II silenzio è riposo morale (...) e silenzio religioso è, per lo spirito, preghiera, adorazione e unione con Dio.
Domenica, 21 Aprile 2019
22 Giugno 2008
Conv.Internaz.di Genova - Esperienze dinamiche nel generare

Venerdì 20 giugno, 2008 – teatro della gioventù - Genova

1° sessione: Nucleo culturale

“Esperienze dinamiche nel generare una cultura della vita”

di Prof. Martin Nkafu Nkemnkia

(docente presso le Pontificie Università Gregoriana e Lateranense - Roma

“Oggi nel mondo, anche le strutture e le opere evangelizzano. Sono luoghi e contesti in cui i cristiani manifestano il volto di Cristo nella sua incarnazione. Essi rendono possibile la santificazione del mondo”

Introduzione

Innanzitutto vorrei ringraziare gli organizzatori di questo convegno Internazionale di Studi intorno a questa straordinaria figura che è San Luigi Orione. Grazie di avermi invitato a portare un piccolo contributo, riflettendo su qualche aspetto della vita di questo santo che, (come ha definito il compianto Papa Giovanni Paolo II, in occasione della sua elevazione agli altari insieme ad altri 5 santi), è uno di qui santi che ha totalmente donato la sua vita alla causa di Cristo e del suo regno.

" Uomini che hanno votato la loro vita al nome del nostro Signore Gesù Cristo " ( At 15,26). Queste parole degli Atti degli Apostoli ben possono applicarsi a san Luigi Orione , uomo totalmente donato alla causa di Cristo e del suo Regno. Sofferenze fisiche e morali, fatiche, difficoltà, incomprensioni e ostacoli di ogni tipo hanno segnato il suo ministero apostolico. " Cristo, la Chiesa, le anime - egli diceva - si amano e si servono in croce e crocifissi o non si amano e non si servono affatto " ( Scritti , 68,81). … Il cuore di questo stratega della carità fu " senza confini perché dilatato dalla carità di Cristo " ( ivi , 102,32). La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza ( così il Papa nell'omelia - Sesta Domenica di Pasqua, 16 maggio 2004 [1] ). 

Il secondo brano che desidero citare è di San Luigi Orione stesso che, come tanti altri suoi pensieri ed espressioni, ci introducono alla sua vita santa :

“Siamo apostoli di carità, soggioghiamo le nostre passioni, rallegriamoci del bene altrui, come di bene nostro;in cielo sarà appunto così, come ce lo esprime anche Dante con la sua sublime poesia. Siamo apostoli di carità, di amore puro, amore alto ed universale; facciamo regnare la carità con la mitezza del cuore, col compatirci, con l'aiutarci vicendevolmente, col darci la mano e camminare insieme. Seminiamo a larga mano, sui nostri passi, opere di bontà e di amore; asciughiamo le lacrime di chi piange.

Sentiamo, o fratelli, il grido angoscioso di tanti altri nostri fratelli, che soffrono e anelano a Cristo; andiamo loro incontro da buoni Samaritani, serviamo la Verità, la Chiesa, la Patria, nella carità. Fare del bene a tutti, fare del bene sempre, del male a nessuno” ! [2]

La cultura dei santi come cultura a difesa della vita

Il messaggio di San Luigi Orione si inscrive profondamente nella missione evangelizzatrice della Chiesa. L'evangelizzazione come annuncio (rivelazione e l'incarnazione di Gesù Cristo quale centro della fede cristiana trova il suo compimento nella carità. La vita in Cristo implica l'amore al fratello. Occorrono agenti capaci d'amore in missione.

Ecco perché, per realizzare il mandato missionario, occorrono persone sante, figli santi e, anche San Luigi Orione fa appello ai chierici ancora in formazione. Questo sollecitazione è conosciuta da molti ma per quei pochi che non la sanno, vale la pena ricordarla qui:

Il 3 marzo 1914 , rivolgendoci ai chierici ancora in formazione disse tra l'altro:

“Ho bisogno di figli santi! La missione promette assai bene; ma ho bisogno di santi! Quante volte, nei passati giorni, io ho pensato a voi altri, o cari i miei figli! E vi ho fatti passare uno ad uno, per vedere chi poter mandare!

Almeno qualcuno di voi bisognerà che lo trovi e lo mandi prestis simo ; ma ho bisogno di santi! Poco mi importerebbe che siate piccoli, anzi così imparereste subito la lingua, ma ho bisogno che chi va, porti là la santità. Chi si sente di voi?

Ecco, o miei Cari, il tempo di mostrare il vostro vero amore di Dio: la vostra devozione vera alla Madonna SS.: il vostro affetto sincero, tenero e da veri figli alla nostra amata Congregazione che è, dopo la S. Chiesa di Roma, la vera nostra madre morale!” ( Scritti 2, 76-78).

Il secondo appello di Don Orione è quella fatta dal Buenos Aires, il 2 agosto 1935:

“Ho bisogno di personale: quando penso a voi, io vedo tutti uno ad uno, e vado cercando tra di voi e quasi chiamandovi a nome, perché veniate ad aiutarmi a propagare la congregazione in mezzo a queste popolazioni ove sì grande è il bisogno di sacerdoti, che siano pieni di amor di Dio e delle anime, e desiderosi di sacrificarsi insieme con Nostro Signore, per dare la vita della fede o accrescerla in mezzo a molta gente. (…)

Su figli miei, preparatevi tutti ad essere apostoli, o in Italia o fuori d'Italia. Ma è assolutamente necessario che tutti siamo apostoli di fede, di amore a Dio e al pros simo , di amore alla Santa Madonna, di amore al Papa e alla Chiesa” ( Lettere II, 237).

Sappiamo che l'attuale contesto culturale mondiale, per molti, il distacco tra fede e vita appare abbastanza accentuato e l'ispirazione evangelica sembra si vada indebolendo, credere e vivere la novità di vita donata dal batte simo è divenuto sempre più difficile.

Per fare fronte questa situazione, il Papa Giovanni Paolo II ha lanciato “ la Nuova Evangelizzazione , l'inculturazione e dialogo interreligioso ”, che prende sempre di più forma nella società, laddove la fede cristiana di molti si mostra debole.

A questo punto, per realizzare questo progetto, le opere, la testimonianza cristiana sono la via maestra! Mostrami le tue opere! (lettera di Giacomo).

Evangelizzazione attraverso le opere di carità

Se vogliamo indicare con il dito una comunità cristiano oggi, invitiamo le persone a venire a vedere come si amano, come si vogliono bene, come si servono a vicenda. Il mondo ha più bisogni di testimoni della fede, di operai della vigna piuttosto che dei maestri della fede. Ed è qui che si iscrive l'impegno del missionario nella vita sociale, nella vita politica , nell'economia e nello sviluppo verso una certa civiltà: quella dell'amore!

Qui ha senso i centri sanitari, scuole di ogni ordine e grado per l'istruzione, l'alfabetizzazione, centri culturali e di formazione per tutti che si moltiplicano. Tutte le categorie del popolo di Dio vi partecipa, operai, contadini, insegnanti, medici. L'evangelizzazione e la promozione umana con le opere della carità coincidono. Ed è ancora questo che caratterizzerà la presenza dell'Opera di San Luigi Orione nel mondo.

In questo contesto, i cristiani, in modo particolare i laici trovano sufficienti ragioni per offrire agli altri le ragioni della propria appartenenza nel mondo ed in quello ecclesiale stesso.

Per realizzare il mandato missionario, compito che tutti i cristiani sono chiamati a svolgere, occorrerebbe che tutti abbiamo una formazione sufficiente alla comprensione della parala di Dio (studi teologici per tutti, studi di diritto canonico per tutti, studi pastorali per tutti). In questo modo, oltre ad essere esperti dell'opere della carità, quando vengono interrogati su queste ragioni della loro appartenenza alla Chiesa e la loro fede in Cristo, sarebbero in grado di proclamare la Parola di Dio in tutti i modi: con la parola e con le opere.

Cosi ancora Don Orione si rivolgeva ai suoi:

“… I discorsi sono ormai inutili. Gesù dimostrava la sua celeste dottrina guarendo gli uomini e moltiplicando i pani; noi se vogliamo ancora essere creduti e fare del bene, dobbiamo guarire i popoli seminando a piene mani l'amore di Dio e degli uomini e moltiplicando la vita di Cristo in tutta l'umanità con opere di carità e seminando la nostra spingendoci sino al sacrificio di noi stessi per far rivivere Cristo nella sua divina carità.

Apriamo i nostri cuori e i nostri spiriti a questo nuovo apostolato, a questa aspirazione e a questa forza. Bisogna che questa nostra Congregazio­ne cresca e si moltiplichi e riempia la terra; sia come l'esercito nuovo della fede (Provvidenza) e della carità.

Armiamoci di carità e riusciremo nell'unità della Chiesa di Dio. E allora i popoli avranno la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Un esercizio di umiltà, di purezza, di fede, di carità [3] .

Ogni vita è un dono. Tutta la vita è un dono

Mi piace ricordare questo slogan tratto da una canzone di Gen Verde: tutta la vita è un dono, ogni momento! Il sevizio alla vita, per lo più quella debole: nell'immagine di un povero, nell'immagine di un malato, nell'immagine di un immaginato, disprezzato, umiliato, abbandonato! Anche un ignorante è un povero di spirito: Beati i poveri in spiriti….! La vita come dono di Dio non può morire, è sconfinata ed eternamente bella, non si fermerà. Qui possiamo ricordare la raccomandazione di Don Orione ai novizi:

Raccomandazione ai novizi: preferire i poveri, servire i poveri

Una dottrina che caratterizza l'opera Orionino è proprio dei santi è si fonda sulle parole di Gesù: “… quello che avete fatto ai più piccoli, l'avete fatto a me …”. Si tratta di vedere Gesù , in ogni pros simo , in modo particolare nei più bisognosi (nei poveri) poiché, in essi, è Cristo che è privato del necessario, che viene derubato, che soffre nella loro sofferenza o, semplicemente nella loro condizione di vita (infermi, i soldi, i ciechi, gli anziani).

“Oh se io potessi farvi vedere Gesù Cristo nei poveri”

“… Voi specialmente, o Novizi, pensate che foste prescelti e siete costà amorosamente custoditi e indirizzati a vita di santità e di carità : di santità per Voi e di carità tra di Voi e verso i più poveri nostri fratelli, nei quali vi dovete onorare di servire Gesù Cristo: amare i poveri è amare Gesù: servire i poveri è servire Gesù. E così giungerete alla perfezione nella carità che è santità, la carità che è amore di Dio e del pros simo , e dei più bisognosi. Oh se io potessi farvi vedere Gesù Cristo nei poveri! Nessuno di voi si rifiuterebbe di correre a fare i servizi anche più umili ai nostri poverelli, sapendo di servire Gesù Cristo stesso”!

Comunità San Luigi Orione in Africa

Può apparire strano ma è vero che il continente africano sembra rappresentare in modo in equivoco il volto sofferente di Cristo, il paralitico! Come si può spiegare oggi nell'era della globalizzazione che individui, famiglie, comunità e a dirittura un popolo, una nazione può vivere sotto la soglia del vivibile. Qualcosa è andato storto!! A chi la colpa? Sarà che Dio permette questa situazione per testare il grado di carità che i cristiani devono vivere nella nostra epoca: ero nudo e mi avete vestito, avevo fame e mi avete dato da magiare, ero in prigione e mi avete visitato e possiamo aggiungere – ero ignorante e mi avete istruito! Ero povero e mi avete salvato dalla mia miseria.

Io credo che l'opera del santo che molti di noi rappresentiamo nel mondo oggi, abbiamo delle grosse responsabilità: “portare il povero al nostro stesso livello per poi dialogare alla pari con lui. Povero si diventa così come ricchi si diventa! Il vangelo dei poveri è Vangelo della vita. Chi non desidera di vivere piuttosto che di morire?

Noi abbiamo una missione: quello di debellare la povertà nel mondo ma come fare? Sostituirci ai governi che hanno il doveri di servire il paese?

Una più ampia documentazione delle statistiche della presenza della Congregazione di San Luigi Orione in Africa sarà pubblicata nella versione completa di questa relazione. In tanto elenchiamo soltanto le nazioni in cui sono presenti.

Capo Verde ., Costa d'Avorio, Kenya, Madagascar; Mozambico; Togo.

Conclusione:

Le opere della carità al servizio della vita evengelizzano

Guardando la presenza orioniana in Africa, mi pare opportuno rilevare alcuni impegni che non possono essere trascurati:

  • Innanzitutto il servizio alla persona umana in modo particolare i più deboli, fragili e disagiati
  • Servizio alla vita in modo particolare quella nascente e quelle provate dalla natura e dalla privazione del necessario (centri sanitari, maternità, dissabilità, anziani e povertà.
  • La spiritualità di San Luigi Orione, presenta una sua visione della vita: servizio ai più poveri in cui emerge in modo particolare l'immagine di Cristo crocifisso e abbandonato
  • Si avverte il dilaniarsi di una cultura della vita radicata nella carità nell'amore. Dove è carità e amore, lì c'è Dio. Ecco perché voi avete intitolato le vostre istituzioni di aiuto: “fari di fede e di carità cristiana”, giacché attivano in chi aiuta e in chi è aiutato, il circolo vitale dell'amore.
  • Emerge che le opere della carità aprono giustamente gli occhi della fede e fanno intuire qualcosa di trascendente: ecco l'evangelizzazione vista da San Luigi Orione. E' quando sono debole che sono forte (così San Paolo).
  • In tutto questo va compreso l'impegno missionario dell'Opera della Divina Provvidenza e va compresa la 2Cultura della Vita proposta da San Luigi Orione.

Con San Luigi Orione, possiamo quindi elaborare una pedagogia della vita si si manifesta nella felicità resi ai deboli, ai poveri, ai bisognosi.

Con San Luigi Orione possiamo promuovere una cultura della pace, della legalità, della giustizia (dare ai bisognosi ciò che gli spetta – il diritto alla vita e non solo di essere ed esistere ma anche di avere, almeno il necessario); quindi una cultura del dono e della condivisione; Una cultura del rispetto delle differenze di genere e di situazioni sociali in particolare, una promozione della minoranza;

Con San Luigi Orione possiamo recuperare l'esperienza della prima comunità cristiana (ciò che avevano, le mettevano in comune); possiamo generare in molti quel senso del sacro, proprio dei Santi!

Con San Luigi Orione, è possibile perseguire l'educazione all''alterità – L'altro è mio fratello, è mia sorella!

Con queste frase del compianto Papa Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004, in occasione della proclamazione di San Luigi in Vaticano:

“Il cuore di questo stratega della carità fu " senza confini perché dilatato dalla carità di Cristo " ( ivi , 102,32). La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza.

Quest'umile figlio di un selciatore proclama che " solo la carità salverà il mondo " ( ivi , 62,13) e a tutti ripete che " la perfetta letizia non può essere che nella perfetta dedizione di sé a Dio e agli uomini, a tutti gli uomini " ( ivi ). (tratta dall'omelia Sesta Domenica di Pasqua, Vaticano, 16 maggio 2004)

Martin Nkafu Nkemnkia Genova, 20 giugno2008.

 

SCHEDA del Relatore :

MARTIN NKAFU NKEMNKIA è nato in Camerun il 11/11/1950 ; laureato in Filosofia (PhD); Laureato in S. Teologia (P.U.L.) (PhD). Professore incaricato presso la facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense ( Il Pensiero Africano; Filosofia e culture, Introduzione alla cultura africana ); Professore invitato nel Centro Interdisciplinare sulle Comunicazione Sociale ( Comunicazione interculturale ), Prof. Incaricato presso la Facoltà di Missiologia ( Religioni e cultura in Africa ) Pontificia Università Gregoriana; Prof. Incaricato presso la Facoltà di Storia e Beni Culturali ( L'Arte Religiosa Africana ). E' l'ideatore del neologismo “Vitalogia che disegna l'approccio africano al pensiero umano e alla realtà stessa, un approccio che si pone come analogo al concetto occidentale di “Filosofia”, da cui però si distingue. Membro del Comitato Ecclesiale Italiano per la Riduzione del debito estero dei paesi poveri (nomina della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana). Membro (cattolico) della consulta per lo studio di “Antropologia Teologica - Commissione Fede e Ordine della Conferenza Mondiale delle Chiese WCC.( Nomina Pontificium Concilium ad Christianorum Unitatem Fovendam ref. 437/2000/C DEL 28/1/2000. Già Membro della Commissione di Studio per l'approfondimento delle tematiche relative all'Educazione Interculturale nella Scuola Italiana del Ministero della Pubblica Istruzione, istituita con D.M. 25.6.97. Membro del Comitato Scientifico del Seminario: Globalisation and Catholic Higher Education – Hopes and challenges – Vatican City 2-6 December 2002.

 

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Note:

[1] Il papa continua, citando gli altri cinge santi che canonizza nella stessa occasione: “In questa luce mi piace contemplare i sei nuovi Santi, che la Chiesa addita oggi all'universale venerazione: Luigi Orione , Annibale Maria di Francia , Josep Manyanet y Vives , Nimatullah Kassab Al-Hardini , Paola Elisabetta Cerioli , Gianna Beretta Molla .

[2] In L II, pp.329ss. Questo brano è tratto da un messaggio di Don Orione, da Buenos Aires, nel 1936, in cui esorta i suoi benefattori e amici ad essere apostoli di Carità; Nel nome, 107.

[3] San Luigi Orione Scritti 55,165-166.

 

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