Noi dobbiamo mirare agli orfanelli e ai ciechi, ai vecchi cadenti, etc.: opere di carità ci vogliono: esse sono l'apologia migliore della Fede Cattolica.
Lunedì, 27 Giugno 2022
26 Dicembre 2012
Lettera sui Martiri Spagnoli (IT- ES -EN - FR - PL - PT)

26 dicembre 2012

Festa di santo Stefano martire

FP/12.67

 

Carissimi Confratelli, Suore e Laici della Famiglia Orionina

Deo gratias!

Siamo nel clima natalizio, nella festa di santo Stefano martire. Vi comunico una notizia che ci porta a guardare in alto e a camminare verso il Cielo.

Il 20 dicembre 2012, il Santo Padre Benedetto XVI ha disposto la promulgazione di vari Decreti riguardanti le cause di canonizzazione e tra di essi vi è il Decreto che riconosce  “il martirio dei Servi di Dio Riccardo Gil Barcelón, Sacerdote, e Antonio Arrué Peiró, Postulante, della Congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza; uccisi, in odio alla Fede, a Valenza (Spagna) nel 1936”.

Il Decreto apre ufficialmente il cammino verso la solenne celebrazione della Beatificazione che è programmata per il 27 ottobre prossimo, a  Tarragona, in Spagna. Benediciamo il Signore “mirabile nei suoi santi”.

Avevo incontrato il Card. Angelo Amato, lunedì 17 dicembre, e mi aveva assicurato che era imminente la promulgazione del Decreto riguardante i due Martiri orionini. Si è interessato se ci siano “fatti straordinari” che possano essere esaminati per essere riconosciuti come “miracoli” attribuibiti ai nostri “venerabili” Don Carlo Sterpi, Frate Ave Maria e Suor Maria Plautilla. Con mia sorpresa e gioia, mi ha chiesto informazioni anche della causa di Don Gaspare Goggi.

Anche per Riccardo Gil Barcelón e Antonio Arrué Peiró  è giunto a conclusione il lungo iter processuale iniziato a Valencia (Spagna) ancora nel 1962, e che ebbe per primi promotori della raccolta di notizie e di informazioni i nostri Don Lorenzo Nicola e Don Amerigo Bianchi.

Negli anni ’70, tutte le cause dei Martiri spagnoli furono momentaneamente sospese da Paolo VI “per motivi di opportunità pastorale” in relazione al clima politico e sociale in Spagna.

La nostra Causa poté essere ripresa e ristudiata storicamente nel 1994, per iniziativa di Don Ignazio Terzi. So che vi collaborarono anche Don Fioravante Agostini e P. José Paris.

Toccò a me poi, come postulatore, elaborare la Positio riassuntiva di tutta la documentazione, consegnata alla Congregazione per le Cause dei Santi, il 14 giugno 2000.   

Dopo questa data, si è atteso fino al 28 settembre 2010 affinché la Positio  fosse studiata dal “Congresso Teologico” della Congregazione vaticana che espresse il  voto pienamente affermativo in favore del martirio. Successivamente, uguale giudizio circa l’autentico martirio è stato dato da parte della “Congregazione dei Cardinali e dei Vescovi”, il 29 ottobre 2012.

Finalmente, il 20 dicembre, è giunto il Decreto conclusivo che riconosce l’uccisione di Riccardo Gil Barcelón e di Antonio Arrué Peiró come “autentico martirio in odio alla fede”.

Il postulatore, Don Aurelio Fusi, è in contatto con gli altri postulatori di cause di Martiri spagnoli e con la Conferenza Episcopale Spagnola che sta programmando la celebrazione della Beatificazione a Tarragona, il 27 ottobre 2013.

Dopo il beato martire Francesco Drzewiecki, anche P. Riccardo Gil e Antonio Arrué, cresciuti alla scuola di santità di Don Orione, sono giunti agli onori degli altari. Si avvera quanto il Fondatore augurava ai sui giovani figli: “Spero che tra di voi usciranno alcuni martiri. Siate pieni di amore, di amore di Dio e del prossimo che sono una stessa cosa”. E commentava l’espressione di Sant’Agostino “Martyrem dixi, predicavi satis: ho detto martire, e basta, ho detto abbastanza. Per questo molte centinaia e migliaia di figli della Chiesa sono onorati, glorificati venerati unicamente perché risulta che veramente avevano dato la vita e il sangue in testimonianza di Cristo: Martyrem dixi, predicavi satis!”.

Nell’Anno della Fede, questo evento sia per noi è un appello alla santità e al martirio – Dio non voglia del sangue – ma dell’abnegazione e del sacrificio per il  Signore e per la carità verso le Anime.

Prendiamo tra le mani la biografia dei due nuovi Martiri, “Anche voi berrete il mio calice”; per ora è edita in spagnolo e italiano, ma speriamo presto di averla in qualche altra lingua; facciamone oggetto di attenta lettura e valorizziamo anche pastoralmente l’esempio di questi due nostri santi Confratelli.

Più avanti, sarà suggerita qualche altra iniziativa. Chi può organizzi un pellegrinaggio in Spagna in occasione della beatificazione che, salvo imprevisti, sarà il 27 ottobre 2013.

A tutti porgo i miei auguri e assicuro preghiera.

In Cristo e in Don Orione,

 

 

Don Flavio Peloso

(superiore generale)

 

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