Il tempo della vita (…) è così breve e sì prezioso, che sarebbe anche una pazzia indugiarci a pensare dove lo straccio andrà a finire: il Signore lo getti di qua, lo getti di là, come vuole, si sta sempre bene quando si sta dove vuole il Signore.
Martedì, 31 Gennaio 2023
8 Febbraio 2014
FILIPPINE: A Payatas, la parabola orionina tra i poveri
Informazione del Superiore generale a conclusione della visita nelle Filippine.

Ultima tappa della visita canonica nelle Filippine è stata Payatas. Qui, i primi orionini -  Don Luigi Piccoli e Don Oreste Ferrari - arrivarono il 5 ottobre 1991, su indicazione del card. Sin.  Si trattava di una zona poverissima e malsana attorno alla mountain smoking, l’enorme discarica di Manila. Il 12 Gennaio 1992, fu eretta la nuova parrocchia “Mother of Divine Providence”. Iniziò l’avventura della Congregazione nelle Filippine.

 

La Parrocchia conta circa 100.000 abitanti – ma chi li ha mai contati? – con 1400 battesimi all’anno, ma le nascite registrate sono circa 2000. C’è la chiesa centrale, molto frequentata, e con il consiglio pastorale efficiente. La parrocchia è composta di 13 comunità cristiane particolari, ognuna con la propria cappella e organizzazione pastorale. Gran parte delle famiglie vivono in uno stato di estrema povertà, di pura sopravvivenza. Fino agli anni ‘70, la zona era semplicemente un avvallamento collinare, poco adatto per agricoltura e risaie. Il governo collocò qui, su un'area di 50 ettari, la discarica di Manila, battezzata "smoking mountain". Le terre furono invase abusivamente da migliaia di persone (squatters)  che accorsero vivendo del lavoro e del riciclaggio del materiale della discarica, in un ambiente maleodorante, sporco e malsano. L’atto di fondazione del barangay (comune) di Payatas è datato 1976.

Fin dall’inizio i confratelli promossero varie iniziative di carità e di promozione sociale. Oggi sono gestite mediante il PAOFI (Payatas Orione Foundation Incorporated), ente riconosciuto civilmente, del quale è responsabile P. Martin Mroz.
Il PAOFI sostiene attualmente 11 feeding program che comprende aiuto scolastico e mensa per bambini: 8 a Payatas con 353 bambini e 3 a Lucena con 210 bambini. C’è poi il programma di scolarship per 304 bambini a Payatas e 180 a Lucena. C’è un programma trimestrale di integrazione alimentare (peanut butter) per 150 bambini, per un totale di 500 bambini sottonutriti. L’Adoption program ha preso in carico 120 bambini. C’è un Programma antitubercolosi che cura circa 500/600 persone all’anno. Nei due dispensari Community Clinic Fr. Piccoli e la Tubercolosi Clinic Fr Falardi accorrono ogni giorno 50-60 persone. Un Medical assistence Center è stato aperto anche a Lucena. Nell’ambito educativo, vi sono ancora 2 English Tutorial Center, 2  Computer Center (1 a Payatas e 1 a Lucena) e il progetto Kumon per lo studio delle scienze matematiche. Una scuoletta per bambini è stata aperta anche nel villaggio Badjao.

C’è ancora da aggiungere la presenza delle Piccole Suore Missionarie della Carità, arrivate nella periferia di Manila, 10 anni fa. Sono andato per una visita e una Messa nella comunità Farview Park, dove si dedicano soprattutto al servizio medico assistenziale; tra le 40 e le 70 persone al giorno, con diverse malattie e specialmente per tubercolosi, accorrono a loro. Con il progetto di salute della donna offrono controlli prenatali, ecografie e prevenzione del cancro per le donne povere di Payatas. Infine c’è lo Scholarship, la mensa per i bambini, la catechesi. Dal gennaio 2013, le Suore orionine hanno aperto una seconda comunità a Mogpog, sull’isola di Marinduque, dove svolgono soprattutto attività pastorali.

Come si vede, la lista delle iniziative è lunga e costituisce un aiuto consistente ma sempre insufficiente in quest’ambiente umano tanto povero e abbandonato. Molti degli aiuti vengono da benefattori lontani e, a volte, sconosciuti. Consistente è l’aiuto della Hickey Family Foundation. Mi faccio voce dei confratelli per ringraziare tutti: il loro aiuto è veramente benemerito e bene impiegato. Ricordo che per un aiuto sicuro e rapido potete usufruire del servizio on line DONA ORA presente in questo sito, precisando la destinazione dell’offerta.

Il mercoledì, 4 febbraio, ci siamo radunati tutti insieme, i Confratelli delle tre comunità di Payatas, Montalban e Lucena. È stato un incontro fraterno molto bello. Si è guardato al futuro facendo qualche scelta per sostenere il cammino delle comunità e delle opere. C'è particolare attesa per l’inserimento di nuovi confratelli filippini; attualmente ci sono solo 1 sacerdote e 3 chierici.
Alla sera del 4, abbiamo celebrato una Messa di ringraziamento. Siamo entrati in chiesa – piena anche se in giorno feriale – preceduti da una lunga processione di vesti bianche dei seminaristi (53) e dei novizi (7). Una postulante  orionina e un chierico orionino, filippini, portavano la statua di Don Orione arrivata dall’Italia. Mi è stato facile ricordare a quella cara gente che quel gesto di Don Orione rappresentato nella statua, con scarpe di povero, che tira fuori dalla miseria e dalle macerie un povero ragazzo additandogli il Vangelo, continua a realizzarsi a Payatas e nelle Filippine. È stato un momento di commozione, consapevoli di fare parte di una storia minore, ma grande, vera, divina.

Per me, questa è la quinta visita nelle Filippine. La prima fu nell’agosto 1996. Ho potuto constatare il grande progresso avuto sia dal punto di vista ambientale e civile e sia dal punto di vista religioso e congregazionale. Si è andato formando una tessuto sociale, sia religioso che civile, che ha elevato la dignità e il livello di vita di questa gente che, inizialmente, erano degli squatters senza nome e senza niente, poveracci, invasori abusivi di una zona che era del demanio pubblico. Lo sviluppo è partito da quella chiesa, da quella piccola comunità di preti che parlavano stentatamente il tagalog, ma che coltivavano la dignità umana predicando il Vangelo e occupandosi e bambini e di miserabili.

La breve storia della Congregazione nelle Filippine è stata molto tribolata. È iniziata con la morte di due giovani confratelli di 40 anni: Don Luigi Piccoli e Don Angelo Falardi. Tante fragilità, alcune defezioni, delusioni vocazionali – dopo 23 anni ci sono solo 1 sacerdote e 3 professi Filippini - e difficoltà economiche. Eppure, la Provvidenza ha sempre allungato il filo delle risorse e della speranza. Oggi Payatas è una realtà di cui essere fieri nel Signore, alla San Paolo: “di Dio io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorchè delle mie debolezze” (2Cor 12,5).

Quanta gente vive fede, dignità, solidarietà perché hanno visto i preti venuti da lontano stare con loro, come Gesù sta con loro nel Tabernacolo! Quanti bambini sono alimentati, curati, avviati alla scuola e al futuro. I malati sono aiutati, i moribondi ricevono la vista del sacerdote, i giovani si riuniscono contenti, gli affamati (tanti) sanno che possono ricorrere alla parrocchia.
Ho saputo che i nostri religiosi sono chiamati i “Divine” (i Divini) perché così viene abbreviato il nome inglese Sons of Divine Providence. Che bello! Nessun orgoglio personale per Fr. Antony De Sousa (brasiliano), Fr Julio Cuesta (spagnolo), Fr. Diego Lorenzi (italiano) e il chierico Mark Mangulabnan (filippino), ma essere il richiamo del “Divino” è il massimo a cui può aspirare un religioso, un Figlio della Divina Provvidenza.

“Salamat sa Diyòs!”. “Deo gratias!”.

Don Flavio Peloso

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