Sempre verso l’alto, sempre verso Dio, fin con i piedi, sempre, (…) anche in quelle cose che sembrano ordinarie e banali.
Giovedì, 23 Gennaio 2020
10 Ottobre 2016
Devo tenere i vostri cuori aperti verso Dio!
Lettera ai laici del MLO presenti alla VI Assemblea ordinaria. Cile, ottobre 2016.

 

 

 

Devo tenere i vostri cuori aperti verso Dio!

 

Assemblea Generale del MLO 

 Cile, ottobre 2016

 

 

Carissimi laici del MLO, presenti alla VI Assemblea ordinaria:

ci è stato chiesto di offrirvi un messaggio e, guardando il cammino del MLO di questi ultimi 6 anni, sentiamo di condividere con voi alcuni brevi pensieri, che possono esservi di luce e di incoraggiamento in questo particolare tempo di grazia che è la vostra Assemblea ordinaria.

Questi pensieri che vi condividiamo con il cuore aperto e con l’affetto e l’apprezzamento che tutta la Famiglia orionina ha per voi, intendono essere un contributo per la vita del Movimento e per la vita e la missione di ognuno di voi, sia come coordinatori ai vari livelli, sia come “animatori” della vita e la missione di tutti i laici orionini nel mondo.

Abbiamo pensato che il modo migliore per trasmettere un messaggio carismatico ai laici della famiglia di Don Orione sia proprio ricordare le parole del Padre e, soprattutto, far memoria del suo atteggiamento verso i laici. E come lo facciamo? Riprendendo una lettera che Don Orione, mentre era in Argentina, ha scritto a suo cugino, Eduino, residente a Rio de Janeiro, Brasile. In tale lettera sono manifestati, senza dubbio, espressioni e sentimenti particolari che riguardano il contesto famigliare. Tuttavia, essendo il Sig. Eduino un laico, sposato e padre di famiglia, le espressioni di Don Orione, i suoi sentimenti e, particolarmente, il suo atteggiamento, tracciano uno stile di rapporto che manifesta la sua sensibilità nel trattare con i laici, nel coinvolgerli nel suo piano carismatico e la sua strategia di pastore che non perde opportunità e tempo per diffondere il bene e per animare al bene, alla carità. Quindi, partiamo dalla lettera e offriremo anche qualche contributo in più sulla realtà del Movimento Laicale Orionino.

Prima di presentarvi la lettera, ecco una piccola nota di informazione su Eduino Orione che è un personaggio della storia orionina in Brasile. È figlio di Giacomo Orione, pertanto cugino del Fondatore, nato a Nizza (Monferrato, Italia) il 29 novembre 1882, ha studiato nel Collegio Santa Chiara e, nel 1904, è partito per il Brasile come istruttore di aviazione. A Rio de Janeiro, dove viveva, ha sposato la Sig.ra Beatriz ed è deceduto il 15 ottobre 1966.

Ecco la lettera:

 

[per favore, al Distinto Signore, Eduino Orione a Rio De Janeiro]

+             Bs. Aires, il 16 / I [1]935

Caro Eduino,

Iddio vegli sempre su di noi e ci sorregga con la sua grazia!

Ho ricevuto e gradito tanto la tua lettera e i voti di bene tuoi e di tua moglie. Spero starete bene, - io, grazie al Signore, mi sento in migliori condizioni di salute di quando sono giunto qui. Saranno anche le tue preghiere e della tua signora: - la elevazione dello spirito a Dio, con vivo desiderio di bene per le persone care, è già una alta e sentita preghiera.

Io pure vi ricordo con tanto affetto, e prego di frequente per voi due; - possa questo pensiero confortarvi nelle prove della vita e farvi dei bene, miei buoni figlioli!

Tu, Eduino, non sarai malcontento che scriva e chiami così anche la compagna che ti sei scelto, e che Dio ti ha data: sono sacerdote dai capelli bianchi, e sono il prete della vostra Casa, che prego per voi, e devo tenere aperti i vostri cuori verso Iddio.

Non ti posso dire quando verrò in Brasile: ho tanto lavoro qui! Il 18 corr. apro il Noviziato Argentino a Lanus, una nuova bellissima Casa alle porte di Bs-Aires: viene ad inaugurarla lo stesso Nunzio Apostolico, che si è invitato da sé, e molto ci ama e favorisce. Aprirò una Missione presto - già accettata, nell’interiore tra gli Indi, in paese infesto e molto caldo; si capisce che ci andrò io pel primo. Apro, facilmente presto, un Cottolengo a Bs-Aires, e un Istituto a Santa Fe. Sento che la vita se ne va, ed ho grande desiderio e ardore di consumarla a fare del bene. Vuol dire che, se in Brasile non potessi venire da vivo, lascerò che mi ci portino da morto, ma anche da morto voglio lavorare a fare del bene!

 

Anche tu cerca di stare e di essere sempre più buono, caro mio Eduino: vivi da buon cristiano, vivi la fede di tuo padre, che era uomo retto, onesto, di sentimenti profondamente religiosi. Ricorda, caro Eduino, l’educazione che ho cercato di darti, i sentimenti di bontà ai quali tua madre, tuo papà e questo tuo vecchio amico ti hanno cresciuto: così vivi, e Iddio sarà con te, e ti prospererà anche nei tuoi affari.

Addio, caro mio figliolo, sta bene; fai tanti rispetti a tua moglie, e dille che preghi per me! Ho tanto bisogno che tutti preghino per me, per compiere la mia missione in semplicità e carità grande, e con lo spirito del Signore.

Ti abbraccio carissimamente, e in umiltà invoco da Dio una benedizione su tua moglie e su di te

Tuo cugino,

Sac. Luigi Orione, della Div. Provv.

[por favor, al distinguido señor, Eduino Orione en Río De Janeiro]

+           Buenos Aires, 16 / I [1]935

Querido Eduino,

¡Que Dios cuide siempre de nosotros y nos sostenga con su gracia!

He recibido y agradecido mucho tu carta y los buenos deseos tuyos y de tu mujer. Espero que estéis bien, - yo, gracias a Dios, me siento en mejores condiciones de salud que cuando llegué aquí. Se deberá también a tus oraciones y a las de tu esposa: - la elevación del espíritu a Dios, deseando el bien a las personas queridas, ya es una profunda y sentida oración.

Yo también os recuerdo con mucho cariño, y ruego a menudo por vosotros dos; ¡- ojalá pueda este pensamiento confortaros en las pruebas de la vida y haceros bien, mis buenos hijos! 

Tú, Eduino, no te molestes porque escriba y llame así también a la compañera que has elegido, y que Dios te ha dado: soy sacerdote de pelo blanco, y el cura de vuestra Casa, que rezo por vosotros, y tengo que dirigir vuestros corazones hacia Dios.

 

No puedo decirte cuándo iré a Brasil: ¡tengo aquí mucho trabajo! El 18 del presente mes abro el Noviciado argentino en Lanus, una nueva y bellísima Casa a las puertas de Bs-Aires: viene a inaugurarla el Nuncio Apostólico, que se ha invitado a sí mismo, y nos quiere mucho y ayuda. Abriré pronto una Misión – ya aceptada, en el interior con los indios, en un pueblo infectado y muy caluroso; se comprende que iré yo allí el primero. Abriré, tal vez pronto, un Cottolengo en Buenos Aires y un Instituto en Santa Fe. Siento que la vida se pasa, y tengo grandes deseos y ardor de gastarla haciendo el bien. ¡Quiere decir que, si a Brasil no pudiera ir de vivo, dejaré que me lleven muerto, pero también de muerto quiero hacer bien!

También tú tienes que procurar estar bien y ser cada vez mejor, mi querido Eduino: vive como buen cristiano, vive la fe de tu padre, que fue hombre recto, honesto, de sentimientos profundamente religiosos. Recuerda, querido Eduino, la educación que he intentado darte, los sentimientos de bondad que tu madre, tu papá y yo, tu viejo amigo te hemos inculcado: vive así, y Dios estará contigo, y también te ayudará a prosperar en tus asuntos.

Adiós, mi querido hijo, que estés bien; ¡saluda a tu mujer, y dile que rece por mí! Tengo mucha necesidad de que recen todos por mí, para que cumpla mi misión con sencillez y gran caridad, y con el espíritu del Señor.

Te abrazo cariñosamente, y con humildad suplico a Dios una bendición sobre tu mujer y sobre ti.

Tu primo

Sac. Luis Orione de la Divina Providencia.

 

La prima impressione è di una lettera di contenuto, diciamo, normale, una corrispondenza semplice tra parenti, in un tempo in cui si comunicava tramite la corrispondenza scritta inviata per posta. Tuttavia, scavando nel suo contenuto, questa lettera ci insegna tantissimo sul senso della presenza dei laici nella famiglia carismatica fondata da Don Orione.

 

Coltivare lo spirito di famiglia

La lettera non è soltanto uno scritto a un membro di famiglia di sangue. Offrendo notizie sulle sue attività e sulla crescita della Congregazione, con piccoli dettagli della sua agenda, Don Orione coinvolge il destinatario laico nella sua missione, in modo che i vincoli non sono più soltanto quelli “di carne e di sangue”, ma di comunione carismatica. Per Don Orione “vita di famiglia” non è una frase ad effetto, è l’espressione sincera del suo desiderio che la Piccola Opera sia, di fatto, “come una famiglia in Gesù Cristo”, nella quale si condivide tutto, le gioie e i dolori, i successi e anche le preoccupazioni.

In tempi precedenti al Concilio Vaticano II che, senza dubbio, ha promosso una maggiore vicinanza tra “Vita Consacrata” e “Vita di famiglia”, Don Orione ha anticipato i tempi (nel suo tempo è stato “alla testa dei tempi”) promuovendo, tramite iniziative personali e istituzionali, una maggior comunione e una sempre più intensa comunicazione con i laici. Questi erano, di fatto, “membri” della Piccola Opera. Pur non essendo, in quel periodo, organizzata istituzionalmente, la componente laicale era per Don Orione, da sempre, uno dei rami della “pianta unica con molti rami” che è la Piccola Opera, era uno dei canali di quella “corrente di acqua viva e benefica” che “irriga e feconda di Cristo i terreni più aridi e distanti”.

Cosa significa, oggi, concretamente, questo spirito di famiglia? Come viverlo e come costruirlo?

Per rispondere ci sembra opportuno ricordare le parole della Esortazione Christefidelis Laici: “La comunione ecclesiale si configura, più precisamente, come una comunione «organica», analoga a quella di un corpo vivo e operante: essa, infatti, è caratterizzata dalla compresenza della diversità e della complementarietà delle vocazioni e condizioni di vita, dei ministeri, dei carismi e delle responsabilità. Grazie a questa diversità e complementarietà ogni fedele laico si trova in relazione con tutto il corpo e ad esso offre il suo proprio contributo” (CL, n° 20). E ancora al n° 32: “…la comunione genera comunione, e si configura essenzialmente come comunione missionaria”.

Il laico orionino non può mai chiudersi in se stesso, isolandosi dalla comunione che si costruisce tramite le dinamiche della partecipazione attiva nel gruppo locale e tramite il rapporto con la Comunità orionina – FDP  e PSMC – presente sul posto. Tutto quello che è e fa, deve essere nella comunione e per la comunione. E tale comunione è alimentata specialmente per la continua “immersione” nel pensiero e negli atteggiamenti del Padre Fondatore.

Quindi, la vostra presenza è e deve essere sempre segno e costruttrice di unità, di comunione, di condivisione, tra i laici, con i religiosi, con le religiose, con la Chiesa. Il laico orionino, e in modo molto più impegnativo voi, qui presenti, che avete tutti una responsabilità su altri laici, non può dare spazio all’individualismo o protagonismo personale, alla chiusura di gruppo, alla competizione o rivalità… esistono unicamente “laici orionini”, non laici orionini di questo posto, di questa Opera, di questa Nazione, delle suore o dei padri. Il senso di comunione è senso di appartenenza alla unica Famiglia carismatica e alla unica Chiesa. E ciò che ci accomuna è la “comune vocazione alla santità sulla scia di Don Orione e la missione o evangelizzazione”. In questi due punti siamo tutti fortemente uniti in uguaglianza di dignità, di testimonianza e di impegno.

 

La capacità di apertura e di condivisione del carisma

L’uso frequente dello scambio di lettere è una delle forme utilizzate da Don Orione per condividere il carisma con i laici, perché possano “partecipare in modo più intenso alla spiritualità e alla missione dell’Istituto” (cfr. Vita Consecrata, 55). Si percepisce la gioia e l’entusiasmo di Don Orione nel condividere il cammino carismatico che ha per finalità la santità di vita, il vissuto profondo del Vangelo. In questo modo, si realizza quanto il documento sulla Vita Consacrata (n. 55) ha insegnato e verificato: “mossi dagli esempi di santità delle persone consacrate, i laici saranno introdotti all'esperienza diretta dello spirito dei consigli evangelici, e saranno così incoraggiati a vivere e a testimoniare lo spirito delle Beatitudini, in vista della trasformazione del mondo secondo il cuore di Dio”.

È ancora questo il tempo per l’apertura e la condivisione del carisma?

Certamente, questa capacità, utilizzata brillantemente da Don Orione e che ha favorito la nascita del MLO, dovrà essere custodita specialmente ora che il movimento comincia a camminare più ordinato, strutturato, organizzato, normato: la vitalità di un gruppo è nella capacità di apertura e di accoglienza, nella capacità di ascolto di tutti e delle varie realtà sociali e culturali, nella duttilità e flessibilità, nel saper offrire spazi a nuovi membri, a nuove iniziative, nel vivere nella “libertà” e nello spirito di servizio, qualsiasi ruolo o impegno abbiate.

La parola “movimento” che vi identifica, significa giustamente “dinamismo”, mobilità, non uniformità, conservazione, ripetizione, chiusura… Papa Francesco ha detto che “il carisma no è una bottiglia di acqua distillata”, i laici siete nelle migliori condizioni per aiutare i religiosi a portare sempre l’aria fresca delle realtà… per invitarci al rischio, all’innovazione, a sottomettere il carisma all’azione del tempo e del clima: all’intemperie! Questo, anche nelle forme di organizzare, di animare e portare avanti le Opere tradizionali.

Fondamentale in questo è, per voi coordinatori e coordinatrici, il lavoro in équipe, imparare a pensare insieme, riflettere insieme, pregare insieme, decidere insieme e portare avanti insieme. Perciò, avere capacità di apertura e condivisione del carisma!

 

Coltivare nei laici il talento più prezioso, lo spirito

Dice la Carta de Comunione del MLO (n. 5): “I religiosi, ‘guide esperte di vita spirituale’, sono chiamati a ‘coltivare nei laici il talento più prezioso: lo spirito’.E Don Orione lo sapeva fare con maestria. Nella lettera, Don Orione sente il dovere di appoggiare e accompagnare Eduino e famiglia, indicando aspetti importanti di spiritualità: raccomanda la preghiera (nella distanza, pregando l’uno per l’altro, si incontrano nel Signore), incoraggia e insegna come superare “le prove della vita” (fiducia nella Divina Provvidenza), offre testimonianza e esempio di vita (“ho grande desiderio e ardore di consumare la vita a fare del bene”), promuove la vocazione del laico inserito nel mondo (vivi da buon cristiano, vivi la fede con rettitudine, onestà e sentimenti profondamente religiosi; in questo modo anche i negozi prospereranno) e, infine, fa delle esortazioni sulla sua vocazione specifica (“fai tanti rispetti alla tua moglie”). Così facendo, Don Orione promuoveva la spiritualità laicale, cioè, quel cammino che può condurre alla santità e che si concretizza prima di tutto nello stato di vita. È bene ricordare qui un’altra lettera, bellissima lettera, la “Lettera a Diogneto”, una pagina del cristianesimo dei primi tempi, quando diceva che i cristiani non sono diversi dagli altri; vivono nelle stesse città dove vivono gli altri, vanno a fare spesa, si sposano, hanno i figli da curare, però tutto fanno da cristiani. Per farsi santo non bisogna fuggire da queste attività ma viverle alla maniera di Cristo e, per noi, con il senso carismatico orionino.

Come questa Assemblea può promuovere la spiritualità laicale orionina?

La presente Assemblea ha, tra le diverse finalità, la valutazione degli itinerari formativi e la proiezione per il futuro. È da ritenere la formazione uno dei principali strumenti per la cura spirituale e carismatica dei laici. Pertanto, vi incoraggiamo a questo compito perché essendo formati nel carisma consolidate la vostra identità e la vostra ragion d’essere nella Chiesa (cfr. Carta di Comunione, n. 11).

Vogliamo anche incoraggiare tutti a impegnarsi sempre di più, con costanza e perseveranza, nel seguire il progetto formativo e missionario che in questi giorni approverete. Ad animare e invitare altri a camminare su questa scia e, soprattutto, a non rimanere nella teoria, nello “slogan”, nell’entusiasmo passeggero, ma ad impegnare la vita, a trasformarvi dal profondo del cuore, alla santità di vita, per essere nuova “incarnazione” dei valori carismatici che vi hanno attirato e per cui siete parte di questa Famiglia, come laici.

Infine, vi invitiamo a camminare in comunione con i giovani orionini, che sono i futuri membri attivi del MLO, cercare momenti di condivisione insieme per avere itinerari formativi carismatici che siano in sintonia, che diano continuità, che formino ad una unica identità cristiana orionina, guardando al futuro.

 

Identità e finalità specifica laicale orionina

Ci rendiamo conto, nel leggere il testo della lettera e nel preparare questi spunti di riflessione, che non esiste niente di eccezionale e di straordinario nello stile di Don Orione verso il laico Eduino, solo tanta semplicità, modo naturale di parlare, di vivere e di relazionarsi. Di eccezionale c’è sicuramente l’atteggiamento del Padre: per lui i laici non erano semplici “benefattori” o sostenitori delle sue opere.  Certo che c’erano i benefattori, ma l’interesse primordiale di Don Orione non era per quello che potevano “dare” o “fare”, era per quello che potevano e dovevano “essere”, per cui la sua attenzione andava fondamentalmente verso il loro spirito, il loro cuore (“devo tenere aperti i vostri cuori verso Dio”). In questo modo occorreva naturalmente una sinergia tra il Fondatore e il suo cugino laico, una cooperazione mutua, una coesione tra i due verso un obiettivo comune: tutti e due si incontravano in Dio per “Rinnovare tutte le cose in Cristo”. Don Orione coltivava nel laico “il talento più prezioso: lo spirito” e il laico Eduino offriva “il prezioso aiuto della sua secolarità e il suo servizio apostolico” (cfr. Vita Consecrata, n. 55).

Come rafforzare e sostenere l’identità vocazionale del laico orionino?

Ci sembra che è fondamentale rinnovare la “memoria” della vostra identità e della finalità specifica “laicale” e “orionina”, espressa nella Carta di comunione nei n. 1 e 3: vivere il carisma di Don Orione nelle particolari situazioni e stati di vita, condividendo con l’intera Famiglia orionina la missione di “instaurare omnia in Christo”, e poi, citando le parole di Giovanni Paolo II, favorire l’irradiazione spirituale della Famiglia orionina al di là delle frontiere visibili della Piccola Opera, approfondendo i tratti carismatici per una sempre più efficace attuazione della sua specifica missione nella Chiesa e nel mondo.

I luoghi, le terre di missione dei “laici” sono, principalmente e per natura, le “realtà del mondo”, nelle quali voi, laici, siete pienamente inseriti per vocazione e per missione.

 

La missione dei Religiosi e delle Religiose

Vedendo qui i religiosi e religiose che vi accompagnano, vogliamo dire una parola anche a loro, che, ai vari livelli, locale, territoriale e generale, offrono il servizio di “assistenti spirituali”.

Nella lettera, scriveva Don Orione alla copia Eduino e Beatriz: “Devo tenere i vostri cuori aperti verso Dio”. Ecco la più bella espressione orionina sul senso della nostra presenza nella vita dei laici. Consapevole di questa sua missione verso i laici, Don Orione insegna a mantenere il cuore aperto verso Dio: “Vivere da buon cristiano, fare sempre il bene, compiere la propria missione con semplicità e carità grande”.

Cosa possono fare e devono fare i religiosi e le religiose:

- continuare lavorando con entusiasmo, essendo anche esempi e testimoni di unità, di comunione, di collaborazione, di corresponsabilità e di rispetto reciproco; rinforzando sempre l’unità nella promozione della diversità. I laici hanno bisogno di vederci uniti, non solo “riuniti”…!

- fare sempre attenzione alla vocazione specificamente laicale dei membri del MLO, senza clericalizzarli, strumentalizzarli o considerare loro come semplici supplenti del “lavoro” dei religiosi che, essendo sempre meno, hanno “bisogno” di loro. In questo, facciamo una parentesi, per dire anche ai laici di non cadere loro stessi nella tentazione di voler clericalizzarsi o sentirsi i nostri sostituti: avete una vocazione specifica e splendida. Così come non è bella la “mondanità” di un religioso… nemmeno è bello un laico “clericalizzato”… La “formula di adesione”, della quale parla l’art. 7 del vostro Statuto, vi rende “membri” del MLO, ma non ha assolutamente le caratteristiche della “consacrazione” che fanno i religiosi e le religiose. Curate molto questo aspetto, affinché non ci sia nemmeno l’ombra di sentirsi o di sembrare gruppi più qualificati e altri meno, laici migliori e laici inferiori all’interno di un unico MLO.

- sostenere e favorire la creazione o la crescita dei “gruppi locali”, a rendere operativi i “coordinamenti locali”, e non evadere o delegare la responsabilità dell’assistenza spirituale dei laici e il sostegno e incoraggiamento di questi gruppi.

Per ultimo, vogliamo manifestare la nostra disponibilità e il nostro impegno, in quanto Superiori generali, ad aiutare a promuovere, organizzare e sostenere nuovi coordinamenti territoriali.

 

Per concludere, ritorniamo alla lettera. Un poeta ha detto che le lettere sono state fatte perché “le mani che sono lontane, possano toccarsi nel toccare lo stesso pezzo di carta”. Leggendo e rileggendo questo scritto di Don Orione, ci siamo messi a immaginare il momento in cui Eduino ha ricevuto la lettera, le sue reazioni e la emozione sua e della moglie. La loro gioia e l’importanza data al testo sono confermate dall’attenzione e cura nel conservare la lettera. Questo quadro immaginario di recezione della lettera ci ha fatto ricordare quanto Papa Benedetto XVI ha detto nell’Enciclica “Deus Caritas Est”, nell’aggiungere il nome di Don Orione nell’elenco dei santi della carità sociale. Anche per Eduino e Beatriz, Don Orione è stato un “vero portatore di luce” all’interno della storia della loro famiglia, perché i santi sono così, “uomini di fede, di speranza e di amore”, come è confermato dalle parole che usa e dai consigli che offre. Don Orione è così perché sapeva approfittare ogni circostanza per diffondere le aspirazioni del suo spirito e per aiutare i laici a vivere da buoni cristiani.

Quindi, auguriamo a tutti di vivere un Assemblea nella gioia di essere insieme, nello spirito di famiglia, tanto caro a Don Orione, nell’ascolto, nel dialogo e nella condivisione, e a sottomettervi all’azione creatrice e creativa dello Spirito Santo, per avere il coraggio di fare scelte di futuro per la crescita e la fecondità del MLO e di tutta la Famiglia orionina. Anche in questa assemblea sentiremo Don Orione come un “portatore di luce” alla vita del nostro MLO!

Deo gratias! Buon lavoro!

 

                                    P. Tarcísio G. Vieira

                                    Madre Maria Mabel Spagnuolo

 

24 Aprile 2017
Festa di S. Luigi Orione
Lettera dei Superiori generali P. Tarciso Vieira FDP e Madre M. Mabel Spagnuolo PSMC, in occasione della commemorazione liturgica di San Luigi Orione, 16 maggio 2017.
5 Febbraio 2017
125° dell’apertura dell’Oratorio San Luigi di Tortona (IT-PT-SP)
Lettera del direttore generale P. Tarcisio Vieira e di P. Fernando H. Fornerod circa il 125° anniversario dell'apertura del primo Oratorio di Don Orione.
2 Settembre 2016
Brasilia, 21 de agosto de 2016 - Circulare n. 23
documento pdf Messaggio ai laici ottobre 2016
documento pdf Lettera di Don Orione ad Eduino
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