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Mercoledì, 21 Aprile 2021
La storia degli 11 cammelli
Il prof. Stefano Zamagni riassume l'analisi e la ricetta della crisi economica attuale con la storiella araba dell'eredità degli 11 cammelli.

Il Prof. Stefano Zamagni, noto economista dell’Università di Bologna, ha concluso il suo intervento all'Unione Superiori Generali (Crisi economica e implicanze per la vita consacrata) con questa interessante storiella che, a suo parere, dà l'idea della causa (economia dell'avidità) e della soluzione (economia del dono) dell'attuale crisi economica e relazionale del mondo attuale.

Un ricco cammelliere arabo lasciò in eredità ai suoi tre figli 11 cammelli: al maggiore lasciò la metà dei cammelli, al secondo ne lasciò un quarto e al terzo un sesto.

Nel dividersi l'eredità, sorsero seri problemi e i tre fratelli entrarono in una lite furibonda fino a rischiare di arrivare ai coltelli. Infatti, gli 11 cammelli non erano dividibili né a metà, né a un quarto, né a un sesto. E ciascuno pretendeva di avere un cammello in più per sé.

Sapendo del problema, un altro cammelliere, amico di famiglia, si presentò ai tre fratelli e donò loro un suo cammello, gratuitamente.

Avendo 12 cammelli, i tre fratelli poterono avere facilmente ciò che spettava a ciascuno di loro secondo giustizia: il primo ebbe i suoi 6 cammelli (la metà), il secondo ebbe 3 cammelli (un quarto), il terzo ebbe 2 cammelli (un sesto). A conti fatti, si accorsero poi che 6 + 3 +2 dava per risultato 11, 11 cammelli, e ne avanzava ancora uno. Così, risolti i loro problemi con giustizia, decisero di ridare il cammello a colui che l'aveva donato esprimendogli la loro riconoscenza.

E vissero felici e contenti i tre fratelli è colui che aveva donato un cammello.

 

O μ?θος δηλο? ?τι, concludeva le sue favole Fedro. Cosa insegna questa storia?

In questa storia curiosa è riassunta la grande affermazione dell'enciclica Caritas in veritate: il dono è un bene economico.

Il cammelliere con il dono di un cammello ha sbloccato la giustizia inceppata dall’avidità e ha riavuto il suo cammello con, in più, la gratitudine dei fratelli. Mentre l’avidità conduce alla cecità e al blocco dei beni, la gratuità è il motore della giustizia economica e sociale.

Come ha scritto Benedetto XVI in Caritas in veritate: “La carità completa la giustizia nella logica del dono” (n.6).

“La logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall'esterno e, dall'altro, che lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità” (n.34).

“Il mercato della gratuità non esiste e non si possono disporre per legge atteggiamenti gratuiti. Eppure sia il mercato sia la politica hanno bisogno di persone aperte al dono reciproco” (n.39).

E anche la convinzione di molti economisti – ha concluso il prof. Zamagni - che l'attuale entropia economico-sociale è frutto dell'avidità e che solo una ragionevole gratuità potrà rimettere in moto lo sviluppo economico.

DFP

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