La Provvidenza divina sempre sa trarre da ogni male grandissimi beni religiosi e sociali.
Martedì, 5 Marzo 2024
31 Luglio 2022
PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO FINALE DEL XV CAPITOLO GENERALE
Il Direttore generale P. Tarcisio Vieira presenta il documento finale del XV Capitolo Generale dei Figli della Divina Provvidenza

Carissimi Confratelli,
Figli della Divina Provvidenza.

Sono lieto di presentare il documento finale del XV Capitolo Generale, celebrato a Montebello della Battaglia dal 31 maggio al 19 giugno 2022, con il tema “Gettiamoci nel fuoco dei tempi nuovi” per “Evangelizzare il mondo mediante la profezia della carità, nuova nello stile, nella forma e nelle frontiere”.

I testi, non solo quelli di carattere decisionale, ma an­che quelli introduttori, sono stati approvati durante le se­dute conclusive dall’assemblea dei 47 Padri Capitolari. Si può dire, senza esagerare, che persino ogni parola è stata scelta dal Capitolo. Il Consiglio Generale ha realizzato solo un minuscolo lavoro di organizzazione e ha appro­vato la pubblicazione del documento nella riunione del 15 luglio 2022.

Il documento che adesso è nelle nostre mani costitui­sce, pertanto, la “Magna Carta” per il cammino program­matico del sessennio. Deve essere conosciuto da tutti e fatto oggetto di riflessione nelle varie istanze della vita di Congregazione; deve servire come essenziale sussidio per la progettazione nelle nostre Comunità e Province, in particolare durante la tappa delle assemblee di pro­grammazione; e deve essere ripreso, tante altre volte, per le opportune valutazioni e rilanci. Sono certo che ci aiu­terà nella fedeltà creativa al carisma di San Luigi Orione, nell’applicazione concreta dei principi delle Costituzioni e Norme e, soprattutto, ci aiuterà a “osservare in umiltà grande e amore dolcissimo il santo Vangelo” (cfr. Cost. Art. 4).

Il nostro Santo Fondatore che ci ha accompagnato nel cammino verso il XV Capitolo Generale, ci sosterrà anche nell’itinerario di programmazione e di applica­zione pratica degli orientamenti capitolari.

Gettiamoci nel fuoco dei tempi nuovi

Come ben sappiamo, quest’espressione che ha dato il titolo al nostro Capitolo è un’esortazione che ricorre più volte negli scritti di Don Orione. Sono state paro­le particolarmente illuminanti per la preparazione e la realizzazione del Capitolo Generale.

Nella fase post capitolare, ci possono stimolare ancor più fortemente alla messa in pratica di ogni linea di azione, di ogni decisione capitolare, di ogni desiderio di bene. Più che mai è il momento per appropriarci di questa esortazione del Padre: “In quest’ora, stare più oltre tristemente guardandoci, non si può: dobbiamo farci il segno di croce e gettarci nel fuoco dei tempi nuo­vi, per l’amore a Gesù Cristo, al popolo, che invoca un rimedio ai suoi mali...” (Scritti 31,21). Ma a condizione che sia anche il modo per appropriarci del suo metodo per affrontare i “tempi nuovi”, del suo atteggiamento di disponibilità a dialogare con la realtà e della sua ca­pacità di reazione per dare una risposta, secondo il suo esempio, con la fantasia e le strategie della carità. Vo­gliamo, infine, essere in grado di sognare i suoi sogni, con il suo stesso ardore apostolico e la sua fedeltà alla Chiesa.

Saremo guidati in questo cammino anche dal Magi­stero stimolante di Papa Francesco che riconosciamo profondamente in sintonia con quanto voleva il nostro Fondatore. Nel discorso alla Famiglia Carismatica, pre­sente nella Sala Clementina il 25 giugno, il Papa, dopo aver citato la frase-simbolo del Capitolo, si è espres­so così: “Ci vuole coraggio! Per favore, che il fuoco non resti solo nel vostro focolare e nelle vostre comunità, e neppure solo nelle vostre opere...” ma sia “un fuoco che accende il cuore delle persone, un fuoco che dà luce, ri­scalda e vivifica”, tenendo conto che “nella misura in cui arde in voi la carità di Cristo, la vostra presenza e la vostra azione diventa utile a Dio e agli uomini”.

Cari fratelli, facciamo sì che il motto del Capitolo non sia un mero slogan, ma diventi il dinamismo mo­tore per “Fare di Cristo il cuore del mondo!”.

La novità del Capitolo

Con il documento in mano, è naturale andare alla ricer­ca delle “novità del Capitolo”. Di fatto, esso è un evento così importante per una Congregazione religiosa, genera una tale concentrazione di aspettative che, a opera con­clusa, è legittima tale ricerca. È vero anche che alcuni di noi, avendo vissuto già diversi capitoli, pur entusiasti del risultato e cercatori di ispirazioni per il vivere da consa­crati, hanno acquisito la consapevolezza che la novità è da cercare non tanto nel “corpo del documento”, ma nel “corpo congregazionale”, ovvero nella sua capacità di tra­durre le lettere in opzioni di vita. E questo non è l’atteg­giamento dei pessimisti, ma degli ottimisti, cioè di quelli che capiscono che la novità è da cercare non tanto nelle “parole scritte”, ma nelle “parole vissute”.

Una piccola storiella che ho imparato e che ho presen­tato all’inizio del Capitolo può aiutarci a capire il senso e,il limite, le prospettive e la portata di un documento ca­pitolare.

Racconta la storia che un giovane religioso sognò di entrare in un grande negozio chiamato “Capitolo”. Al banco, come commesso, c’era un bellissimo angelo. Sì! Proprio un angelo! “In che cosa posso servirla?”, chiese l’angelo. “Davvero vendete di tutto qui in questo negozio, come è scritto sull’insegna?”, chiese incuriosito il giovane religioso. “Certamente. Tutto quello che desidera!”

“Allora vorrei che tutti i religiosi fossero servi di Cristo e dei poveri, che la formazione non si ritenesse conclusa con l’ordinazione sacerdotale, che gli orionini pregassero di più, che tutte le opere di carità fossero carismatiche. Vorrei anche che le comunità religiose fossero vere fa­miglie e che i religiosi fossero abituati a vedere e sentire Cristo nell’uomo. Vorrei che il mondo fosse come Don Orione l’ha sognato, vorrei...”.

Ma l’angelo gli portò la mano alla bocca come per fer­mare le richieste e gli sussurrò all’orecchio: “Guardi, cre­do che lei non abbia capito bene: qui in questo negozio chiamato Capitolo noi non vendiamo frutti, qui si vendo­no solo i semi!”.

Il XV Capitolo Generale ci ha dato i semi per il nostro vivere da consacrati orionini. “Se, abbandonati intera­mente alla Divina Provvidenza, pregheremo con fede, se vivremo del Tabernacolo, se staremo umili e in ginocchio ai piedi della Santa Chiesa e dei poveri di Gesù Cristo, la Provvidenza del Signore farà crescere il piccolo seme e lo dilaterà, a conforto e salvezza di un numero grande di in­felici” (Scritti 62,125).

Devo insistere: il successo del Capitolo (“fruttò cento volte tanto”, cfr. Lc 8,8) non è misurato dalle parole scrit­te, ma dalla capacità e disponibilità di lasciarsi coinvolge­re personalmente e comunitariamente dallo spirito delle linee di azione proposte e “sentire viva la forza del carisma e l’impegno che esso richiede per essere seguaci e familiari di un grande testimone della carità di Cristo”, cioè “l’im­pegno di rendere presente, con la nostra vita e la nostra azione, il fuoco di questa carità nel mondo di oggi...(cfr. Discorso del Papa, 25/06/2022).

Infine, le novità sono da costruire adesso. Il Capitolo ha aperto gli orizzonti del nostro cammino. Ci ha fatto so­gnare! Alla sua conclusione, come i “cavalieri della tavola rotonda”, i Capitolari si sono detti: “Dobbiamo andare in cerca di avventure perché non riusciamo più a viverle solo nei nostri cuori!” Quindi, per i Capitolari e per tutti noi, adesso, “Ci vuole coraggio!”, dice Papa Francesco e Don Orione conferma: “Facciamoci coraggio a servire e amare Gesù Cristo, la Madonna Santissima, la santa chiesa e le anime, specialmente i più poveri e abbandonati. Carità, carità! con la carità si va in Paradiso, e il Paradiso è carità, e non si sente che un cantico e una grande musica: la sinfo­nia della carità del Signore!” (Scritti 63,170).

Le prossime tappe

Ora che abbiamo in mano il documento conclusi­vo, dobbiamo chiederci: cosa fare? Come incarnare e tradurre in pratica le opzioni fatte dal Capitolo? Quali scelte generali, provinciali, comunitarie e personali per “Gettarci nel fuoco dei tempi nuovi”?

Si tratterà di rispondere a queste domande nelle se­guenti istanze:

  • il Consiglio generale prepara il progetto del sessen­nio con opportune iniziative di programmazione ge­nerale.
  • le Province e le Delegazioni realizzano l’Assemblea di Programmazione per pianificare le strategie “in or­dine alla attuazione” di quanto è stato deciso dal Ca­pitolo generale e proporre anche delle “soluzioni per i problemi della Provincia” (cfr. Norme 175).
  • le Comunità e i singoli religiosi assumono il Proget­to della Congregazione specificato dalla pianificazione provinciale e decidono le scelte da attuare nella vita e nell’apostolato comunitario e personale.

Carissimi, non volevo concludere questo messaggio senza un ringraziamento, dal profondo del cuore, ai confratelli che mi hanno accompagnato nel primo ses­sennio di governo e che ora sono stati destinati a nuove missioni: Don Oreste Ferrari, Don Laureano de la Red Merino e Don Fulvio Ferrari. Sono stati veri fratelli che, con fedeltà e dedizione, hanno voluto e operato per il bene della Congregazione. Un grazie a ciascu­no di loro e un augurio di ogni bene nelle loro nuove missioni.

Avanti, in cammino! “Ci vuole coraggio!”.

Con Don Orione, Ave Maria e avanti!

 

P. Tarcisio Vieira

Direttore generale

Documento approvato dal Consiglio generale

Roma, il 15 luglio 2022

 

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