La miglior carità che si può fare ad un’anima è di darle Gesù, e la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli il possesso di un’anima. Questo è il vero suo regno.
Giovedì, 29 Febbraio 2024
25 Aprile 2014
SANTI INSIEME: Papa Giovanni XXIII volle bene a Don Orione e alla Congregazione.
Il Papa buono incontrò Don Orione per la prima volta nel 1921. I tanti segni di affetto verso la Congregazione.

Grande gioia della Congregazione per la canonizzazione del Papa Buono, Giovanni 23°, e del Papa Grande, Giovanni Paolo 2°. Entrambi furono molto vicini alla Congregazione, estimatori e devoti di San Luigi Orione.

C’è una lunga storia dell’amicizia di Papa Giovanni 23° con Don Orione. Lo conobbe personalmente in un lunedì di Pasqua, del 28 marzo 1921, a Ognissanti. Rimase affascinato della sua semplicità e saggezza.

 

Da cardinale e patriarca di Venezia, Angelo Giuseppe Roncalli era di casa al nostro Istituto Artigianelli di Venezia. Aveva particolare confidenza con Don Carlo Pensa, uno dei primi collaboratori e 2° successore di Don Orione, tanto che lo annoverò, con decisione personale, tra i Padri del Concilio Vaticano II. Papa Giovanni accettò di essere il "protettore" della Piccola Opera della Divina Provvidenza, titolo affettivo che solitamente spettava a un Cardinale. Molto spesso, in pubblico e in privato, parlava volentieri con ammirazione di Don Orione, del quale sostenne la canonizzazione. In Vaticano, ebbe tratti paterni verso i Confratelli addetti alle Poste e Telefoni. Manifestò tenerezza materna verso i mutilatini che volle accanto a sé nell'ultimo giorno dell'anno 1963.

Papa Giovanni affidò a Douglas Hyde, l’autore della biografia di Don Orione “God’s bandit” – Il bandito di Dio, una delle pennellate più belle sulla personalità di Don Orione: “Don Orione era l’uomo più caritatevole che io abbia mai conosciuto. La sua carità superava quella di qualunque altra persona di cui avessi letto o sentito parlare: andava oltre i limiti normali. Era convinto che si potesse conquistare il mondo con l’amore”.

E’ noto che il Patriarca Angelo Roncalli partecipò alle feste della Madonna della Guardia del 29 agosto 1958, assieme al card. Giuseppe Siri, restandone sorpreso e ammirato. Disse che restò sveglio fin oltre l'una di notte per vedere lo spettacolo della gente che affluiva al Santuario e si andava a confessare. L’anno successivo, eletto nel frattempo Papa, il 29 agosto 1959, inviò un commosso Radiomessaggio dal suo studio in Vaticano e da lì illuminò con impulso radio la grande statua della Madonna della Guardia, da poco posta sulla torre del Santuario di Tortona.

Papa Giovanni confidò a mons. Lorenzo Ferrarazzo, della diocesi di Tortona, “A sera, quando vado a riposare, in attesa del sonno leggo un libro, sa quale libro? Leggo la vita di don Orione scritta da don Sparpaglione e la leggo tanto avidamente”. Poi aggiunse: “Talvolta mi viene persino lo scrupolo che seguendo con tanta attenzione questa vita di don Orione io abbia a sottrarre del tempo prezioso al servizio della Chiesa Universale a cui io devo tutto. Ma poi penso: - Se don Orione fa tanto bene al mio spirito farà anche tanto bene allo spirito di tutta la Chiesa”.

Don Giuseppe Zambarbieri, 3° successore di Don Orione, nella sua lettera circolare del 10 giugno 1963, commentava la morte di Papa Giovanni, avvenuta il 3 giugno precedente, e concludeva: "Come ci consola la certezza che vedremo il nostro Santo Padre nella gloria degli altari, e quanta forza ci viene dalla speranza che continuerà ad essere, così, e sempre più validamente, nostro Protettore!".
Ora, con la canonizzazione del Papa buono, queste parole sono pienamente compiute.
San Giovanni 23°, prega per noi!

DFP

La voce del "Papa buono" parlando del Santuario della Guardia e di Don Orione

Papa Giovanni XXIII. Video biografico.

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