II Padre celeste ci ha mandati non a gaudii temporali, ma a grandi combattimenti, non ad onori, ma a vilipendi, non a riposo, ma a faticare e a soffrire e a patire, e così, e solo così, a riportare molto frutto nella pazienza.
Martedì, 31 Marzo 2020
8 Marzo 2013
VATICANO: In visita alla Casa di Santa Marta, sede dei Cardinali in conclave
Storia e attualità dell'antico Ospizio vaticano che ospita i Cardinali elettori del Papa.

Santa Marta non è sempre stata la  sede residenziale dei Cardinali impegnati nel Conclave. Lo è solamente dal 1996.  E’ stata ristrutturata in vista di tutte quelle occasioni che chiamano a Roma Cardinali e Vescovi per i grandi incontri con il Papa: Sinodi, Convegni internazionali e simili.

Il fabbricato consiste nel “vecchio “Pontificio Ospizio”, sede attuale della Comunità delle Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli e altre signore e signorine addette ai servizi generali del Santa Marta. Poi c’è il grande fabbricato del Santa Marta.

Le suore di San Vincenzo vennero invitate in Vaticano da Papa Leone XIII: volle che si organizzasse accanto alla Basilica di S. Pietro un ospizio destinato a raccogliere e curare gli eventuali ammalati, di fronte al pericolo incombente in molte città d'Italia del cosiddetto "morbo asiatico" o colera. E da allora sono passati 129 anni.

In quel lontano 1884 arrivarono le prime quattro religiose, guidate da una donna forte e generosa, quale fu Suor Luisa Lequette, che era stata anche la Madre Generale dell'Istituto.

Roma fu preservata dal contagio, e il Papa, nel 1891 destinava il nuovo Ospizio al servizio dei più bisognosi dei rioni di Borgo e Trastevere, come pure all'assistenza dei pellegrini. Iniziava così una pagina gloriosa di servizio premuroso a tanti uomini e donne, che accorrevano a Roma, anche in condizioni disagiate. La casa del Papa doveva sempre essere la casa della carità.

Nei duri anni della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945, S. Marta giunse ad accogliere gli Ambasciatori presso la Santa Sede di quei Paesi con i quali l'Italia aveva rotto le relazioni diplomatiche, dagli Stati Uniti d'America alla Gran Bretagna, dalla Francia al Belgio, dalla Jugoslavia alla Polonia.

Terminata la guerra, le mura dell'Ospizio si aprirono poi per accogliere anche i numerosi sacerdoti chiamati dal Santo Padre a collaborare nella Segreteria di Stato o nei vari uffici della Santa Sede. Poi l'accoglienza dei poveri fu spostata in altro edificio, sempre in Vaticano, e affidata alle Suore di Madre Teresa di Calcutta e, nel 1996, veniva inaugurata la residenza attuale, destinata all'accoglienza soprattutto di ecclesiastici. I lavori erano iniziati nel 1992. Vescovi e sacerdoti della Curia Romana, godono costantemente del generoso servizio delle Suore vincenziane.

E per il Conclave? La "Casa Santa Marta" dispone di 105 suites (studio più camera da letto), 26 camere singole e un appartamento di rappresentanza. Dalla hall in marmo bianco si accede al ristorante, ad alcune salette laterali e agli ascensori.
A "Santa Marta" i porporati elettori godranno di una sistemazione più comoda dei tanti loro predecessori, che furono costretti ad adattarsi in stanze provvisorie e senza servizi, rimediate attorno alla Cappella Sistina nei cinquecenteschi appartamenti pontifici. Dalla residenza Santa Marta tramite un breve percorso accederanno alla Cappella Sistina, adattata a Sala del Conclave, ove si avranno le votazioni per la elezione del Papa. Durante il percorso è assicurato un servizio di sicurezza affinché i Padri elettori non abbiano contatti con altre persone a motivo della stretta riservatezza del Conclave.

Come stabilito dall'ultimo Motu Proprio "Normas nonnullas" di Benedetto XVI,  “L’intero territorio della Città del Vaticano e anche l’attività ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’elezione del Sommo Pontefice. In particolare si dovrà provvedere, anche con l’aiuto di Prelati Chierici di Camera, che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno durante il percorso dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano”.

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