Non con il collo torto, né con la faccia da venerdì santo si attira ad amare il Signore e alle pratiche della religione la gioventù.
Domenica, 20 Settembre 2020
29 Marzo 2015
DOMENICA DELLE PALME: XXX Giornata Mondiale della Gioventù.
Papa Francesco ha proposto come tema della XXX Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra oggi la beatitudine dei «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5, 8).

Continua il pellegrinaggio spirituale verso la GMG di Cracovia 2016. Il Papa propone ai giovani la ricerca della vera felicità, perché essa “è comune a tutte le persone di tutti i tempi e di tutte le età”. Dio ha deposto questo desiderio nel cuore di ogni persona.

La beatitudine dei “puri di cuore” consiste “in comunione perfetta con Dio, con gli altri, con la natura, con noi stessi”. Il Papa dice che: “Il libero accesso a Dio, alla sua intimità e visione era presente nel progetto di Dio per l’umanità dalle sue origini e faceva sì che la luce divina permeasse di verità e trasparenza tutte le relazioni umane. In questo stato di purezza originale non esistevano ‘maschere’, sotterfugi, motivi per nascondersi gli uni agli altri. Tutto era limpido e chiaro”.

Quando l’uomo e la donna cedono alla tentazione e rompono la relazione di fiduciosa comunione con Dio, il peccato entra nella storia umana (…) La purezza delle origini è come inquinata (…) l’accesso diretto alla presenza di Dio non è più possibile. Subentra la tendenza a nascondersi, l’uomo e la donna devono coprire la propria nudità. Privi della luce che proviene dalla visione del Signore, guardano la realtà che li circonda in modo distorto, miope. La “bussola” interiore che li guidava nella ricerca della felicità perde il suo punto di riferimento e i richiami del potere, del possesso e della brama del piacere a tutti i costi li portano nel baratro della tristezza e dell’angoscia.

In questa situazione il Padre invia il suo Figlio. E Papa scrive ai giovani: “così, in Cristo, cari giovani, si trova il pieno compimento dei vostri sogni di bontà e felicità. Lui solo può soddisfare le vostre attese tante volte deluse dalle false promesse mondane”. E ricordando le parole di Giovanni Paolo II Papa Francesco continua: «è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande».

Il Papa ricorda che il cuore nella cultura ebraica è il centro dei sentimenti, dei pensieri e delle intenzioni della persona umana. A partire dal nostro cuore possiamo vedere Dio, perché il cuore riassume l’essere umano nella sua totalità e unità di corpo e anima, nella sua capacità di amare ed essere amato. La parola puro, nel greco significa pulito, limpido, libero da sostanze contaminanti. Gesù scardina la concezione della purezza da quella rituale esteriore e la lega al cuore.

Il Papa spiega che la felicità che scaturisce dal cuore riguarda soprattutto le nostre relazioni. Ognuno di noi deve imparare a discernere ciò che può “inquinare” il suo cuore, formarsi una coscienza retta e sensibile, capace di «discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2). Se è necessaria una sana attenzione per la custodia del creato, dell’aria, dell’acqua e del cibo, tanto occorre custodire la purezza di ciò che abbiamo di più prezioso: i nostri cuori e le nostre relazioni. Bisogna stare attenti, affinché i nostri cuori non si attacchino ai falsi tesori, ma trovino un riposo autentico nella nostra relazione con Dio. “Il sapere di essere amati da Dio incondizionatamente dà senso alla nostra vita”.

Il Papa chiede ai giovani, affinché il periodo della giovinezza, della grande ricchezza affettiva presente e il desiderio profondo di un amore vero, bello e grande, con la capacità di amare ed essere amati, non sia falsato, distrutto o deturpato tramite la strumentalizzazione del prossimo per i propri fini egoistici, talvolta come puro oggetto di piacere. Siccome le esperienze negative feriscono il cuore e lo rendono triste, il Papa chiede ai giovani: “Non abbiate paura di un amore vero, quello che ci insegna Gesù e che san Paolo delinea così: «La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine»”. Papa Francesco chiede ai giovani di ribellarsi alla diffusa tendenza di banalizzare l’amore, quando esso viene ridotto al solo aspetto sessuale, svincolandolo dalle sue essenziali caratteristiche di bellezza, comunione, fedeltà e responsabilità. E chiede “di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare controcorrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Io ho fiducia in voi giovani e prego per voi. Abbiate il coraggio di andare controcorrente. E abbiate il coraggio anche di essere felici»”. Il Papa incoraggia i giovani di lanciarsi, da bravi esploratori alla scoperta del ricco insegnamento della Chiesa in questo campo, per scoprire che “il cristianesimo non consiste in una serie di divieti che soffocano i nostri desideri di felicità, ma in un progetto di vita capace di affascinare i nostri cuori!

Noi portiamo nel cuore l’invito del Signore: «Cercate il mio volto!». La Bibbia ci dice che nel luogo santo di Dio può stare solo chi ha mani innocenti e cuore puro. Ma non dobbiamo avere paura, né scoraggiarci, perché Dio fa sempre il primo passo. È Lui che ci purifica, affinché possiamo essere ammessi alla sua presenza. Isaia si sentiva un uomo dalle labbra impure, eppure il Signore lo purificò, ha perdonato la sua colpa e il suo peccato. Pietro aveva chiesto a Gesù di allontanarsi, perché si sentiva peccatore, ma Gesù gli ha risposto di non temere e l’ha fatto “pescatore di uomini”. Questo stesso Gesù ha dichiarato a tutti che «Chi ha visto me, ha visto il Padre».

Il Signore rivolge il suo invito a incontrarlo ad ognuno di noi, in qualsiasi luogo e situazione si trovi. “Basta «prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui»”. Tutti siamo peccatori, bisognosi di essere purificati dal Signore, ma basta fare un piccolo passo verso Gesù per scoprire che Lui ci aspetta sempre con le braccia aperte, in particolare nel Sacramento della Riconciliazione.

Il Signore vuole incontrarci. Santa Teresa d’Avila, sin da piccola diceva ai suoi genitori: «Voglio vedere Dio» e ha scoperto la via della preghiera come «un intimo rapporto di amicizia con Colui dal quale ci sentiamo amati». E il Papa domanda ai giovani: “Voi pregate? Sapete che potete parlare con Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo, come si parla con un amico? E non un amico qualsiasi, ma il vostro migliore e più fidato amico! Provate a farlo, con semplicità”. Alla fine il Papa invita i giovani a leggere frequentemente la Sacra Scrittura, ogni giorno un brano, perché la Parola di Dio parli ai loro cuori e illumini i loro passi. E si scoprirà che si “può ‘vedere’ Dio anche nel volto dei fratelli, specialmente quelli più dimenticati: i poveri, gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati”. Occorre farne esperienza, abbassarsi e condividere la propria vita con i più bisognosi e si apriranno i gli occhi per riconoscere la sua presenza nella vostra storia.

Chi sentirà la chiamata del Signore al matrimonio, a formare una famiglia, non pensi che sia una vocazione “fuori moda”, proprio per questo l’intera Chiesa sta vivendo questo periodo speciale di riflessione sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Il Papa invita anche coloro che sentiranno la chiamata alla vita consacrata o al sacerdozio a donarsi pienamente a Cristo e al servizio della sua Chiesa, con animo puro, per diventerete nuovi semi di speranza nella Chiesa e nella società, perché “la volontà di Dio è la nostra felicità!

Concludendo, Papa Francesco dice che la beatitudine dei “puri di cuore” è una garanzia della felicità, perciò esorta i giovani: “abbiate il coraggio di essere felici!”.

Il Papa ricorda che la Giornata Mondiale della Gioventù di quest’anno è l’ultima tappa del cammino di preparazione al prossimo grande appuntamento mondiale dei giovani a Cracovia, nel 2016.

 

Leggi il testo integrale del Messaggio del Santo Padre Francesco per la XXX Giornata Mondiale della Gioventù 2015

 

sj.

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Messaggio del Santo Padre Francesco per la XXX Giornata Mondiale della Gioventu' 2015
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