Non con il collo torto, né con la faccia da venerdì santo si attira ad amare il Signore e alle pratiche della religione la gioventù.
Domenica, 20 Settembre 2020
26 Novembre 2008
Collevalenza 2008 - Obbedienza tralibertà e appartenenza

COLLEVALENZA, 17-21 Novembre 2008

Obbedienza tra libertà e appartenenza

Dal 17 al 21 novembre si è tenuto a Collevalenza (Perugia) il consueto incontro annuale organizzato dalla CISM (Area Animazione della Vita Consacrata), destinato ai religiosi e alle religiose. Rispetto allo scorso anno è stata registrata una maggiore presenza (settanta partecipanti in più) e in particolare quella giovanile. Accompagnati dal Vicario generale d. Achille Morabito, hanno partecipato i nostri formatori italiani (d. Maurizio Macchi e d. Giacomo Defrancesco [Istituto Teologico - Roma], d. Giovanni Castignoli [Padre Maestro – Velletri/Colle Giorgi]; d. Leonardo Verrilli [Seminario Velletri/Villa Borgia]; d. Filippo Benetazzo [Seminario di Buccinigo d'Erba]), e due formatori polacchi (ks. Cristoforo Baranowski [Istituto Teologico – Zdunska Wola]; ks. Damian Stawicki [incaricato postulanti - Branszczyk]. Il tema proposto per quest'anno è stato: Obbedienza tra libertà e appartenenza.

Il primo giorno dei lavori è stato caratterizzato da una Tavola Rotonda ; quattro religiosi, rappresentati di quattro famiglie religiose, hanno affrontato la tematica: Obbedire oggi: Perché? Le domande dei consacrati. Le domande dei Superiori.

Il secondo giorno – come lo scorso anno - è stato arricchito dalla riflessione biblica di don Nisi Candido , docente di Sacra Scrittura. L'argomento, affrontato con acume, chiarezza e competenza, ha preso le mosse da un testo della Lettera agli Ebrei: Cristo imparò l'obbedienza dalle cose che patì (Eb 5,8). Dopo cena, in cripta, Suor Anna (delle Suore operaie della Santa Casa di Nazareth, di Botticino Sera [Brescia]) ha dato una splendida e commovente testimonianza della sua storia vocazionale (cubista per tanti anni nei locali notturni).

Il terzo giorno è stato di scena il prof. Nello Dell'Agli , dottore in teologia e psicoterapeuta, che ha trattato il tema: Autorità e obbedienza: i percorsi formativi. Ha commentato e scritto d. Beppe Roggia: “Con la sua saggia pacatezza e profondo intuito psicopedagogico, ci ha condotti a tracciare dei percorsi formativi per un cuore obbediente, e l'ha fatto proiettandoci davanti, in modo originalissimo, la topografia tipo della casa dei consacrati. Siamo stati accompagnati a visitare i diversi ambienti: la chiesa , simbolo dell'obbedienza con il Signore, in un percorso a tre tappe: innamoramento – post-innamoramento – resa o dono maturo di sé. Di qui passiamo alla sala della comunità , luogo segno dell'apertura obbediente ai fratelli/sorelle. Si tratta di un ambiente in cui la parola d'ordine è: non pretendere che gli altri siano cristiani migliori di me. Un ambiente, nel quale coltivare l' appartenenza e l'intimità attraverso un concreto prendersi cura. Siamo poi introdotti nella nostra camera/cella personale , che rappresenta l'appartenenza fedele a noi stessi, praticando l'antico ma sempre attuale habitare secum , visitando con frequenza e dedicando tempo al nostro cuore, soppesando e rileggendo quello che quotidianamente viviamo, perché la nostra cella è il luogo in cui possiamo osservarci meglio e riposizionarci in una relazionalità obbediente nell'amore. Visitiamo inoltre la saletta del capitolo locale , per abilitarci al discernimento insieme e a stare nel cerchio fraterno, comunicando il nostro progetto personale di vita e costruendo insieme quello comunitario , attraverso la condivisone, la collaborazione. Rimane da visitare la stanza/ufficio del Superiore , che porta a maturare progressivamente l'obbedienza vera fino a quella caritativa e perfetta. È questo infatti il luogo simbolo per una maturazione ben concreta nell'obbedienza. Ed infine il refettorio , che rappresenta la maturazione dell'obbedienza all'interno di un'alleanza che nutre, perché, come ci si nutre tra fratelli, nello stesso modo ci si nutre di Eucaristia. Tralasciando per il momento altri ambienti, si deve ammettere che non si tratta di una semplice visita turistica o un dimorare superficiale come negli ambienti, per quanto eleganti di un hotel . Imparare l'obbedienza non può essere solo un' istruzione aggiornata o un intreccio abbastanza complesso di dinamiche psico-sociologiche. Occorre proseguire oltre”.

In tutti e tre i giorni, nel pomeriggio, si sono svolti i lavori di gruppo (laboratorio). Nell'Assemblea conclusiva del 21 novembre sono state condivise le relazioni dei gruppi e la revisione del Convegno. Don Beppe Roggia, nel dare l'arrivederci al prossimo Convegno (23-27 novembre 2009), ha concluso i lavori, proponendo una breve riflessione sull'attuale situazione della vita consacrata e una splendida sintesi delle relazioni.

Don Achille Morabito

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