Senza l’amore dì Dio tutto ai fa freddo e stentato e pesante.
Giovedì, 29 Giugno 2017
Don Carlo Sterpi
Primo successore di don Orione abbinò ad uno spirito profondo di santa obbedienza ed abnegazione una grande umiltà e carità.

Fedelissimo collaboratore e primo successore di don Orione abbinò ad uno spirito profondo di santa obbedienza ed abnegazione una grande umiltà e carità.

Il venerabile Don Carlo Sterpi Carlo nacque a Gavazzana (Alessandria) e morì a Tortona (Alessandria) il 22 novembre 1951. I cinquant'anni dal pio transito sono festeggiati al paese natale e a Tortona, ove riposano le sue spoglie mortali nella cripta del Santuario della Madonna della Guardia. Fu il primo successore del beato Don Luigi Orione alla guida della Piccola Opera della Divina Provvidenza, della quale è considerato anche con-fondatore, non nel senso di latore del carisma di fondazione, ma in quanto stretto e determinante collaboratore di Don Orione con il quale visse in totale e costante sintonia.
Di grande personalità umana e spirituale, Don Sterpi volle identificarsi proprio come "primo discepolo e collaboratore di Don Orione", del quale tradusse in formazione e organizzazione pratica gli ideali spirituali e le grandi aperture apostoliche. Da parte sua, Don Orione lo ricambiò con stima e affetto singolari. Alla partenza per la prima visita nell'America Latina, nel 1921, scrisse: "Se Iddio mi dicesse: 'Ti voglio dare un continuatore che sia secondo il tuo cuore'', io gli risponderei: 'Lasciate, o Signore, poiché già me lo avete dato in Don Sterpi". A conferma della loro fraterna amicizia, vale quanto Don Orione confidò alla vigilia della sua morte: "Sono più di quarant'anni che Don Sterpi ed io ci conosciamo e ci vogliamo bene veramente, bene grande".

Carlo Sterpi proveniva da una famiglia di piccoli proprietari terrieri di Gavazzana, molto religiosa e stimata anche civilmente. Il padre fu a lungo sindaco del paese. La madre era di animo nobile e religioso; saputo del desiderio del figlio di diventare sacerdote gli disse: "Fatti pure sacerdote, ti do il consenso: ma guarda, veh, devi essere tutto di Dio!". Entrato nel seminario di Tortona, vi incontrò Luigi Orione. "Essendo anch'io entrato in filosofia - ricordava don Sterpi - potei essere insieme a lui, ed ebbi la sorte di stargli vicino dappertutto: gli ero vicino di banco in istudio, vicino di letto in camerata, vicino di posto in refettorio, vicino di posto in cappella, e lo avevo compagno di fila a passeggio. Lo ebbi così continuamente accanto a me". In questo vivere a fianco l'uno all'altro nacque e si consolidò una profonda sintonia spirituale. Una santa amicizia. Nell'ottobre 1895, Don Orione, sacerdote da pochi mesi, ottenne da mons. Bandi di avere proprio il chierico Sterpi in aiuto come assistente all'Istituto per ragazzi da lui fondato due anni prima nel rione San Bernardino di Tortona. Questi ricorderà sempre come iniziò quella collaborazione. Quando si presentò al collegio, Don Orione stava assistendo i ragazzi in studio. "Bravo! Sei venuto in tempo - gli disse -. Fermati un po'; assisti un momento al mio posto". E uscì, lasciandomi solo con tutti quei ragazzi". E Don Sterpi commentava: "Ne sono passati dei momenti da allora! Quell' un po' doveva durare diversi anni...". Durò tutta la vita.

Don Sterpi era di modesta apparenza, ma irradiava la sua profonda pietà dai lineamenti del volto soffuso di materna tenerezza. Fu padre e madre per i Figli della Divina Provvidenza. "Un prete che pare proprio un prete: quello è il nostro Don Sterpi", disse di lui Don Orione.
Condivise in pieno lo spirito e il cammino storico del Fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, che coadiuvò, sostenne e difese con fortezza in determinati momenti critici. Fu spontaneo, a molti, riconoscere in lui, accanto al padre Don Orione, i tratti della figura materna tanto le sue attitudini personali e il suo ruolo raggiungevano quelle attenzioni educative, quella cura delle persone e della casa proprie della madre. La sua persona suscitava in quanti lo avvicinavano uno spontaneo senso di rispetto e di fascino. Il suo sguardo penetrante, i suoi atteggiamenti sempre calmi e ponderati, la sua equilibrata fermezza decisionale rendevano semplice tanto la confidenza quanto l'obbedienza.
Il 12 marzo 1940 don Orione morì e, il 13 agosto successivo, il primo Capitolo generale elesse unanimemente Don Sterpi quale Direttore generale della Congregazione, che allora già contava 820 religiosi. Don Sterpi si sottopose in quegli anni a una estenuante mole di lavoro nel nuovo incarico affidatogli e, inoltre, dovette fare fronte ai disagi, alle difficoltà e alle preoccupazioni provocate dalla guerra che insanguinò l'Italia dal 1940 al 1945. Manifestò capacità organizzative, lungimiranza e un sacrificio di sé commovente. Ebbe la consolazione di ricevere, il 21 gennaio 1944, l'approvazione pontificia della Congregazione. Quel "decretum laudis" sulle Costituzioni veniva a suggellare 50 anni di lavoro, di sacrifici e di preghiere. Don Sterpi era raggiante, ma non volle celebrazioni esteriori, ma chiese preghiera e fedeltà: "Nelle Costituzioni, su cui è posato il sigillo della Santa Sede - scrisse - è Don Orione che continua a rimanere in mezzo a noi, con tutto il suo spirito".

Nel 1946, terminata la guerra e resosi conto che le sue condizioni di salute erano troppo impari all'ufficio assegnatogli, Don Sterpi prese la decisione di rinunziare volontariamente alla carica di Superiore generale. Da quel momento, libero ormai da pressanti impegni, volle vivere nella discrezione, a Tortona, dedicandosi al ministero della paternità mediante il consiglio verso i confratelli e la cura diretta di un gruppo di orfanelli a Tortona. Fu l'aurea preparazione all'epilogo di una vita tutta dedicata a Dio e al prossimo. Si spense nella sua cameretta il 22 novembre 1951

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Il Venerabile Don Carlo Sterpi
Don Carlo Sterpi: In punta di piedi, accanto a Don Orione
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