Il tempo della vita (…) è così breve e sì prezioso, che sarebbe anche una pazzia indugiarci a pensare dove lo straccio andrà a finire: il Signore lo getti di qua, lo getti di là, come vuole, si sta sempre bene quando si sta dove vuole il Signore.
Martedì, 31 Gennaio 2023
9 Marzo 2014
GENOVA: Dal Porto alla Cattedrale per ricordare la partenza dei primi missionari orionini.
L'abbraccio dei popoli del carisma orionino è iniziato con la prima spedizione missionaria salpata da Genova. Una piccola folla orionina ha rivissuto quel momento storico.

Splendida giornata commemorativa del Centenario della partenza dei primi missionari orionini dal Porto di Genova. In una giornata di cielo azzurro e di sole primaverile, la Piazza Caricamento è stata svegliata dalle note della Banda dell’Istituto di Borgonovo (Piacenza) e dal vociare festoso di circa 400 persone che si sono radunate, alle ore 10, per rivivere i sentimenti e vedere il molo del porto da cui è salpata la nave Tomaso di Savoia che, partita alle 16 del pomeriggio del 17 dicembre 1913 è arrivata al porto di Santos (Brasile) il 29 dicembre successivo con a bordo i primi tre missionari orionini. Don Carlo Dondero, il religioso fratello Carlo Germanò e il signor Giulio, un laico, raggiunsero la loro destinazione finale, a Mar de Espanha, il 12 gennaio successivo.

Alcuni testi di Don Aurelio Fusi, postulatore, e le musiche popolari italiane e sudamericane eseguite dalla Banda hanno fatto vibrare i cuori di emozione. “Siamo qui per ri-cordare – ha detto Don Flavio Peloso dando inizio alla manifestazione – per rimettere nel cuore i sentimenti, gli ideali e i progetti che furono di Don Orione e dei primi missionari e che animarono le successive spedizioni missionarie di tanti Confratelli e Piccole Suore Missionarie della Carità che portarono l’abbraccio di Don Orione ai popoli, oggi raggiunti in 32 nazioni”.

Alle 11, preceduti dal monumentale e prezioso Crocifisso del Maragliano, si è snodato il corteo che ha condotto la piccola folla orionina dalla piazza del porto alla Cattedrale di San Lorenzo. “Che manifestazione è? Chi siete? Che festa è?”. Le domande della tanta gente incuriosita ai bordi del percorso hanno dato occasione alla testimonianza entusiasta: “Siamo di Don Orione”.  

La Messa nella Cattedrale di Genova, presieduta da Don Flavio Peloso e concelebrata da numerosi confratelli di tutto il mondo, ha coronato le due giornate celebrative di Genova. “Noi non siamo un’associazione qualunque”, ha puntualizzato Don Flavio Peloso. “Noi veniamo dalla Chiesa e portiamo alla Chiesa, che significa portare a Cristo”. La comunità internazionale dei chierici dell’Istituto Teologico di Don Orione ha animato la liturgia e i canti.

Prendendo spunto dalle letture bibliche sul peccato e la miseria dell'uomo e sulla grazia e salvezza donata da Dio, il Superiore generale nella sua omelia ha detto che la missione nasce, da una parte, dalla compassione per le miserie dell'umanità dolorante e abbandonata, e dall'altra, dalla gioia per il grande dono da offrire tutti, la grazia di Dio che ci "dona con il pane del corpo il divino balsamo della fede". Furono la compassione verso i fratelli e la carità di Dio a far sentire e a far vivere a Don Orione "il bisogno di correre per tutta la terra e per tutti i mari... perché la carità di Gesù darà vita a tutte le terre e a tutti i mari".
Don Orione e la Piccola Opera della Divina Provvidenza, come l'evangelico granello di senape, in questi 100 anni, sono cresciuti in "pianta unica con molti rami" e hanno dato conforto, aiuto e salvezza a tanti poveri e a tanti popoli nelle periferie geografiche ed esistenziali del mondo. Don Flavio ha ricordato alcune di queste periferie in cui gli Orionini hanno portato la carità di Cristo e che sono rifiorite in civiltà e salvezza: la Patagonia romana, fuori porta San Giovanni a Roma, il Restocco di Milano, l'Orionopolis di San Paolo del Brasile, Oradea in Romania, Bonoua in Costa d'Avorio, Payatas presso Manila, Anatihazo (Antananarivo, Madagascar), Nezahualcoyotl (Messico), Bagamoyo ai margini di Maputo (Mozambico), Itapoà città-miseria satellite di Brasilia.
"Proseguiamo fedeli su questo cammino. La strategia della carità funziona, funziona, funziona!", ha concluso Don Flavio.

Il pranzo offerto negli ambienti del Piccolo Cottolengo Genovese ha dato occasioni di condividere e prolungare il gusto delle cose belle vissute al mattino e nel convegno di ieri.

A.P.

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