvidenza”, assicura Don Flavio Peloso. “Avevamo una casa con ampio parco rimasta vuota da oltre due anni; volevamo realizzarvi qualcosa di buono in aiuto a persone in difficoltà; abbiamo incontrato una Cooperativa di ispirazione cattolica e competente nel servizio ai profughi; ci è giunta una richiesta per l’attività di accoglienza anche dalla Prefettura. Queste circostanze, concomitanti, hanno portato alla realizzazione del progetto “Braccia e cuore”. Noi offriamo gli ambienti in comodato gratuito di tre anni, rinnovabile, lo spirito di Don Orione, il sostegno morale e pratico di un sacerdote e di volontari. La Cooperativa Villa Ticinum mette tutto il resto”.

“Braccia e Cuore è organizzata sulla base di un contratto di accoglienza che gli ospiti firmano secondo i parametri dello SPRAR”, spiega ancora Fabio Gandi. “Il percorso di accoglienza è attivamente costruito dai beneficiari con l’accompagnamento costante degli operatori nella vicinanza quotidiana. Ogni ospite è sottoposto a uno screening sanitario all’arrivo. Corsi di lingua garantiscono a ciascuno almeno 10 ore di italiano settimanali. Ci sarà un servizio di tutela legale che consiste nell’informazione e aiuto ai beneficiari sulle procedure di richiesta dei Permessi di soggiorno, sulla compilazione della richiesta d’asilo, sulle diverse possibilità che si presentano nel caso di riconoscimento di una protezione o di diniego, nell’accompagnamento al colloquio con la Commissione Territoriale.

I servizi sono possibili anche per la partecipazione attiva delle persone ospiti. Infatti, informa Gandi, “sono previste attività lavorative all’interno della struttura del tipo giardinaggio e orticoltura, piccole manutenzioni. In una seconda fase, si prevedono anche inserimenti in tirocini lavorativi retribuiti della durata massima di tre mesi. In entrambe le fasi è possibile l’impiego in lavori gratuiti di pubblica utilità in collaborazione con l’Ente Pubblico. Gli ampi spazi della struttura consentono di organizzare anche momenti di attività sportiva finalizzati a creare occasioni di incontro e di integrazione”.

 Braccia e cuore è una risposta di accoglienza di tipo comunitario. Va ad inserirsi nel tessuto civile di Tortona, una città che, come tante altre, vive con non pochi timori l’arrivo di immigrati ed è inquieta perché stenta a decollare una vera politica dei flussi migratori a livello nazionale e internazionale.

“La politica deve fare il suo dovere. Però il rispetto e la cura delle persone in situazioni precarie è un atto di civiltà e di carità cristiana dovuto, ovunque e con chiunque”, osserva infine il Superiore generale degli Orionini. “A Tortona, la solidarietà ha avuto ed ha tanti volti. Ha avuto il volto buono di Don Orione e gli scenari del Piccolo Cottolengo, del Dante, degli orfanelli di Villa Caritas, dei buonifigli della Calvina, degli anziani del Mater Dei. Queste, e nuove realizzazioni come “Braccia e Cuore”, hanno fatto e, ho fiducia, faranno bene alla vita civile e cristiana di Tortona. Non è mai stato facile e privo di rischi aiutare i poveri e le persone in situazioni estreme, ma ‘Braccia e Cuore’ è pensato in modo che divenga un dono per gli ospiti e per tutta Tortona”.
A. P.

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