Sono nelle mani di Dio, non potrei essere in mani più sicure.
Venerdì, 24 Gennaio 2020
7 Agosto 2008
Settimana comunitaria a Roma - Agosto 2008

ISTITUTO SECOLARE ORIONINO : settimana comunitaria a Roma

Roma, 1-7 agosto 2008.

Dall'1 al 7 Agosto 2008: presso il Teologico Don Orione (Roma) si è svolta la settimana comunitaria dell'Istituto Secolare Orionino, guidata dal nuovo Assistente Generale don Tarcisio Vieira. Erano una ventina le partecipanti.

Al centro della settimana sono stati gli esercizi spirituali. In sintonia con la Chiesa che celebra l'anno paolino e si appresta a vivere nel prossimo ottobre il Sinodo sulla centralità della Parola di Dio, don Tarcisio ha tracciato un itinerario di riflessione prendendo come riferimento le parole dell'Apostolo delle genti: “ Imitate Dio, come figli diletti e camminate nell'amore, sull'esempio di Cristo che vi ha amato ed ha offerto se stesso in sacrificio di soave odore ” (cfr Ef 5, 1-2)

Il giorno 6 agosto, festa della Trasfigurazione, nella celebrazione eucaristica presieduta dal Superiore Generale, don Flavio Peloso e concelebrata da don Enrico Casolari, don Tarcisio Vieira, don Alessio Cappelli, don Graziano De Col quattro giovani hanno rinnovato i voti temporanei ed una ha professato la sua concrazione perpetua.

Erano presenti la Superiora generale delle PSMDC sr Maria Irene Bizzotto e la Superiora provinciale sr Caterina Adelfio, il fratello Feras ed alcuni amici. Dunque, pur nella intimità della celebrazione, la famiglia orionina era rappresentata nelle sue diverse componenti; un segno di comunione che riscalda il cuore. La settimana comunitaria si è conclusa con la revisione di vita e la programmazione delle attività per l'anno 2008/2009.

RESOCONTO DELLA SETTIMANA COMUNITARIA

Don Tarcisio Vieira ha tracciato durante gli Esercizi spirituali un itinerario di riflessione prendendo come riferimento le parole dell'Apostolo delle genti: “ Imitate Dio, come figli diletti e camminate nell'amore, sull'esempio di Cristo che vi ha amato ed ha offerto se stesso in sacrificio di soave odore ” (cfr Ef 5, 1-2).

“Imitate Dio” si traduce nel rispondere alla sua chiamata che avviene sempre nel luogo della quotidianità, ossia tra le vicende umane, i pericoli, le instabilità…

Tale imitazione deve essere poi compiuta come “ figli carissimi ” ossia vivendo appieno le Beatitudini evangeliche e “ camminando nell'amore ”, nella carità incarnando, in special modo, le beatitudini dei misericordiosi, dei puri di cuore, degli operatori di pace.

E tutto questo sull'esempio di Cristo che, come buon samaritano, è venuto a visitarci e a versare sulle ferite del nostro mondo il vino della parola. “ Gesù – come scrive Severo di Antiochia – ha portato l'umanità ferita alla locanda ( la Chiesa ) e l'ha consegnata al padrone della stessa (che rappresenta gli apostoli, i pastori e i dottori) perché ne avesse cura, dopo avergli consegnato due denari. Questi ultimi sono il Vecchio ed il Nuovo Testamento, l'Antica Legge e i profeti, la Nuova Legge dataci dal Vangelo e le istituzioni apostoliche”.

Gesù “ ci ha amato ed ha dato se stesso per noi …”: contemplando tale sofferenza offerta per la redenzione di noi tutti, non è possibile un atteggiamento diverso dallo sgomento unito all'ammirazione e alla gioia.

E che insegnamenti ci vengono da quella croce che si erge sul Calvario dalla quale il Figlio di Dio “paga” ogni parola pronunciata e insegnata ai suoi discepoli: “Padre sia fatta la tua volontà” grida. E realizza l'abbandono fiducioso in Dio. Per noi si dispiegano lezioni sapientissime e autorevolissime di fedeltà, di perdono, di … amore condiviso.

“Non i chiodi tennero Gesù sulla croce ma l'amore” (S. Caterina da Siena)

“Se gli angeli potessero invidiare gli uomini lo farebbero per due ragioni: perché Dio ha patito per gli uomini e perché gli uomini possono patire per Dio”.

Contemplando la passione di Gesù, inoltre, impariamo a conoscere di che pasta siamo fatti: noi siamo gente capace di urlare al tempo stesso “Osanna” e “Crocifiggilo”.

Non troppo abituati al rendimento e all'azione di grazie, atteggiamento che, invece, San Paolo raccomanda nel seguito della lettera (Ef 5,4) dobbiamo imparare a glorificare Dio per le opere meravigliose da Lui compiute , come il paralitico calato giù dal tetto che “ si avviò verso casa glorificando Dio ” (Lc 5, 25)

Gustare e vedere quanto è buono il Signore è ciò che riscalda il cuore e la vita e che prorompe nella lode : “ Stupende sono le tue opere. A te si prostri tutta la terra, a te canti inni, canti al tuo nome. Venite e vedete le opere di Dio, mirabile nel suo agire sugli uomini. È Lui che salvò la nostra vita e non lasciò vacillare i nostri passi ” (Salmo 66).

Nella vita di ogni uomo, tuttavia, le fatiche quotidiane potrebbero, in qualche momento, velare tutta questa grandezza e bellezza di Dio. E allora?

Bisogna ritornare al primo amore, far memoria del primo incontro con Gesù (Ap 2, 1-7). Il Signore, di tanto in tanto, ci dice: “ Ho da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima ” ma poi subito aggiunge, esortandoci: “ Vivete come figli della luce ” (Ef 5,8) “ Io sono la luce del mondo, seguitemi e avrete la luce che dà la vita” (Gv 8,2)

Tutti abbiamo bisogno di esperienze analoghe a quella di Pietro, Giacomo, Giovanni sul Tabor, per superare, con una fede più salda, le prove della vita ed il suo grigiore. Gli esercizi spirituali hanno avuto proprio una tale efficacia ed un simile potere.

 

Il giorno 6 Agosto, festa della Trasfigurazione, nella celebrazione eucaristica presieduta dal Superiore Generale, don Flavio Peloso e concelebrata da don Enrico Casolari, don Tarcisio Vieira, don Alessio Cappelli, don Graziano De Col quattro giovani hanno rinnovato i voti temporanei ed una ha professato la sua concrazione perpetua.

Erano presenti la Superiora Generale delle PSMDC sr Irene Bizzotto e la Superiora Provinciale sr Caterina Adelfio, il fratello Firas ed alcuni amici. La famiglia dei figli di don Orione era rappresentata nella sua interezza, segno di comunione che riscalda il cuore.

 

Don Flavio Peloso, nella sua omelia ha invitato a rileggere il fatto della Trasfigurazione come un momento in cui Gesù vuole confermare i suoi amici nella fiducia in Lui e prepararli di fronte allo scandalo di un Regno che non è di questo mondo, e che non è nemmeno secondo le aspettative di questo mondo, prepararli al mistero della Croce a cui Gesù e, di conseguenza i suoi discepoli vanno incontro.

Gesù vuole dunque confermare, ancora oggi, tutti coloro che hanno offerto e che offrono la loro vita per Lui, attraverso la consacrazione, dice: Coraggio, avete scelto la parte migliore! Andate nel mondo con umiltà ma fieri di essere miei!

Don Flavio ha poi rivolto a tutte un invito: Fidatevi del vostro amore al Signore ma fidatevi soprattutto della fedeltà del suo amore per voi che gli siete consacrate! (L.S.)

 

DFP

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