All'urlo degli insani, che mirano ad accendere l’odio nel cuore del popolo, opponiamo l'armonia e la carità delle nostre preghiere.
Martedì, 7 Luglio 2020
2 Novembre 2019
IL CARD. KASPER A OGNISSANTI CELEBRA LA MESSA PER IL 1 NOVEMBRE E PER IL CENTENARIO DELLA PARROCCHIA
Il cardinale Walter Kasper ha celebrato, nella Chiesa di Ognissanti a Roma, la Santa Messa per la Solennità di Tutti i Santi, dando inizio all'anno di festeggiamenti per il centenario della comunità cristiana nel quartiere Appio.

Nel corso dell’omelia, il cardinale ha ricordato come quest’anno si celebra il centesimo anniversario della consacrazione della chiesa di ognissanti, voluta da San Pio X e dalla “geniale idea di San Luigi Orione, la sua visione e ispirazione”. “In mezzo alla miseria delle baracche il santo Fondatore ha costruito un luogo dove si apre il cielo. Costruire una chiesa per la povera popolazione di allora significò dire: Dio abita fra voi, Dio è con voi, Dio dimora in voi e con Dio sono presenti tutti i Santi del cielo, come intercessori e protettori”.

“Oggi - ha detto ancora il card. Kasper - è giorno di festa e ringraziamento. Questo quartiere non è più fatto di baracche, ma è parte del centro di Roma moderno. Eppure anche oggi è un quartiere in cui si trova la povertà, spesso nascosta. È un luogo dove ci si può sentire soli seppure in mezzo alla folla. Tuttavia, grazie a Dio, qui troviamo ancora questo luogo di tranquillità, un luogo in cui si prende forza, consolazione, coraggio, gioia e pace, dove vengono asciugate le lacrime dagli occhi. Qui si trova un polmone dove si può respirare la presenza del Signore. Da cento anni Dio è qui in mezzo a noi e in cento anni per la Sua grazia e la Sua abbondante benedizione è cresciuta una comunità parrocchiale vivace. Ringraziamo i tanti uomini e donne, giovani e anziani, ragazzi e ragazze impegnati, i tanti parroci, i loro cooperatori e le loro cooperatrici fedeli e i tantissimi volontari che hanno portato avanti la parrocchia. Ogni volta che vengo qui, Dio è presente fra di voi”.

“Qui - ha aggiunto - sono presenti tutti i Santi, che sulla terra avevano vissuto le beatitudini del Vangelo e che ora sono nel Cielo come nostri intercessori. Dio nella sua provvidenza e nella sua misericordia li manda come nostri angeli custodi sulle strade della vita, spesso scure e pericolose. Oggi quindi è veramente un giorno di festa e ringraziamento, di essere cristiani, di essere il popolo delle beatitudini. Queste nel Vangelo sono un messaggio di gioia e gratitudine, ma sono anche una bussola, un invito e un impulso, ci indicano la via nel futuro. Don Orione diceva che bisogna essere «alla testa dei tempi, non alla coda» e alcuni giorni fa il Papa, chiudendo il Sinodo per l’Amazzonia, ha detto: «La tradizione non conserva solo il passato, ma anche il futuro». La tradizione è come le radici di un albero, che devono essere profonde per resistere alla tempesta, ma devono anche trasportare l’acqua in alto, nei rami, perché possano crescere e far nascere foglie nuove, fiori e frutti. Anche la Chiesa deve essere un organismo simile a un albero, essa è il corpo di Cristo. Deve crescere, verdeggiare, portare frutti e ha bisogno di acqua. Se rimaniamo senza acqua, ci secchiamo e come l’albero saremo abbattuti. Ma dove prendiamo queste risorse? Il Signore è chiaro: «Senza me non potete fare nulla», «Rimanete in me e io in voi». Dal Signore prendiamo l’acqua, dal Vangelo, dai sacramenti, dalla preghiera”. 

“Ma la Chiesa - ha proseguito ancora il cardinale Kasper - non deve essere fatte di pietre morte, bensì di pietre vive. Ognuno di noi è una pietra, senza la quale tutto rischia di crollare. Solo insieme, come comunità, possiamo essere la dimora di Dio nel mondo. E il cemento di questa struttura deve essere l’amore. Prima di lasciare il mondo il Signore ci ha detto di amarci e rimanere nell’unità, quindi solo una Chiesa in cui regna lo spirito dell’amore può essere una Chiesa missionaria, attraente per chi è fuori. Solo una Chiesa dell’amore e della gioia può crescere, solo insieme possiamo costruire la parrocchia del futuro. Don Orione ci può essere da modello, perché lui era la carità fatta persona. La comunità di questa parrocchia è viva, in gamba, si nutre dalle radici e dalla spiritualità di Don Orione, ma non si ferma, guarda sempre al futuro. È sempre necessario essere il popolo delle beatitudini con slancio nuovo, coraggio, e, come don Orione, con fiducia nella provvidenza di Dio”.

Dopo la celebrazione eucaristica il Cardinale Walter Kasper ha benedetto l'inizio delle opere dei campi sportivi per i ragazzi e giovani dell'Oratorio e l'inizio delle attività nella Casa di accoglienza per donne senza tetto.

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