E’ il cuore che fa l’uomo, cioè è il cuore che fa la grandezza morale dell’uomo, ma quando il cuore è, quale dev’essere, un altare sacro a Dio.
Martedì, 15 Ottobre 2019
2 Novembre 2014
FAMIGLIA ORIONINA: È deceduto Don Bolesław Kazimierz Majdak.
Don Majdak è morto nel pomeriggio del 2 novembre nella nostra casa di Łaźniew (Polonia).

Il giorno 2 novembre 2014 è deceduto nella Casa nostra di Łaźniew (Polonia) Don Bolesław Kazimierz MAJDAK. Era nato a Podśniatynka (Ucraina) il 12 febbraio 1929, aveva 85 anni di età, 64 di professione religiosa e 55 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia “Madonna di Częstochowa”. (Polonia)

Don Flavio Peloso, superiore generale, che si trova in visita in Messico, ha mandato un suo ricordo.

 

"E' un confratello molto rappresentativo e benemerito della Congregazione di Don Orione in Polonia, per la sua testimonianza personale, per la sua fedeltà religiosa, per il suo studio e insegnamento storico, per il suo inscindibile amore alla Polonia e alla Congregazione.
Dobbiamo a lui la prima Storia della Congregazione dei Sacerdoti di Don Orione in Polonia, 1923-1945, scritta nel 1971 e pubblicata nel 1985, ben curata scientificamente. Raccolse i primi dati per la causa del beato Francesco Drzewiecki. Fu Consigliere generale dal 1981 al 1987.
Durante le mie visite in Polonia sempre c'era un tempo di colloquio con lui, sempre interessato alla storia e alla attualità della Congregazione.
Anche lui pagò il suo tributo alle durezze del comunismo con sei anni di deportazione in Siberia e nel Kazakhistan (1940-1946).
Amava le cose belle, la cultura, la vita della Chiesa, la devozione mariana della sua Polonia, Don Orione il suo santo e padre di vita religiosa. Purificato dalla malattia negli ultimi anni, è ritornato al Signore offrendo il bene dei suoi 85 anni di vita, 64 di professione religiosa e 55 di sacerdozio".

 

Don Boleslao (Bolesław) nacque il 12 febbraio 1929. I suoi genitori Francesco e Valeria erano di Międzybrodzie Bialskie. Il padre, sarto, prima della prima guerra mondiale andò a lavorare negli Stati Uniti. Finita la guerra tornò a casa. Nel 1921 comprò un podere a Podśniatynka (allora Polonia, oggi Ucraina) e si occupò di agricoltura. Il giovane Boleslao cominciò a studiare nella scuola elementare nel suo paese natale, dove si insegnava in polacco ed ucraino. Il 17 settembre 1939 i territori della Polonia orientale, anche Podśniatynka, furono occupati dai russi. La felice infanzia finì il 10 febbraio 1940, quando tutta la famiglia fu deportata dai russi in Siberia. Fu portata alla località Kalutshe, nella zona di Irkutsk. Il giovane Boleslao fu costretto a lavorare nei boschi insieme con gli adulti. Il 6 novembre dello stesso anno gli morì il padre, contagiato da tifo. Si ammalò anche la madre, ma guarì. Nel 1941 fu trasportato, insieme con la madre, a Kwitok, nella regione di Taishetsk.

Quando Mosca rinnovò le relazioni diplomatiche con il governo polacco in esilio a Londra, la famiglia fu trasferita a Kazakhistan. Vivevano in un kolchoz, nella regione di Djambul. Lì Boleslao imparò la lingua kazakha (già prima ebbe imparato il russo) e serviva in diverse occasioni come traduttore.

Nel 1946 poté tornare in Polonia, a Międzybrodzie Bialskie. Con l’aiuto di Don Stanislao Prochot fu ammesso nel 1947 al Collegio di Don Orione a Zduńska Wola, dove fece la scuola elementare per i lavoratori, lavorò nella tipografia “Orion”. Nel 1949 entrò nel noviziato di Don Orione e nel 1950 fece i primi voti religiosi. E nel 1954 emise la professione perpetua. Negli anni 1952-1955 fece gli studi di filosofia e di teologia a Włocławek e a Zduńska Wola. Il 5 luglio 1959 fu ordinato sacerdote. Nello stesso anno cominciò il triennio universitario all’Università Cattolica di Lublino nell’ambito della Storia della Chiesa.

Dal 1962 insegnò la Storia della Chiesa nel Seminario Maggiore di Don Orione a Zduńska Wola. Insegnava anche la patrologia e il latino e negli anni 1962-1966 fu prefetto dei chierici. Dal 1961 al 1968 fu vicario parrocchiale nella Parrocchia di San Giacomo a Varsavia.

Nel 1969 è partito per Roma, dove studiò all’Università Gregoriana. Nel 1971 fece dottorato, scrivendo la Storia degli Orionini in Polonia negli anni 1923-1945 (la tesi era scritta in lingua italiana e nel 1976 fu tradotta in polacco).

Tornato in Polonia lavorò nella Segreteria provinciale, curava la rivista “Don Orione…” ed era incaricato della Casa di Varsavia-Anin.

Fu vice-provinciale, economo e segretario provinciale. Svolse anche il ruolo di cappellano di ospedale di Varsavia. Non interruppe mai il suo interesse scientifico. Insegnò al Seminario di Don Orione, sviluppando creativamente l’attività scientifica e facendo traduzioni.

Nel 1981 il Capitolo Generale l’elesse come consigliere generale, incaricato delle attività caritative. Visitava le case in tutto il mondo e aiutava a risolvere molti problemi in luogo.

Nel 1987 tornò in Polonia e fu per 1 anno rettore del Seminario Maggiore di Zduńska Wola. Successivamente fu nominato di nuovo economo provinciale a Varsavia, per 6 anni, continuando il suo lavoro didattico a Zduńska Wola.

Dal 1997, dopo una grave malattia, si abitò a Zduńska Wola. Continuava l’insegnamento e serviva con le confessioni nella comunità del Seminario. Lavorò come archivista, traduttore e professore.

Don Boleslao era anche cappellano degli Scouts a Zduńska Wola e membro del gruppo dei ‘Sybiracy’ (ex-deportati di Siberia). Scrisse anche delle poesie e il libretto dei canti di Don Orione e del Beato Francesco Drzewiecki.

(dai materiali del Sig. Jerzy Chrzanowski)

 

I Figli della Divina Provvidenza esprimono la loro comunione anche suffragando generosamente i confratelli defunti. Ricevuta notizia della morte di un confratello, le comunità si raccolgono in preghiera per lui. Lo ricordano nella santa Messa e recitano per lui, per tre giorni, il santo rosario.  In suffragio di lui ogni casa della Congregazione cura la celebrazione di una santa Messa, cui assiste possibilmente la comunità”. (Norme  41)

Requiescat in pace!

 

sj.

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