Vivere la verità, praticarla, servirla, la verità, con dedizione piena e in tutti i modi.
Lunedì, 9 Dicembre 2019
21 Novembre 2019
AGV 2019. Presentazione del Documento finale
Presentazione del Documento Finale dell'Assemblea Generale di Verifica 2019.

 

 

Roma, 3 Novembre 2019
Prot. TV/19.159

 

 

Carissimi Confratelli,

 La pace di Nostro Signore sia sempre con noi!

 

Al momento di scrivere questa presentazione del documento finale dell’Assemblea Generale di Verifica, prendo tra le mani il testo del Verbale di una riunione del 12 agosto 1915, in cui ha partecipato “il direttore”, Don Orione, insieme ad altri 15 sacerdoti. Leggo che, dopo la preghiera iniziale, “Il Direttore prende la parola e con voce veramente commossa dice della bella grazia che il Signore ci ha fatto di poterci riunire”.

Penso all’emozione di Don Orione nel radunare i fratelli in un contesto probabilmente difficile. La capisco! L’emozione per la “bella grazia che il Signore ci ha fatto di poterci riunire” è stata sperimentata anche durante i giorni dell’Assemblea Generale, dal 12 al 20 ottobre 2019, a Bonoua, in Costa d’Avorio, culla della Congregazione in Africa.

In quell’occasione c’era specialmente l’emozione dei confratelli della Provincia “Notre Dame d’Afrique” che ci hanno ricevuti: dei missionari che hanno visto l’Assemblea come la concretizzazione di un sogno glorioso e dei religiosi autoctoni che si sono sentiti fortemente abbracciati dai membri di una famiglia “senza frontiere”. Comprendo il missionario che, vedendo la sfilata dei 45 partecipanti dell’Assemblea, con il cuore pieno di gioia, mi ha confidato un’espressione allo stile del salmista: “Ci sembra di sognare!”.

Per chi è in missione la visita di membri della famiglia è sempre un avvenimento. Si capisce, perciò, tornando indietro nel tempo, l’emozione di Don Angelo Mugnai, primo missionario orionino in Africa, quando riceve, nel 1973, dopo due anni del suo arrivo in Costa d’Avorio, la visita del Superiore generale, Don Giuseppe Zambarbieri: “Immaginate la nostra gioia quando annunciò che sarebbe stato con noi a Pasqua. E arrivò puntuale il Giovedì Santo, lieto di abbracciarci e di trovarci felici e in comunione con la gente.

Da parte dei membri dell’Assemblea, specialmente da quelli che per la prima volta visitavano il continente africano, ho colto un sentimento diffuso di soddisfazione e, persino, di stupore e di meraviglia, particolarmente davanti ad alcuni eventi dove venivano messi in contatto diretto con la gente o con i nostri confratelli africani o, ancora, con la storia dell’incarnazione del carisma orionino in quell’ambiente culturale.

L’Assemblea, da questo punto di vista, è stata straordinaria, eccezionale!

 

L’esperienza missionaria che abbiamo vissuto

Nella valutazione conclusiva, tutti i gruppi provinciali hanno messo in rilievo la positività della scelta del luogo e anche la metodologia che ci ha messo in contatto con la realtà orionina in Costa d’Avorio, sperimentando, seppur per breve tempo, l’attività dei Figli e delle Figlie del nostro Padre Fondatore. Di fatto, in diversi momenti, la programmazione ha privilegiato il contatto con le persone e con le opere, con i servizi che i nostri confratelli svolgono per rendere vivo Don Orione e il suo carisma in Africa. Nei giorni destinati ai lavori assembleari si cominciava la giornata con la celebrazione della Santa Messa insieme alla gente devota dell’Eucaristia quotidiana nel nostro Santuario. In altre giornate c’è stata la partecipazione a delle cerimonie che hanno coinvolto i fedeli delle nostre parrocchie di Bonoua e di Anyama. La visita missionaria alle cappelle della parrocchia di Bonoua, organizzata per gruppi provinciali, ha avvicinato ancor di più i partecipanti alla realtà locale. E poi la conclusione solenne con il pellegrinaggio missionario, a piedi, dei ragazzi, dalla Parrocchia di Bonoua al Santuario, e con la Santa Messa dell’Incontro della Famiglia Orionina della Provincia “Notre Dame d’Afrique”, anche questa al Santuario.

Avendo vissuto in questo modo l’Assemblea, i partecipanti hanno riconosciuto che “È stato di grande valore abbinare ai lavori di verifica, l’esperienza concreta di incontrare le persone e le opere, la conoscenza della loro storia e la proiezione delle prospettive di crescita” (Polonia). Per chi veniva da lontano, “da un altro continente, è stato arricchente conoscere una realtà così diversa, costruita con tanto sacrificio e generosità dai religiosi e dai laici” (Cile). Alcuni hanno persino suggerito “che si continui la realizzazione dell’Assemblea di metà sessennio in posti (paesi) diversi, contemplando la conoscenza di nuove realtà della Congregazione” (Brasile Sud).

Situata all’interno del Mese Missionario Straordinario, indetto da Papa Francesco, gli effetti positivi dell’esperienza della realizzazione dell’Assemblea in un contesto genuinamente missionario, sono stati espressi in questo modo:

  • È stata “un’esperienza missionaria che ha riacceso in noi la preoccupazione vocazionale e il senso di appartenenza alla congregazione. Ha risvegliato in noi il desiderio di ravvivare nei confratelli, soprattutto nei giovani, l’ardore missionario e una attenzione verso le nuove periferie” (Brasile Nord).
  • L’Assemblea “ha suscitato un forte senso di appartenenza e di famiglia” (Italia); ci siamo sentiti “parte viva di una Congregazione”, quindi, “porteremo questo spirito di famiglia nelle nostre comunità, unito al desiderio di formare molti religiosi-preti santi per il bene dell’intera Congregazione” (Madagascar).
  • L’esperienza nell’Assemblea ci ha svelato alcune chiavi per rivitalizzare dal punto di vista esistenziale e vocazionale la nostra realtà di vice provincia: vicinanza alla gente, trasparenza, toccare la carne di Cristo, conoscere e incarnarsi nella realtà” (Spagna).
  • L’Assemblea ci ha dato la visione di una Congregazione “viva che si apre ed esce all’incontro dei più poveri” e ci provoca la coscienza per una conversione “dall’individualismo e dall’autoreferenzialità che ci sta invadendo” (Argentina); “ci ha aiutato ad allargare gli orizzonti e a far vedere che il carisma di San Luigi Orione ha sempre qualcosa da dirci e da dire alla Chiesa” (NDA).
  • E ancora: la testimonianza narrata dai primi missionari e la fecondità vocazionale attuale nella Provincia N. D. d’Afrique “dovrà essere raccontata per entusiasmare tutti i confratelli a svolgere la loro attività con fedeltà. Queste testimonianze dovrebbero essere sussidi per riunioni, ritiri e incontri di formazione” (Brasile Sud). Nella stessa linea: “La testimonianza dei primi missionari ci ispira, la loro semplicità ha portato frutti nella gente che è diventata parte della famiglia orionina. E Dio ha benedetto il loro lavoro con molte vocazioni” (DMI). Quindi, è importante “ribadire lo spirito missionario di ogni religioso orionino, cioè, sentirsi ‘missionari’ là dove siamo, oltre che favorire esperienze missionarie in Africa/Asia/Madagascar, per rilanciare religiosi meno motivati” (Madagascar).

È interessante conoscere anche cosa ha significato la realizzazione dell’Assemblea per i confratelli della Provincia “Notre Dame d’Afrique”. Ho già riferito un giudizio generale (“Ci sembra di sognare!”), ma è bene far risuonare quanto hanno detto i loro delegati:

  • Per noi della Provincia NDA è stato un momento provvidenziale per ringraziare il Signore e la Congregazione per tutto quello che i primi missionari hanno fatto qui, in terra di missione, con tanto impegno e entusiasmo”; l’Assemblea ci ha dato la possibilità di “uno sguardo che ha saputo vedere più lontano nel tempo”.
  • Abbiamo sperimentato un forte spirito di famiglia come Congregazione e come Famiglia carismatica con le altre componenti, le PSMC, l’ISO e il MLO.
  • L’Assemblea è stata come un invito a vigilare sul bene che san Luigi Orione ci ha lasciato col suo carisma che, ora, dobbiamo saper trasmettere. È stata come un richiamo, facendoci scoprire l’audacia e lo sforzo dei pionieri in modo da stimolarci e spronarci ad essere anche noi, nell’oggi della nostra storia, dei veri testimoni di ciò che il Signore e san Luigi Orione vogliono da noi.”

 

Come far arrivare lo spirito dell’Assemblea nelle realtà provinciale e locale?

Come si può capire da queste brevi informazioni e resoconti, l’Assemblea è stata, per chi l’ha vissuta personalmente, un’esperienza forte di contatto con una realtà missionaria orionina, bella e affascinante. Adesso, toccherà ai delegati, nel rientro in patria, condividere l’esperienza, manifestare le proprie impressioni, trarre degli insegnamenti e proposte per l’opera orionina locale, ma soprattutto aiutare nella divulgazione e messa in pratica delle conclusioni dell’Assemblea. Su questo ultimo compito giocheranno un ruolo fondamentale i provinciali e i loro Consigli.

Penso non sia necessario incentivare i delegati a questo servizio di propagazione e divulgazione della esperienza avuta durante l’Assemblea. Scelti come rappresentanti dalle rispettive assemblee provinciali, ora devono diventare dei “moltiplicatori” di un messaggio, di un racconto, di un contenuto concreto. Mi auguro che non abbiano timore, esitazione o timidezza di parlare di ciò che ha riempito il loro cuore nel contatto con la realtà carismatica africana, di raccontare una storia di buon esito dell’incarnazione del carisma, di parlare di una missione ben riuscita. Il rilancio del Capitolo può partire precisamente da questo punto, da queste motivazioni. E se viene spontaneo di esprimersi con l’emozione, ben venga! “Ma, padre, questo è sentimentalismo!” Non può esserlo se manifestato con sincerità e autenticità di cuore.

Già durante il nostro incontro, i delegati hanno dato dei suggerimenti su come trasmettere l’esperienza vissuta e le conclusioni dell’Assemblea alle Province e alle Comunità:

  • Approfondire nel Consiglio provinciale il documento finale e proporlo alle comunità attraverso i vari organismi di partecipazione (segretariati, convegni, incontri…);
  • Presentare il documento finale ai direttori cercando di concretizzare con loro le indicazioni per il rilancio del Capitolo;
  • Realizzare, nei paesi di missione, assemblee regionali per accogliere e rilanciare localmente le proposte del documento finale;
  • Proporre ai confratelli, nelle riunioni, incontri zonali o per fasce di età e nei ritiri, una sintesi dei contenuti dell’Assemblea;
  • Fomentare nell’itinerario di formazione iniziale una “cultura missionaria permanente”, per esempio tramite l’organizzazione di “missioni popolari” durante le vacanze scolastiche e la realizzazione di un corso missionario orionino per i giovani formandi;
  • Generare a livello provinciale alcune istanze concrete di aiuto economico alle missioni, per esempio, riprendendo e motivando ulteriormente la Giornata Missionaria Orionina;
  • Divulgare nelle nostre opere, le missioni orionine nel mondo, organizzando anche delle campagne di solidarietà o di adozione a distanza;
  • Riprendere quanto è stato deciso e programmato dalle assemblee provinciali di verifica. Infatti, l’Assemblea Generale non cancella il lavoro già fatto, ma lo valorizza e armonizza con le decisioni di livello congregazionale, ora presentate.

 

L’Assemblea: un impulso verso il futuro

Nella lettera di convocazione dell’Assemblea del 13 ottobre 2018 avevo elencato alcune motivazioni per la celebrazione dell’Assemblea in Africa: dare continuità a una tradizione che esprime l’internazionalità della Congregazione (l’Assemblea in Polonia [1995], Cile [2001], Spagna [2007], Brasile [2013] e ora in Costa d’Avorio); mettere in evidenza il continente africano che è diventato una componente importante della Famiglia; festeggiare il cinquantenario della realizzazione del VI° Capitolo Generale che ha approvato la mozione per l’apertura in Africa; celebrare il “mese missionario straordinario” nel contesto delle missioni.

Essendo a Bonoua per la realizzazione dell’Assemblea ci siamo accorti che queste motivazioni non erano sufficienti per giustificare una tale decisione. Per quanto belle e significative erano delle motivazioni che ci rimettevano al passato. Era la nostra “gloriosa storia da ricordare e da raccontare” che ci spingeva, certamente, al ringraziamento al Signore, ma che ci poteva mettere in un atteggiamento passivo, privo d’iniziativa e rassegnato. Infine, un atteggiamento di “orionini nostalgici” o, ancora, per nominare la principale malattia combattuta dai primi missionari in Costa d’Avorio, una “nostalgia paralizzante”.

È stato ripetuto più volte che noi abbiamo anche “una grande storia da costruire” e dobbiamo far tesoro di quella “gloriosa storia” per illuminare il nostro presente e proiettarci verso il futuro. È la nostra “tradizione missionaria” e, come ci ha ricordato il Cardinale Kasper in una recente omelia nella Parrocchia di Ognissanti, “La tradizione non conserva solo il passato, ma anche il futuro”. Quindi, cari confratelli, siamo andati a Bonoua alla ricerca del nostro futuro, “per ritrovare quel fervore” e quei dinamismi dei pionieri che hanno incarnato e inculturato le intuizioni carismatiche di Don Orione in Africa. Ed esse sono:

  • La vicinanza e la compassione: la capacità non solo di vedere, ma di sentire le necessità dell’altro e di voler fare qualcosa per lui; la stessa passione che aveva Don Orione perché i poveri potessero sperimentare che “la Provvidenza Divina c’è”;
  • La condivisione di vita fatta di semplicità, di povertà, di adattamento agli ambienti in un contesto di vita lontano da tutto;
  • La capacità di leggere pazientemente e con intelligenza la realtà e di offrire una risposta semplice, efficace, che ha trasformato la società e la cultura;
  • La fiducia nella Provvidenza, unita alla intraprendenza, nel ricercare il sostegno della missione creando una rete di benefattori e di sostenitori dell’opera nascente in Africa;
  • L’annuncio del Vangelo fatto specialmente attraverso la testimonianza di vita nella consapevolezza che il missionario non è un conquistatore, nemmeno nel nome di Cristo;
  • Un grande investimento nella formazione e nel creare, già dall’inizio, un forte clima di famiglia.

Ora, che l’Assemblea è un evento della nostra storia, è necessario mettere in atto i dinamismi di verifica e di rilancio del Capitolo nelle nostre realtà provinciali e locali. Dobbiamo fare in modo che le nostre opere, le nostre presenze, i nostri ministeri, le nostre vocazioni, siano una risposta efficace a quanto lo Spirito Santo ha chiesto a San Luigi Orione ieri e, oggi a noi suoi continuatori. Per aiutarci in tale compito, ecco il testo finale dell’Assemblea Generale di Verifica.

 

Il testo conclusivo

L’Assemblea a Bonoua, naturalmente, non è stata fatta solo di contatto con la gente e con la storia orionina della Provincia “Notre Dame d’Afrique”. Pur valorizzando molto l’esperienza missionaria programmata e realizzata, devono essere messi in evidenza i momenti di specifico lavoro assembleare.

L’Assemblea è stata impostata con delle dinamiche di ascolto e di discernimento. In particolare, l’ascolto è stato realizzato tramite la relazione del Consiglio generale, la presentazione dei Provinciali, la relazione dei membri della Famiglia Carismatica (Madre Mabel Spagnuolo per le Piccole Suore Missionarie della Carità, Marie Jeanne Kouakou per l’Istituto Secolare Orionino e Armanda Sano per il Movimento Laicale Orionino) e infine, tramite la lettura nei gruppi, dei contributi pervenuti dalle Assemblee provinciali.

Nella valutazione conclusiva abbiamo verificato che era da prevedere più tempo per la presentazione dei Provinciali, ma anche più sistematicità e uniformità di contenuto. Inoltre, si è detto che si poteva avere più tempo per fare proposte di cammino per rilanciare gli orientamenti del Capitolo, con decisioni comuni nel plenario e non solo nei gruppi.

È stato di grande valore l’impegno dei confratelli nei gruppi quando si è cercato di rispondere a tre domande che hanno guidato l’ascolto delle relazioni e la lettura dei contributi delle Assemblee provinciali. Ed esse sono state: Quali traguardi sono stati raggiunti? Quali difficoltà sono state riscontrate? Con quali azioni possiamo intervenire per rilanciare il Capitolo?

In base ai contributi dei gruppi, il Consiglio generale ha preparato il testo conclusivo cercando di dare una forma comune alla presentazione, sottolineando chiaramente il compito di ogni soggetto nel rilancio del Capitolo: il Superiore generale e il suo Consiglio, il Provinciale e il suo Consiglio e il Direttore locale con la sua Comunità.

Alcune chiavi per interpretare il testo conclusivo

Nel leggere il documento potrete vedere nei vari cappelli, ben delineati, i punti forti di quella che è stata la riflessione assembleare.

Voglio qui richiamare tre preoccupazioni che hanno attraversato tutti i lavori e sono state un movente per la formulazione delle azioni.

1° - Si è notato con piacere che, dopo il Capitolo, è iniziato, da parte di una maggioranza di confratelli, un cammino di coscientizzazione di come ci sia bisogno di lavorare sugli aspetti umani dell’essere religioso, in modo di creare un’unità interna armoniosa e liberante tra “essere” e “volere”. Ci si è resi conto, però, che tale lavoro non è ancora terminato, ma richiede del tempo e forse non cesserà mai. Allora, una delle preoccupazioni dei membri dell’assemblea è stata quella di chiedersi: come fare per aiutare ulteriormente i confratelli in questo cammino? Come rafforzarli nella loro fatica quotidiana di fedeltà?

Il cammino non è semplice perché richiede di uscire da se stessi, dalla propria zona di sicurezza e di comodità per mettere al centro Dio, la comunità, il prossimo.

2° - Un secondo aspetto notato è che sta crescendo tra noi la consapevolezza di essere famiglia. Questo vale sia a livello interno, cioè nei nostri rapporti di Congregazione, che a livello esterno cioè nei rapporti con le nostre Suore, con i membri del Movimento Laicale Orionino e degli istituti secolari. Per quanto riguarda la Congregazione, si è sentito il bisogno di continuare su questa strada e, quindi, di lavorare in armonia e coordinazione tra i tre livelli: generale, provinciale e locale. Di conseguenza, le azioni che i delegati hanno chiesto di intraprendere sono state debitamente divise indicando chi deve maggiormente prendersi cura di tale azione, per armonizzare e valorizzare il lavoro di tutti. Per quanto riguarda la Famiglia Carismatica si è ribadito il valore non solo di lavorare assieme ai laici, alle consacrate e alle suore, ma di valorizzarne il loro essere orionini, cioè membri della stessa Famiglia, per poter fare un cammino assieme che riguardi anche altre aree come la formazione, la programmazione congiunta di attività e la conseguente condivisione nella presa di decisioni.

- Un altro tema ricorrente è stato quello del desiderio espresso da molti in Congregazione di conoscere meglio il nostro carisma e la nostra spiritualità nelle loro sfaccettature, e quindi la richiesta di possibilità e strumenti per formarsi, apprenderlo e praticarlo. Questo aspetto risulta essere particolarmente importante quando si vive in realtà come le parrocchie dove è facile perdere la propria identità dato che si è immersi in strutture come le diocesi dove lo stesso lavoro è fatto da varie congregazioni ma soprattutto da tanti sacerdoti diocesani, allora la tentazione ad uniformarsi agli altri è forte. Ma questo vale spesso anche nelle opere di carità dove la necessità dell’efficienza richiede sempre più professionalità e presenza e allora l’amministrazione potrebbe prendere il sopravvento sull’aspetto pastorale.

Spinti da queste tre preoccupazioni i delegati hanno discusso e formulato le varie azioni che troverete in questo documento. È importante allora tenere presente l’ambito di riflessione in cui tali azioni sono state formulate perché non diventino indicazioni disincarnate che poi sarebbero inevitabilmente disattese.

 

Carissimi Confratelli, alla conclusione, rievoco i sentimenti di stupore e di meraviglia che ci hanno invaso in quei giorni assembleari. Sono certo che ciò che ci può rendere più orionini comincia esattamente dallo stupore, dalla meraviglia. È il senso della meraviglia che ci fa intuire che il carisma di Don Orione non invecchia mai ed è sempre capace di ringiovanirsi, di esprimersi in un modo nuovo ed efficace, di inculturarsi, rendendo bella e sana la vita, specialmente dei più poveri, come è accaduto concretamente e in modo paradigmatico nell’attuale Provincia “Notre Dame d’Afrique”. Pertanto, interpretare l’Assemblea sotto la chiave della “meraviglia” non è un difetto, e nemmeno una caduta nel sentimentalismo. Meno ancora una pseudo-scusa per colmare qualche mancanza o insufficienza metodologica. Perdonatemi l’insistenza, ma lo ritengo il rimedio per combattere il principale problema che tutte le nostre relazioni, con tonalità diverse, hanno identificato in questi tempi, cioè, la mancanza di entusiasmo, l’inerzia o l’indolenza, il raffreddamento vocazionale, la crisi di identità e di appartenenza alla Congregazione. Facciamo qualcosa che possa ridonarci il senso della meraviglia, dello stupore o, almeno, mettiamoci in movimento, alla ricerca della bellezza e della meraviglia che il carisma è capace di donarci ancora in questi nostri tempi, nell’ambiente dove il Signore ci ha voluto. Ricordiamo, soprattutto, quel dinamismo parabolico del Vangelo che ci fa affermare che il carisma è un talento che non può essere nascosto. Ha senso e si esprime solo se messo in movimento, in atto.

L’Assemblea è stata una straordinaria esperienza di “meraviglia”, in cui il “carisma vivente e in atto” ci ha stupito. Vedere e sperimentare la sua bellezza ci ha fatto veramente bene!

Ora, avanti, in cammino! Che non ci piombi addosso il pesante giudizio dei bambini del Vangelo: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!” (Lc 7,31).

  È l’ora dell’Ave Maria e avanti! E che il documento conclusivo dell’Assemblea ci possa essere di aiuto. Don Orione certamente sarà con noi.

                                                Fraternamente,

P. Tarcisio Vieira
Direttore Generale

 

Presentazione del Documento finale AGV 2019 in PDF

AGV 2019 - DOCUMENTO FINALE

22 Febbraio 2019
“Dacci, o Signore, il cuore di Don Orione”
Formazione: “sostanza e non apparenza”, per una Congregazione in uscita.
18 Ottobre 2018
Le Norme dei Figli della Divina Provvidenza
Il Direttore generale Padre Tarcisio Vieira presenta il nuovo libro delle Norme dei Figli della Divina Provvidenza, conformemente a quanto è risultato dalla revisione effettuata durante il XIV Capi
11 Febbraio 2018
Tutti siamo discepoli missionari.
La conversione missionaria dell’Orionino.
documento pdf AGV 2019 Presentazione del Documento finale
documento pdf AGV 2019 Documento Finale
Assemblea Generale di Verifica 2019 - Documento finale
MENU RAPIDO
Help & Feedback
Help
Frequently Asked Questions
Invia una richiesta
Informativa Privacy
Cookies
Altre lingue
Contenuti più visitati
Contattaci
Link della Congregazione
Figli della Divina Provvidenza
Don Orione oggi
Don Flavio Peloso
VATICANO: In visita alla Casa di Santa Marta, sede
La vita
Siti amici
Piccole Suore Missionarie
Istituto Secolare Orionino
Movimento Laicale Orionino
Servizio Esperti Volontari
ENDO-FAP
Il Papa e la Santa Sede
Contatti
Come contattare la Piccola Opera nel mondo
© 2011-2016 Piccola Opera della Divina Provvidenza - Diritti Riservati Termini di utilizzo Privacy Policy by PRiNKOLab.it