Non con il collo torto, né con la faccia da venerdì santo si attira ad amare il Signore e alle pratiche della religione la gioventù.
Domenica, 20 Settembre 2020
11 Febbraio 2018
Tutti siamo discepoli missionari.
La conversione missionaria dell’Orionino.

 “TUTTI SIAMO DISCEPOLI MISSIONARI” (EG 119)

La conversione missionaria dell’Orionino


Roma, 11 febbraio 2018


Carissimi Confratelli,

Nei giorni dal 12 al 15 novembre 2017, a Montebbello della Battaglia (Italia), i Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Suore Missionarie della Carità, insieme al Movimento Laicale Orionino e all’Istituto Secolare Orionino, hanno celebrato il VI Convegno Missionario della storia della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

Non ci sono parole per descrivere, a sufficienza, il clima di famiglia e di fraternità che abbiamo vissuto in quei pochi giorni di Convegno. È certo che sono state giornate di intenso lavoro, di impegno nell’ascoltare la voce dei missionari e anche delle nostre realtà missionarie; giorni di riunioni e di colloqui nei quali abbiamo dovuto fare uno sforzo di conoscenza e soprattutto di discernimento. Alla fine, il nostro sforzo e anche il nostro sacrificio sono stati ricompensati dal sentimento di aver dato un contributo effettivo alle nostre Congregazioni, proponendo importanti conclusioni e prospettive missionarie per il sessennio di governo.

Il bel clima di famiglia ha contribuito anche ad alleggerire qualsiasi sforzo o sacrificio, normali per un Convegno internazionale. Di fatto, tutti noi ci siamo un po’ meravigliati nel costatare che, in modo totalmente spontaneo e libero, si è creata una tale fraternità e armonia da unire i religiosi FDP, le religiose PSMC, le consacrate dell’ISO e i laici orionini del MLO, facilitando il superamento di qualsiasi barriera o limite, sia di lingua sia di provenienza. È stato un vero e proprio “convegno alla pari”, come ormai sono definiti gli incontri promossi dalle due Congregazioni orionine, ma questa volta non lo è stato solo nell’aspetto amministrativo, nelle presenze e nella condivisione economica tra le due Congregazioni: è stato fraternamente “alla pari”!

Ha dato anche una speciale intonazione al Convegno, l’ascolto delle voci dei missionari, sia quella dei “morti” (tramite qualche filmato storico) sia, in particolare, quella dei missionari attuali. Non pochi hanno definito questa parte della programmazione: il tempo della “testimonianza di un Vangelo incarnato”.

Se sento adesso la mancanza delle parole adatte per definire la bella esperienza di fraternità che abbiamo vissuto durante i giorni del Convegno, a Padre Teresino Serra, l’unico esperto invitato a offrire una riflessione ai partecipanti, sono bastate invece pochissime parole per sintetizzare autorevolmente il carisma orionino dal punto di vista missionario. Nel dire che Don Orione ha fondato una spiritualità missionaria basata sull’amore a Dio e ai poveri, l’ex Superiore generale dei Missionari Comboniani ha riassunto l’eredità del nostro Fondatore in questa espressione: “Se vuoi arrivare alla terra di Dio, devi passare per la terra dei poveri”. Tocca a noi fare tesoro di questa affermazione che coglie un aspetto fondamentale della pedagogia e anche della metodologia missionaria del nostro carisma.

Infine, voglio esprimere un’affettuosa parola di ringraziamento ai Consiglieri generali, FDP e PSMC, che hanno guidato la preparazione e la realizzazione di questo Convegno Missionario. Ringrazio, pertanto, P. Pierre Assamouan Kouassi che con silenziosa saggezza e con sereno dinamismo ha guidato ogni passo del primo Convegno internazionale del nostro sessennio di governo. Ringrazio anche Sr. Maria Noemi Guzzi e Sr. Maria Irma Rabasa, Consigliere generali PSMC. Nel normale avvicendamento che i Capitoli promuovono nella formazione dei Consigli generali, abbiamo avuto la fortuna di avere in compagnia due Suore con una ricca esperienza missionaria. La loro collaborazione, infatti, è stata particolarmente valida perché molto pratica ed esperienziale.

 

Il contributo specifico del VI Convegno Missionario

Ogni Convegno Missionario ha dato delle indicazioni importanti per attuare le decisioni dei Capitoli generali nell’ambito del progetto missionario.

Il 1° Convegno, nel 1993, ha voluto, per esempio, dare una risposta alla costatazione che alcune delle nostre missioni erano state aperte con poca coordinazione e una certa dispersione. Per questo ha non solo formulato un “programma” missionario, ma ha anche delineato un quadro di criteri e di valori per la missio ad gentes orionina (unità e universalità del progetto missionario, apostolato comunitario, promozioni delle vocazioni del luogo…).

Già il Convegno del 2005 – il 4° della nostra storia - ha messo in evidenza i principi della “comunitarietà” (la missione è opera e risultato della comunione che coinvolge la comunità missionaria, la provincia e tutta la famiglia) e del “consolidamento” (costituire comunità consistenti con maggiore stabilità di religiosi idonei, compreso il formatore delle vocazioni locali).

Il 5° Convegno, del 2011, invece, si è articolato soprattutto intorno alle dinamiche della “corresponsabilità” nello sviluppo delle missioni (corresponsabilità all’interno della missione, corresponsabilità della Provincia che ha missioni, corresponsabilità della Congregazione intera per le missioni, corresponsabilità in quanto Famiglia orionina FDP, PSMC, ISO e MLO).

Per quanto riguarda il contributo specifico di questo Convegno, è importante rilevare che ha confermato, in modo particolare, alcune dinamiche già messe in evidenza dai precedenti Convegni Missionari. Si può leggere nel testo conclusivo la conferma dei principi di “comunitarietà” (“coltivare lo spirito di comunione fraterna nelle comunità”), di “consolidamento” (“consolidare nuovi processi di organizzazione di comunità”) e di “corresponsabilità” (“promuovere la corresponsabilità e la collaborazione all’interno delle comunità, con una programmazione missionaria che raggiunga le periferie bisognose della luce del Vangelo e le povertà locali in fedeltà al carisma”).

A mio vedere (e con me è d’accordo anche la Madre Generale, Sr. M. Mabel Spagnuolo), il contributo specifico di questo nostro Convegno, è l’insistenza nel voler promuovere, favorire e, in un certo senso, recuperare, lo “stile missionario orionino” improntato alla sobrietà e alla vicinanza ai poveri. Ci è sembrato di poter focalizzare così la fondamentale conversione missionaria di cui abbiamo veramente bisogno, tenendo conto anche dei tre orientamenti/priorità del XIV Capitolo generale FDP (formazione – vita comunitaria – attualizzazione del carisma):

 

a) Uno stile missionario orionino improntato alla sobrietà:

- nella formazione: “Prevedere esperienze apostoliche con uno stile sobrio, un servizio concreto verso i poveri e una esperienza di missione, garantendo una identità e una appartenenza carismatica”;

- nella vita comunitaria: costituire “Piccole comunità con una vita sobria, semplice e impegnata nella conversione quotidiana allo spirito missionario”;

- nell’attualizzazione del carisma: “Con il coinvolgimento di tutti i membri della famiglia carismatica, promuovere azioni comuni, anche piccole, semplici, ma che ‘parlino’.

b) Uno stile missionario orionino improntato alla vicinanza ai poveri:

- nella formazione: “Possibilità di una esperienza diretta in luoghi di povertà e missione per uscire dal proprio conforto e risvegliare l’ardore missionario”;

- nella vita comunitaria: “Discernimento per generare e consolidare nuovi processi di organizzazione di comunità per assumere scelte concrete a favore delle nuove povertà”;

- nell’attualizzazione del carisma: “Dare priorità alle nuove povertà, non avendo paura di rischiare, aprirsi e rispondere ai bisogni del nostro tempo”.

Allo stesso tempo, il Convegno ha aiutato anche le Piccole Suore Missionarie della Carità a interpretare la conversione missionaria di cui hanno bisogno, tenendo conto delle priorità del XII Capitolo generale che loro hanno celebrato nel mese di maggio 2017 con il tema: “Discepole-missionarie, testimoni gioiose della Carità nelle periferie del mondo”.

In verità, il Convegno Missionario ha aiutato tutte e due le Congregazioni a leggere, ancora una volta, il messaggio dei nostri ultimi Capitoli generali, mettendo in evidenza non tanto il “servizio” ma la nostra identità di servi-missionari: Servi di Cristo e dei poveri! e di discepole-missionarie: Donarsi tutte a Dio per essere tutte del prossimo! È un aiuto e una motivazione in più per vivere quegli altissimi ideali del nostro Padre Fondatore di una “spiritualità mistica” per “Amare in tutti Cristo”, per “Servire a Cristo nei poveri”, per “Rinnovare in noi Cristo e tutto restaurare in Cristo”, per “Salvare sempre, salvare tutti, salvare a costo di ogni sacrificio con passione redentrice e con olocausto redentore”.

 

Appello Missionario

Ho riletto in questi giorni le parole incandescenti, piene di entusiasmo e di aspettative, che Don Orione ha rivolto ai chierici il 3 marzo 1914 e pure quelle scritte dalla missione, da Buenos Aires, il 2 agosto 1935. Le ho rilette nel contesto dell’appello missionario che mi è arrivato da due vescovi che chiedono la presenza della Congregazione nelle loro diocesi. Concretamente, un Vescovo dell’isola di Cuba e un Vescovo della Tanzania. E ci sono tante altre realtà che richiedono la presenza dei missionari, specialmente alcune nostre missioni che hanno bisogno di qualche forza nuova per lo sviluppo nella prospettiva del consolidamento. Ci sono ancora altre nazioni in cui il carisma di Don Orione troverebbe terreno fertile per produrre frutti di bene e di carità e che danno tante speranze vocazionali.

Le parole di Don Orione esprimono giustamente il sentimento che ho vissuto, con il mio Consiglio, avendo davanti questi appelli missionari: “Quante volte, nei passati giorni, io ho pensato a voi altri, o cari i miei figli! E vi ho fatti passare uno ad uno, per vedere chi poter mandare! Almeno qualcuno di voi bisognerà che lo trovi e lo mandi prestissimo…” (3/3/1914). E ancora: “Ho bisogno di personale: quando penso a voi, io vedo tutti uno ad uno, e vado cercando tra di voi e quasi chiamandovi a nome, perché veniate ad aiutarmi a propagare la congregazione in mezzo a queste popolazioni ove sì grande è il bisogno di sacerdoti, che siano pieni di amor di Dio e delle anime, e desiderosi di sacrificarsi insieme con Nostro Signore, per dare la vita della fede o accrescerla in mezzo a molta gente.” (2/8/1935)

I primi appelli missionari sono stati fatti dal nostro Padre Fondatore, specialmente quando era lui stesso un missionario nell’America Latina. Poi, altri Superiori generali e in particolare Don Roberto Simionato (1993 e 1999) e Don Flavio Peloso (2005 e 2011) li hanno rinnovati. Sentendo l’appello che arriva dalle missioni, acquisisce un ulteriore senso l’Appello Missionario che faccio in continuità con questa bella tradizione. Pertanto, nel nome di Don Orione, come fratello e padre della Famiglia orionina, faccio appello ad ogni Orionino, di voti perpetui ma anche temporanei, che voglia mettersi a disposizione per “partire” per le missioni: mi scriva una lettera personale manifestando la propria domanda e disponibilità, indicando, se crede opportuno, anche il paese di preferenza.

Alcuni confratelli, partecipando a qualche incontro di informazione missionaria, dove ho presentato il panorama della presenza missionaria della Congregazione, si sono sentiti motivati a offrirsi personalmente. In quei momenti, mi è sembrato di rivivere quella dinamica espressa nel libro del profeta Isaia: “Chi manderò e chi andrà per noi?” e la risposta, generosa e immediata, si è fatta sentire, come il profeta: “Eccomi, manda me!” (Is 6,8). So che la Congregazione può contare sulla disponibilità di questi confratelli e di alcuni altri che hanno risposto all’appello missionario di Don Flavio Peloso nel 2011. Ma “la messe è grande” e si fa sempre più grande, specialmente per una Congregazione nata con un sogno missionario che “di cinta non c’era”, senza confini.

Cari Confratelli, inginocchiato spiritualmente davanti alla statua di Don Orione, invoco la sua intercessione perché, inspirati dal suo insegnamento e soprattutto dalla sua testimonianza missionaria, abbiamo il coraggio di seguire Gesù e di annunciare il Vangelo della Carità dove la Divina Provvidenza ci vorrà.

Fraternamente,

 

P. Tarcisio Vieira

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