Noi abbiamo dentro di noi un rifugio, un tabernacolo che dobbiamo serbare tutto per il Signore, di cui dobbiamo fare un luogo di riposo per lui solo.
Giovedì, 2 Aprile 2020
3 Giugno 2011
GIOVANNI XXIII: Memoria della morte e suo Radiomessaggio per la statua della Madonna della Guardia

Il 3 giugno ricorre l'anniversario della morte del "Papa buono", avvenuta nel 1963. Ricordiamo il beato Giovanni 23° con un documento prezioso: il Radiomessaggio di Papa Roncalli in occasione dell’illuminazione della Statua della Madonna (Castelgandolfo, 28 agosto 1959).
Il 29 agosto 2011 si compiono gli 80 anni dall’inaugurazione del Santuario della Guardia di Tortona (1931 – 2011).


“Con viva letizia e non senza commozione, - diletti figli, noi abbiamo steso la mano sul congegno
che ha mirabilmente trasmesso attraverso lo spazio la energia, onde si è illuminata la statua della Madonna. Come non riportarci, con la memoria, all’anno scorso, quando, in questo stesso 28 agosto, noi fummo in mezzo a voi con il signor cardinale Siri, arcivescovo di Genova, col vostro arcivescovo venerato Monsignor Egisto Melchiori, col suo solerte Coadiutore e il clero diocesano, per partecipare alla solenne festività della Madonna della Guardia?
Tale ricordo ci è ancora motivo di intimo compiacimento e ravviva la consolante visione spirituale che voi ci offrite in questo momento ed in maniera così singolare rendendoci quasi reale la nostra presenza in mezzo a voi, osannanti, con voi, alla celeste regina.
Voi avete voluto grande la statua della Madonna e collocata in alto, sovrastante le vostre case e le vostre campagne per rendere omaggio alla santità eccelsa della Madre del Redentore, la quale umile in terra, è stata esaltata al di sopra dei cori angelici nei regni celesti, e per trarne, insieme, auspicio di protezione.
Voi volete la santissima Vergine in cima ai vostri pensieri e ai vostri affetti, amabile regina delle anime vostre, guida sicura delle vostre volontà e sostegno dei vostri passi, ispiratrice sublime nella imitazione di Gesù cristo, modello di vostra santificazione; e volete, inoltre, che, dall’alto, Ella guardi le vostre case, protegga le vostre famiglie, suggerisca ai vostri figli desideri di cielo e propositi di purezza.
Segua maternamente, come auspicava con felice pensiero don Orione, anche i passi dei frettolosi che non entrano in chiesa, sospinti dagli interessi effimeri di una povera vita, e infine mostri a tutti l’unica cosa necessaria alla salvezza dell’anima: amare Iddio con fiducioso abbandono nella sua misericordia e con docilità ai suoi sapienti voleri.
Tanto più volentieri, adunque, noi abbiamo illuminato codesto simulacro, perché esso vi ricorderà tutte queste cose, riporterà le vostre coscienze ai fervori di così solenne giornata mariana e rimarrà a voi ed ai vostri discendenti segnacolo e pegno di celeste protezione.
I romani pontefici, nel corso dei secoli, hanno sempre ascritto a loro dolcissimo dovere ed altissimo onore circondare di luce la Madonna; illustrare, cioè, alle menti dei fedeli le grandi verità rivelate da Dio sulla sua santissima Madre, sì che queste, per il magistero infallibile della cattedra di Pietro, sono state proclamate, dichiarate e definite parti integranti ed inalienabili del deposito della fede affidato alla santa chiesa.
I dogmi dell’Immacolata Concezione e della Assunta sono, in ordine di tempo, le luci più recenti che, per l’assistenza dello Spirito Santo, i Papi hanno fatto rifulgere sul capo della Madonna.
Da queste considerazioni prenda nuova lena il vostro animo, o diletti figli, nel fuggire il male e nell’operare il bene; nel promuovere l’incremento della pietà religiosa e nel conservare totale fedeltà a Gesù cristo ed alla sua chiesa.
l’Immacolata Madre di Dio vi assista, propizia, con la sua amorevole intercessione presso il trono dell’Altissimo: vinca sua guardia i movimenti umani e vegli sul vostro cammino verso il Monte del Signore, affinché possiate raggiungerlo con le mani innocenti ed il cuore puro.
E sia pegno di così segnalati ed auspicati favori celesti, oltre che della nostra viva benevolenza, la propiziatrice benedizione apostolica, che vi impartiamo con paterno affetto”.


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