Dobbiamo volere che anche il lavoro e la scienza si facciano virtù, che la vita nostra si immoli e si faccia sacrificio.
Sabato, 21 Settembre 2019
16 Gennaio 2016
OPERA DON ORIONE: Iniziative di accoglienza di persone immigrate e rifugiate.
Una Nota del Superiore generale sulla accoglienza nelle comunità e case della Congregazione in Italia.

Domenica 17 gennaio, si celebra la 102ma “Giornata mondiale del Migrante… e del Rifugiato”, come è stato realisticamente aggiunto.
Papa Francesco ha inviato un suo Messaggio dal titolo "Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del vangelo della misericordia".
Le notizie e le statistiche, ma anche l’esperienza quotidiana diretta, ci parlano di un fenomeno vasto e di grande rilevanza sociale che non si riferisce più ai soli “immigrati”, ma soprattutto ai profughi e “richiedenti asilo”.

Il nostro sguardo e atteggiamento di fronte a questo fenomeno non può essere solo quello dei giornalisti, degli opinionisti e dei politici. In quanto cittadini e cristiani, cerchiamo di restare saldi nella realtà, ancorati alle esperienze dirette. Trattando di immigrati e profughi, non parliamo solo di un “fenomeno” ma parliamo di centinaia di migliaia di “persone” con un nome e cognome, anche se a volte difficile da scrivere e da pronunciare. Certo, i responsabili politici devono fare il loro dovere – e dobbiamo vigilare perché lo facciano – ma noi, in quanto persone, cristiani e orionini, dobbiamo interrogarci su quello che possiamo fare per offrire aiuto e relazione fraterna a queste persone, fratelli e sorelle, nel bisogno estremo.

A questo ci stimolano le parole e i gesti di Papa Francesco. Ci anima l’esempio e la parola di Don Orione: “Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede”.

Mi pare che in Congregazione ci sia una sensibilità quasi istintiva, cioè carismatica, verso le persone che fanno parte del fenomeno dei migranti e profughi. C’è stato un appello alle case e attività della Congregazione che ha voluto favorire una coscienza e un indirizzo comune, ma molte iniziative  erano già in atto e ad altre ne sono seguite.

Ho chiesto ad alcuni Confratelli e Collaboratori di aiutare a ricostruire un quadro delle iniziative di accoglienza per persone immigrate, richiedenti asilo e profughi. Ne è venuta una "litania della misercordia e della civiltà" interessante che, mentre dice, indica nuove possibilità e chiede ulteriore impegno. La offro nella sua eloquente concretezza.

 

Al Piccolo Cottolengo di SEREGNO (Milano), dal 19 novembre 2014, ci sono  22 richiedenti asilo e 2 stranieri senza fissa dimora,  tutti uomini, venuti direttamente dalla Prefettura di Monza. Per domenica 17 gennaio, è stata organizzata una interessante mattinata di riflessione sull’immigrazione.

Al Piccolo Cottolengo di SANTA MARIA LA LONGA (Udine) sono accolti, dal maggio 2015, 17 richiedenti asilo arrivati attraverso la Caritas di Udine e la Prefettura, tutti uomini; si sta per concludere il periodo di accoglienza del primo gruppo che sarà sostituito subito da un altro gruppo. Già in passato, in questa opera erano stati accolte altre persone immigrate, tanto che il Superiore della comunità è stato ringraziato dalle autorità civili con una medaglia d’onore.

Al Villaggio della Carità di GENOVA – CAMALDOLI dal 2011 e attualmente si accolgono 25 richiedenti asilo, tutti uomini, con residenza temporanea e transitoria; la comunità di accoglienza è condotta dalla Cooperativa DONO, in collaborazione con il Comune e la Prefettura di Genova.

In casette separate dalla nostra grande struttura per anziani e malati di GENOVA – CASTAGNA, sono accolte 2 famiglie con figli.

Sempre a GENOVA, nella casa di SALITA ANGELI, è già dall’anno 2000 che si sta realizzando un progetto seguito dalla nostra Cooperativa DONO, in collaborazione con il Comune di Genova, per l’accoglienza di 12 minori e 6 donne: già centinaia e centinaia di persone sono state accolte in questi 15 anni.

A GENOVA – BOSCHETTO c’è un antico e glorioso monastero dedito interamente all’accoglienza residenziale di persone in difficoltà che, negli ultimi anni, sono in gran parte immigrati. Attualmente sono 85 le persone accolte che provengono da paesi extra Unione Europea; si tratta soprattutto di famiglie in situazione di sfratto, anziani soli, indigenti, persone con disagio mentale. Io definisco il Boschetto “la nostra Arca di Noé” per la sua eterogeneità degli ospiti, dei collaboratori (i nostri, Comune, Asl, Centri di Ascolto) e per la salvezza che si dà a tante persone in momenti di “diluvio”.

Sono 19 i giovani richiedenti asilo – affidati dalla Prefettura di Alessandria - attualmente ospitati alla Casa “BRACCIA E CUORE” di TORTONA, e provengono dal Togo, Burkina Faso, Nigeria, Senegal, Zambia, Pakistan e Afganistan, come ci informa Don Giuseppe Bonsanto incaricato dell’animazione spirituale. L’accoglienza è realizzata nella Villa Pedevilla, l’ampio ex convento delle Suore Sacramentine rimasto vuoto. L’accoglienza è realizzata con la gestione della Cooperativa Sociale Villa Ticinum ed è iniziata nel dicembre scorso, con la previsione di arrivare ad accogliere fino a 30 giovani. Vi è impegnata una equipe composta da 8 operatori sociali, 2 mediatori culturali, due responsabili dello SPRAR di Pavia, un sacerdote orionino con esperienza missionaria e con l’importante apporto del volontariato locale.

A ROMA – OGNISSANTI è da alcuni anni funzionante una Casa di accoglienza che dà alloggio notturno a 20 persone e un Centro di ascolto e di consulenza che aiuta persone “sulla strada”, sia italiane e, nella maggioranza, immigrate.

Anche nella Parrocchia di MESSINA c'è un ambiente per l'accoglienza di 15 immigrati che è in attività da molto tempo, gestito con i volontari e la Caritas parrocchiale.

Nella Casa del Giovane Lavoratore di MILANO, da dicembre 2015, ci sono 4 posti per giovani richiedenti asilo e, presso il Piccolo Cottolengo, è stato approntato un piccolo appartamento per una coppia (lei prossima al parto) e c’è disponibilità per una seconda coppia; si collabora con la Caritas Ambrosiana e la Cooperativa Farsi Prossimo.

A FANO (PU), c’è una Casa per Mamme con bambino, con 18 posti disponibili; attualmente ci sono 4 mamme con bambino e 1 ragazza minorenne, tutte immigrate da paesi extra europei.

Iniziative e accoglienze non istituzionalizzate sono state attuate anche al Centro Mater Dei di Tortona, a Reggio Calabria, a Floridia (SR); si è data la disponibilità ai rispettivi Prefetti per accoglienza nelle case di Campocroce (VE) e Malborghetto (UD). E certamente in molte altre case e comunità di cui non sono a conoscenza.

Un discorso a parte, ma importante, merita l’accoglienza i giovani studenti nei CENTRI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE (Endofap) che provengono da famiglie di immigrati: a MESTRE, su 412 iscritti, gli stranieri sono 112; a FANO, su 140 iscritti gli stranieri sono 38 (di cui 20 extra UE) e, all’Istituto Tecnico, su 145 iscritti, gli immigrati sono 12; a ROMA – Monte Mario, su 604 iscritti, gli stranieri sono 146 (di cui 84 UE e 62 extra UE); a PALERMO, gli stranieri sono 6.

Don Flavio Peloso

 

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