E’ il cuore che fa l’uomo, cioè è il cuore che fa la grandezza morale dell’uomo, ma quando il cuore è, quale dev’essere, un altare sacro a Dio.
Martedì, 15 Ottobre 2019
10 Settembre 2013
COSTA D’AVORIO: A Bonoua, il Sinodo orionino per l'Africa
Rappresentanti delle comunità orionine in Africa e Madagascar guardano insieme allo sviluppo della Congregazione in Africa.

Bonoua, 10 settembre 2013.

Rappresentanti della Congregazione orionina provenienti da Costa d’Avorio, Togo, Burkina Faso, Kenya, Mozambico e Madagascar sono riuniti dall’8 al 10 settembre, a Bonoua, per il “Sinodo Orionino per l’Africa”. Sono presenti anche il superiore generale Don Flavio Peloso, il consigliere generale Don Eldo Musso, i superiori provinciali Don Pierangelo Ondei (Italia), P. Aparecido Da Silva (Brasile Sud), P. Malcolm Dyer (Delegazione Missionaria inglese), P. Basile Aka (Vice-provincia francofona).

 

"Il nome di questa riunione è solenne – spiega il superiore generale Don Flavio Peloso – ma significa semplicemente che superiori e confratelli intendiamo guardare insieme (=sinodo) confrontando esperienze e orientamenti su alcuni temi pratici di inculturazione della vita religiosa e del nostro carisma in Africa. Scopo del sinodo è anche studiare qualche forma di collaborazione stabile per favorire un cammino unitario e identificato della Congregazione in diverse nazioni di Africa  Madagascar”.

La celebrazione della prima professione di 18 nuovi religiosi africani e l’entrata in noviziato di altri 19, avvenuta domenica 8 settembre, ha segnato l’inizio dell’importante riunione ed ha contribuito a darle motivazioni e slancio: la Famiglia Orionina sta crescendo in Africa.

Nella prima giornata sono stati affrontati quattro temi particolari dell’inculturazione del carisma orionino in Africa: 1) la formazione e pratica della vita comunitaria: problemi, chances e orientamenti; 2) il vissuto e il significato della povertà nel contesto africano e vita religiosa: dimensione individuale, comunitaria e sociale; 3) le opere di carità nel contesto africano: una carità che assiste, forma e promuove. Criteri e scelte pratiche; 4) interculturalità nella formazione.

Nella seconda giornata, sono sono trattati temi riguardanti la collaborazione per favorire il confronto e l’identificazione orionina nei Paesi di Africa e Madagascar; in agenda l’approfondimento di due particolari ambiti di collaborazione: nella formazione iniziale e nel rapporto con la Congregazione nel suo insieme.

Oltre alla crescita del numero dei religiosi c’è da registrare l’avvio di nuove iniziative apostoliche e caritative. Meritano di essere ricordate le recenti aperture di ben 5 nuove comunità: a Tampellin, con dispensario-maternità, e a Banfora, in Burkina Faso, a Lomé (Togo), a Kandisi (Kenya), ad Ambanja (Madagascar). Nell'ultimo anno, sono entrati in funzione i Centri per disabili a Maputo (Mozambico) e ad Antsofinondry (Madagascar), mentre a Miandrarivo (Madagascar) è arrivata una comunità delle Suore orionine che hanno preso in cura il dispensario-maternità da poco inaugurato. Tra i progetti in via di esecuzione c'è il Centro di accoglienza per i pellegrini presso il Santuario di "Notre Dame de la Garde" di Bonoua (Costa d'Avorio) e il seminario a Maputo (Mozambico).

È risuonata durante il piccolo sinodo orionino di Bonoua una battuta spiritosa ma piuttosto espressiva: “il futuro della Congregazione è nero”, alludendo allo sviluppo della Congregazione in Africa.
C’è una vitalità che sta crescendo umilmente, senza grandi proclami e progetti ma che sta già portando buoni frutti”, ha osservato Don Flavio Peloso. “Si tratta di una vera e propria ri-partenza fondazionale del carisma in Africa. C’è tutta la fragilità e l’esuberanza degli inizi, ma la forte ispirazione spirituale, il senso di appartenenza orionina e lo slancio apostolico fanno bene sperare in una maturazione fedele e innovativa allo stesso tempo”.

Alla sera del 9 settembre, il gruppo del sinodo orionino si è recato al Centro Don Orione per la benedizione della nuova Cappella dedicata ai "Martiri orionini spagnoli P. Riccardo Gil e Antonio Arrué" cui ha fatto seguito l'agape fraterna.

Al mattino del 10 settembre, c'è stata la celebrazione dell'inizio del nuovo anno di Noviziato che vede riuniti 19 novizi provenienti da Costa D0Avorio, Togo, Burkina, Madagascar e Mozambico.

 

A.P.

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