La carità compatisce gli altrui difetti e, se appena le è possibile, con un manto di amore li copre.
Giovedì, 20 Giugno 2019
21 Giugno 2008
Convegno Fari di fede e di civiltà - III COMUNICATO

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FARI DI FEDE E DI CIVILTÀ

CONVEGNO DELLA FAMIGLIA ORIONINA

(3° COMUNICATO)

Il Convegno studi della Congregazione di san Luigi Orione “ Fari di fede e di civiltà ”, iniziato ieri pomeriggio a Genova, è entrato nel vivo affrontando il tema della vita debole dal punto di vista medico e sociale. I circa 300 convegnisti, radunati nell'Aula magna della facoltà di medicina e chirurgia, hanno approfondito, in piena sintonia con le forme di aiuto alla vita di cui si fanno carico le istituzioni orionine, tre nuclei fondamentali: la vita in crescita (neonatale), la vita limitata (disabile) e la vita in declino (anziana).

La prima parte della mattinata si è caratterizzata per un notevole numero di interventi, su tematiche quali: la sinergia del neonato con il mondo circostante, le esigenze del neonato, la cura del neonato affetto da AIDS o da malaria nei Paesi in via di sviluppo… Nelle relazioni si è sottolineata la necessità di accompagnare le prime cure al neonato, specie quello soggetto a patologie, con interventi che prevedano cure mediche in sinergia con un ambiente relazionale ricco.

Nella seconda parte della mattinata si è affrontato il tema della disabilità e la necessità di una cura integrale dell'individuo: medica, psicologica, relazionale... Il punto a cui tendere – hanno sottolineato i relatori - è rendere il disabile il più autonomo possibile, aiutandolo a perseguire tutti gli obiettivi raggiungibili. Insieme all'acquisizione di abilità, vanno sviluppate anche cure che prolunghino il più possibile le abilità acquisite. Un tema particolarmente importante è stato quello dei malati in stato vegetativo affrontato dal dottor Guzzetti che opera nella struttura orionina di Bergamo. Le persone in stato vegetativo “ hanno perso ogni altra qualità, eccetto quella fondamentale di essere uomini ”. Chi è nella condizione vegetativa non è un morto ma semplicemente un grave disabile la cui sopravvivenza dipende dal nostro aiuto. Le cure dei parenti e del personale medico sono una vera e propria relazione riabilitativa per il malato in stato vegetativo.

Si è conclusa la mattinata toccando il tema della vita debole in quanto anziana , particolarmente attuale perché, come è risaputo, la società italiana si sta incamminando verso un invecchiamento progressivo. Circa il 20% degli italiani sono anziani e in Liguria, la regione che ospita il Convegno, addirittura il 27%, circa 400.000 unità. Dei circa 24.000 anziani liguri con patologie di demenza, l'80% è curato in famiglia. Le difficoltà di questa patologia sono legate alla incapacità relazionale, con fenomeni di solitudine quando la malattia diviene più acuta.

Tutte queste forme di vita debole sono state prese a carico, e lo sono tutt'ora, dalle istituzioni orionine nella loro ormai più che secolare esistenza. Come scriveva san Luigi Orione, la Congregazione accoglie e abbraccia tutti coloro che hanno un dolore, ma non hanno chi dia loro un pane, un tetto, un conforto: si fa tutta a tutti ”.

L'opera che più ha diffuso nel mondo il nome e la carità di Don Orione è il Piccolo Cottolengo (questo nome è stato voluto dallo stesso fondatore a ricordo del santo di Torino). I Piccolo Cottolengo più antichi sono quelli italiani, ma molti altri ne sono sorti in ogni parte del mondo. In Italia i più conosciuti sono il Paverano di Genova, con una capacità di accoglienza che supera le mille unità, e il Piccolo Cottolengo Milanese , che quest'anno festeggia il 75° di fondazione, dove il santo si recava ogni martedì per incontrare i suoi benefattori, così come avveniva ogni giovedì nel capoluogo ligure. A Tortona è conosciuto e apprezzato il Piccolo Cottolengo dei bambini , alcuni di soli pochi mesi di vita, dove la sofferenza viene trasformata in serenità dalle premure delle suore orionine e dei molti volontari che prestano con generosità il loro servizio. In Argentina brilla il Piccolo Cottolengo di Claypole voluto dallo stesso Don Orione nel 1934 durante il suo secondo viaggio in America Latina. Anche oggi, come ai tempi di Don Orione, il Piccolo Cottolengo non serra porte a chi bussa né chiede se abbia una fede o una religione, ma solo se abbia un dolore da lenire.

Altre forme di carità che si affiancano al Cottolengo sono: case di riposo, orfanotrofi, dimore per i meniños de rua , centri per alcoolisti… Le opere caritative, che durante il regime comunista non potevano essere erette, in questi ultimi anni sono diventate una forma di evangelizzazione che caratterizza anche la Polonia dove Don Orione inviò i suoi religiosi già nel 1903: particolarmente significativi sono l'ostello per i senzatetto di Czarna e la casa di accoglienza per i malati terminali di Wloclawek.

Molti sono anche i centri che si occupano dei bambini e della difesa - sempre più urgente, come è stato ribadito anche durante il Convegno - della vita nascente. In questo senso sono particolarmente significativi l'ospedale di Araguaina in Brasile dove nascono più di quattromila bambini ogni anno e la recentissima realizzazione “ L'abbraccio di Don Orione ” in Genova che ospita i neonati ospedalizzati in attesa di rientrare nella propria famiglia o di trovarne una nuova, posti sotto tutela del Tribunale dei Minori perchè abbandonati o sottratti alla propria famiglia che non è in grado di assicurare loro le minime ed essenziali cure.

Dopo una pausa per il pranzo, il Convegno è continuato con le relazioni della dott.ssa Olimpia Tarzia, dell'onorevole Carlo Casini e di sua Ecc.za Mons. Elio Sgreccia.

 

BEACONS OF FAITH AND CULTURE

CONFERENCE OF THE ORIONINE FAMILY

(3 RD COMMUNIQUE')

The Study Conference of the Congregation of Saint Luigi Orione, “ Beacons of faith culture ”, which opened yesterday afternoon at Genoa, moved into its hub session today, by looking at the theme of weak life from the medical and social points of view, The nearly 300 participants, gathered in the Hall of the medicine and surgery faculty, examined, in complete harmony with the manner of aiding life practiced in the Don Orione institutions, three fundamental hubs:: growing life (neonatal), restricted life (disabled) and fading life (old age).

The first half of the morning was marked by a good number of speeches, on subjects such as: the bond of the newborn with the world around him, the needs of the newborn, the care of babies with AIDS or malaria in the developing countries… The reports underlined the need to join the care of the newborn, especially those subject to illness, to actions which envisage therapies in harmony with a surrounding rich in relationships.

The second half of the morning was dedicated to the topic of disability and the need of a complete medical, psychological and relational care of the individual. The goal to reach – the speakers stressed – is to make the disabled as independent as possible, helping him to tackle all the objectives that can be attained. Together with the acquisition of ability, one needs to develop a type of care which makes the acquired abilities as permanent as possible. A particularly important topic was that of the persons in “vegetative state”, dealt with by Dr Guzzetti who practices in the Don Orione Centre of Bergamo . People in this state “ have lost every other quality, except the fundamental one, that of being people ”. Those in the vegetative condition are not dead but simply suffer from a serious disability and their survival depends on the help we give them. The care of the relatives and of the health staff constitute a true and proper relationship of rehabilitation for the sick person in this state.

The morning concluded with a look at the topic of weak life as old age , a very up to date topic in as much as the Italian society, as we all know, is gradually getting older. Around 20% of Italians are old and in Liguria , the region in which the conference takes place, the percentage is 27%, i.e. around 400.000. Of the nearly 24.000 people in Liguria who suffer from senile dementia, 80% are looked after in the family. The difficulties bound to this illness regard the inability to relate, which leads to solitude when the illness gets worse.

All these forms of weak life have been and are tackled by the Don Orione institutions throughout its more than one hundred years of existence. As Saint Luigi Orione stated, the Congregation “ welcomes and embraces all those who have a sorrow, but who have non one to feed them, to shelter, to comfort them: it does all it can for all people ”.

The work that has really spread the name and the charity of Don Orione around the world is the Little Cottolengo (this name was chosen by the founder himself, recalling the saint of Turin ). The oldest Little Cottolengos are in Italy , but many other have been opened in all the corners of the world. In Italy the best known are the Paverano of Genoa , with room to welcome over one thousand people, and the Little Cottolengo of Milan , which this year celebrates 75 years of foundation, and where the saint used to go every Tuesday to meet the benefactors, just as every Thursday he used to do the same in the ligurian capital. At Tortona there is the well known and much appreciated Little Cottolengo for children , some of whom are only a few months old. In it, the care given by the Don Orione Sisters and the generous services of the many volunteers turn the suffering into peace. In Argentina there shines the Little Cottolengo of Claypole opened by Don Orione himself in 1934, during his second journey to Latin America . Even today, as in Don Orione's times, the Little Cottolengo opens its doors to anyone who knocks, irrespective of faith or religion, as long as he has a pain to be soothed.

Other types of charity which operate alongside the Cottolengos are: homes for the elderly, orphanages, hostels for street children , centres for alcoholics,… The charitable works, which during the communist era could not function, in the last few years have become a form of evangelisation which characterises also Poland , where Don Orione sent his religious as early as 1903: especially meaningful are the hostel for the homeless of Czarna and the hospice for terminally ill people of Wloclawek .

There are also many centres that deal with children and the defence – ever more needed, as people stressed during the Conference – of life being born. In this sense, there are the very important hospital of Araguaina in Brazil in which more than four thousand babies are born each year and the most recent foundation “ The Embrace of Don Orione ” in Genoa which welcomes the hospitalised new born waiting to go home or to find a new family, because they are under guardianship of the courts, since they were abandoned or removed from the family which is unable to provide the basic and essential care.

After the break for lunch, the Conference continued with the reports of Dr Olimpia Tarzia, of the Europe MP Carlo Casini and of His Lordship Bishop Elio Sgreccia.

 

PHARES DE FOI ET DE CIVILISATION

CONGRES DE LA FAMILLE ORIONISTE

(3 ème COMMUNIQUE)

Le Congrès d'Etudes de Congrégation de saint Luigi Orione “Phares de foi et de civilisation”, commencé hier après-midi à Gênes, est entré dans le vif du sujet en affrontant le thème de la vie faible du point de vue médico-social. Les 300 congressistes environ, rassemblés, dans la grande salle de la faculté de médecine et de chirurgie, ont approfondi, en pleine syntonie avec les formes d'aide à la vie pris en charge par les institutions orionistes, trois noyaux fondamentaux : la vie en croissance (néonatale), la vie limitée (habile différemment) et la vie en déclin (les vieux).

La première partie de la matinée a été caractérisée par un nombre considérable d'interventions, sur des thèmes comme : la synergie du nouveau-né avec le monde ambiant, les exigences du nouveau-né, le soin des nouveau-nés affectés par le SIDA ou par le paludisme dans les Pays en voie de développement… Dans les interventions ont été mis en évidence la nécessité d'accompagner le nouveau-né des premiers soins, particulièrement celui affecté de pathologie, par des interventions qui prévoient des soins médicaux en synergie avec un milieu riche relationnellement.

Dans la seconde partie de la matinée, a été affronté le thème de l'handicap ou des personnes habiles différemment et la nécessité de soin intégral de l'individu : médical, psychologique, relationnel… Le point vers lequel tendre — ont souligné les intervenant — est rendre la personne différemment habile le plus d'autonome possible, l'aidant à poursuivre tous les objectifs qu'il peut atteindre. Avec l'acquisition de nouvelles habiletés, doivent être développé aussi les soins qui prolongent le plus possible les habiletés acquises. Un thème particulièrement important a été celui des malades en état végétatif présenté par le Dr Guzetti qui travaille dans la structure orioniste de Bergame. Les personnes en état végétatif “ ont perdu tout autre qualité, excepté celle fondamentale d'être humain ”. Qui est en état végétatif n'est pas un mort mais simplement un handicapé gravé dont la survie dépend de notre aide. Les soins des parents et du personnel médical sont une vraie et propre relation réhabilitante pour le malade en état végétatif.

La matinée s'est achevée en touchant le thème de la vie faible comme vieille, particulièrement actuel parce que, comme nous le savons, la société italienne est en train de marcher vers un vieillissement progressif. Environ 20% des italiens sont vieux et dans la région de la Ligurie, celle qui accueille le Congrès, nous arrivons jusqu'à 27%, soit environ 400.000. Des 24.000 vieux déments environ, 80% sont ténus en famille. Les difficultés de cette pathologie sont liées à l'incapacité relationnelle, avec des phénomènes de solitude quand la maladie devient plus grave.Toutes ces formes de vie faible ont été prises en charge, et le sont encore aujourd'hui, par les institutions orionines dans leur existence désormais plus que séculaire. Comme l'écrivait Don Orione, la Congrégation «  accueille et étreint tous ceux qui ont une douleur, mais qui n'ont personne pour leur donner du pain, un toit, un soutien : elle se fait toute à tous.  »

L'œuvre qui a le plus répandu dans le monde le nom et la charité de Don Orione est le Petit Cottolengo (ce nom a été voulu par le fondateur lui-même en souvenir du saint de Turin). Les Petit Cottolengo les plus anciens sont ceux italiens, mais beaucoup d'autres sont nés partout dans le monde. En Italie, les plus connus sont le Paverano de Gênes, avec une capacité d'accueil qui dépasse les mille lits, et le Petit Cottolengo Milanais, qui cette année fête les 75 ans de sa fondation, où le saint se rendait chaque mardi pour rencontrer ses bienfaiteurs, comme il le faisait chaque jeudi dans le chef-lieu de la Ligurie. A Tortona, est connu et apprécié le Petit Cottolengo des enfants , certains de justes quelques mois seulement de vie, où la souffrance est transformée en sérénité par les attentions des sœurs orionistes et des volontaires qui y prêtent généreusement leur service. En Argentine, brille le Petit Cottolengo de Claypole voulu par Don Orione lui-même en 1934 durant son deuxième voyage en Amérique Latine. Encore aujourd'hui comme au temps de Don Orione, le Petit Cottolengo ne ferme pas la porte à qui frappe à sa porte ni ne demande s'il a une foi et une religion, mais seulement s'il a une douleur à calmer.

Les autres formes de charité qui sont à côté des Cottolengo sont : les maisons de repos, les orphelinats, résidence pour les enfants de la rue , des centres de désintoxication pour alcooliques… Les œuvres caritatives, qui durant le communisme, ne pouvaient pas être érigés, dans ces dernières années sont devenues une forme d'évangélisation qui caractérise même la Pologne où Don Orione avait envoyé ses religieux déjà dans les années 1903. Sont particulièrement significatifs les logis pour sans-toit de Czarna et la maison d'accueil pour les malades en fin de vie de Wloclawek.

Nombreux sont aussi les centres qui s'occupent des enfants et de la défense — toujours plus urgente, comme cela a été rappelé même durant le Congrès — de la vie naissante. En ce sens sont vraiment très significatifs l'hôpital d'Araguaina au Brésil où naissent plus de quatre mille enfants chaque année et la très récente réalisation «  l'étreinte de Don Orione  » à Gênes qui accueille les nouveau-nés hospitalisés en attente de rentrer dans leur famille ou d'en trouver une nouvelle, mis sous la tutelle du Tribunal des Mineurs parce qu'abandonnés ou enlevés à leur famille propre qui n'est pas en mesure de leur assurer les soins minimum et essentiels.

Après la pause pour le déjeuner, le Congrès s'est poursuivi avec les interventions du Dr Olimpia Tarzia, de l'honorable Carlo Casini et de son Excellence Mgr Elio Sgreccia.

 

Światła wiary i cywililazji

Sympozjum Rodziny Oriońskiej

(Komunikat 3)

 

Sympozjum zorganizowane przez grupę studiów Zgromadzenia św. Alojzego Orione i mające za temat: „Światła wiary i cywililazji”, które rozpoczęło się wczoraj w Genui, weszło w decydującą fazę stawiając czoła tematowi wątłego życia z punktu widzenia medycznego i społecznego. 300 uczestnikw, zebranych w Aula magna fakultetu medycyny i chirurgii zgłębiało w pełnej harmonii z formami wspomagania życia, które promują instututy oriońskie, trzy grupy tematyczne: życie wzrastające (nowonarodzeni), życie ograniczone (niepełnosprawni), i życie u schyłku (starość).

Pierwsza część poranka była nacechowana znaczną liczbą wystąpień na takie tematy, jak: łączność noworodka z otoczeniem, wymogi noworodków, leczenie noworodków dotkniętych AIDS, czy malarią w krajach rozwijających się... W konferencjach podkreślono konieczność powiązania początkowego leczenia z noworodkami, zwłaszcza z tymi dotkniętymi przez różne patologie, poprzez zabiegi, które pociągają za sobą leczenie medyczne w harmonii z otoczeniem bogatym w relacje.

W drugiej części przedpołudnia podjęto temat niepełnosprawności i konieczności integralnego leczenia osób: w apsekcie medycznym, psychologicznym i relacyjnym... Celem, do jakiego dąży się, podkreślili prelegenci, jest uczynienie niepełnosprawnego możliwie najbardziej samodzielnym, pomagając mu osiągnąć wszystkie cele możliwe do osiągnięcia. Razem z osiągnięciem sprawności, należy rozwijać również opiekę, która wydłuży, na ile to możliwe, zdobyte sprawności. Szczególnie ważnym tematem, który rozważano, byli chorzy w stanie wegetatywnym , który został przedstawiony przez dra Guzzetti, pracującego w Instytucie oriońskim w Bergamo. Osoby w stanie wegetatywnym „ utraciły wszystkie atrybuty z wyjątkiem tego podstawowego, którym jest bycie człowiekiem ”. Kto znajduje się w stanie wegetatywnym nie jest martwy, jest niepełnosprawny w stopniu głębokim, którego życie zależy od naszej pomocy. Opieka rodziny i personelu medycznego są prawdziwą relacją rehabilitacji dla chorego w stanie wegetatywnym.

Przedpołudnie zakończyło się tematem słabego życia u osób starszych , aktualnego tym bardziej, że, jak wiadomo, społeczeństwo kroczy w keirunku progresywnego starzenia się. Ok. 20% włochów, to osoby starsze, które żyją w Ligurii, to właśnie w tym regionie odbywa się nasze Sympozjum, aż 27%, tj. ok. 400.000. Z około 24.000 osób starszych, to osoby z demencją z Ligurii, 80% jest leczone w rodzinach. Trudności z tej dziedziny patologii są powiązane z niezdolnością relacjonowania się, ze zjawiskiem smotności, gdy choroba się pogłębi.

Wszystkie te formy wątłego życia stały się przedmiotem zainteresowania i są nim do dziś w Instytutach Oriońskich w ich już ponad jednowiekowej egzystencji. Ks. Orione pisał, że Zgromadznie „ przygarnia i obejmuje wszystkich tych, którzy mają jakikolwiek ból, a nie mają kto by im dał chleba, dach nad głową, pociechę: staje się wszystkim dla wszystkich ”.

Dzieło, które najbardziej rozpowszechniło w świecie imię i dzieła miłosierdzia ks. Orione, to Małe Kottolengo (to sam Założyciel chciał tego imienia, aby przypominało Świętego z Turynu). Najstarsze Małe Kottolenga są we Włoszech, ale powstało ich wiele w różnych zakątkach świata. We Włoszech najbardziej znane, to: Paverano w Genui, które może gościć ponad tysiąc osób i Małe Kottolengo w Mediolanie , które świętuje w tym roku swe 75-lecie założenia, do którego Święty udawał się w każdy wtorek, aby spotykać się ze swoimi dobrodziejami, tak jak to miało miejsce w każdy czwartek w stolicy Ligurii. W Tortonie znane jest i cenione Małe Kottolengo dla dzieci , wśród których niektóre mają zaledwie kilka misięcy, gdzie cierpienie przemienia się w pogodne zatroskanie ze strony sióstr orionistek i wielu wolontariuszy, którzy ze wspaniałomyślnością wykonują swą posługę. W Argentynie wyróżnia się Małe Kottolengo w Claypole, chciane przez samego Ks. Orione w 1934 r., podczas jego drugiej podróży do Ameryki Łacińskej. Również i dziś, tak jak w czasach ks. Orione, Małe Kottolenga nie zamykają drzwi dla tych, którzy do niego pukają, ani nie pytają, czy jest się wierzącym, czy wyznaje się jakąś religię, ale tylko, czy ma się jakiś ból do wylczenia.

Inne rodzaje dzieł miłosierdzia, które występują obok Kottolengo, to: domy emeryta, domy dla sierot, domy dla nieletnich dzieci z ulicy , domy dla alkoholików... Dzieła miłosierdzia, które w czsie reżimu komunistycznego nie mogły powstawać, w ciągu tych ostatnich lat stały się nowymi formami ewangelizacji, które są charakterystyczne również dla Polski, do której ks. Orione posłał swoich zakonników już w 1923 r. Wśród najważniejszych wspominamy Dom dla Bezdomnych w Czarnej i Hospicjum dla chorych terminalnie w Wolominie.

Jest też wiele ośrodków, które zajmują się dziećmi i obroną rodzącego się życia, która staje się coraz częściej sprawą pilną, jak to zostało podkreślone również i podczas naszego Sympozjum. W tym sensie, nabiera szczególnego znaczenia Szpital w Araguainie w Brazylii, gdzie rodzą się ponad cztery tysiące dzieci rocznie oraz najnowsze dzieło „ W ramionach ks. Orione ” w Genui, które wychodzi naprzeciw hospitalizowanym noworodkom będącym w oczekiwaniu na powrót do własnej rodziny, lub na znalezienie nowej. Jest to miejsce znajdujące się pod opieką Sądu dla nieletnich, ponieważ są to dzieci opuszczone, bądź odebrane rodzinom, które nie są w stanie zapewnić im minimalnej i podstawowej opieki.

Po przerwie obiadowej wytąpili na Sympozjum dr Olimpia Tarzia, Carlo Casini i J.E. abp. Elio Sgreccia.

 

FAROL DE FÉ E DE CIVILIZAÇÃO

CONGRESSO DA FAMÍLIA ORIONITA

(3° COMUNICADO)

O Congresso de estudos da Congregação dos Filhos da Divina Providência e das Pequenas Irmãs Missionárias da Caridade, de São Luís Orione “ Farol de fé e de civilização ”, iniciado ontem a tarde em Gênova, entrou ao vivo afrontando o tema da vida frágil partindo do ponto de vista médico e social. Por volta de 300 congressistas, reunidos na Sala Magna da faculdade de medicina e cirurgia, aprofundaram três núcleos fundamentais, em plena sintonia com as várias formas de ajuda à vida da qual as instituições orionitas se ocupam: a vida em crescimento (recém nascido), a vida limitada (portadora de necessidades múltiplas) e a vida em declínio (ancianidade).

A primeira parte da manhã foi caracterizada por um notável número de palestras, sobre os seguintes temas: a sinergia do recém nascido com o mundo que o rodeia, as exigências do recém nascido, o cuidado ao recém nascido portador de HIV ou da malária nos países subdesenvolvidos... Nas relações apresentadas foi reforçaqda a necessidade de acompanhar os primeiros cuidados ao recém nascido, principalmente àquele propenso a patologias, com cuidados médicos em sinergia com um rico ambiente de relações.

Na segunda parte da manhã o tema desenvolvido foi da deficiência e da necessidade de cuidado integral do indivíduo: médico, psicológico, relacional...

Os palestrantes reforçaram a importância de fazer com que o portador de necessidades múltiplas seja o mais autônomo possivel, ajudando-o a perseguir todos os objetivos ragiungíveis. Juntamente com o aquisto da habilidade, vêm desenvolvidas também alguns tratamentos que prolonguem a possibilidade das habilidades aquistadas. Doutor Guzzetti relatou um tema de particular importância, aquele do estado vegetativo , sendo que trabalha com estes pacientes na estrutura orionina de Bérgamo. As pessoas em estado vegetativo “ perdem toda a qualidade de vida, exceto aquela de ser homem ou mulher” . Quem se encontra na condição vegetativa não é um morto, mas simplesmente uma pessoa gravemente doente, que depende totalmente da nossa ajuda para sobreviver. A atenção dos familiares e dos médicos é uma verdadeira relação de reabilitação para um doente em estado vegetativo.

A conclusão desta manhã teve como tema a vida fragil na ancianidade, particularmente atual, porque, como é do nosso conhecimento, a sociedade italiana está se encaminhando a um envelhecimento progressivo. Cerca de 20 % dos italianos são anciãos e na região da Ligúria, que é onde estamos realizando este Congresso os anciãos são 27%, por volta de 400.000. Dos 24.000 anciãos com problemas mentais nesta região, 80% são cuidados pela família. As dificuldades desta patologia estão ligadas às incapacidades de relação, com fenômenos de solidão quando a doença se agrava.

Em todas estas formas de fragilidade da vida foram e o são ainda hoje, empenhos das instituições orionitas no decorrer da sua existência. Como São Luís Orione, as Congregações por ele fundadas “acolhem e abraçam todos aqueles que tem uma dor, mas não tem quem de a eles um pão, um teto, um conforto: se faz tudo para todos”.

A obra que mais difundiu no mundo o nome e a caridade de Dom Orione é o Pequeno Cotolengo (nome escolhido pelo ele próprio recordando o santo de Torino: São José Benedito Cotolengo). Os Pequenos Cotolengos mais antigos são aqueles italianos, porém tantos outros foram abertos em várias partes do mundo. Na Itália os mais conhecidos são: Paverano de Gênova, com uma capacidade de acolhimento para mais de 1000 pessoas, e o Pequeno Cotolengo de Milão, que este ano festeja os 75 anos de fundação, onde Dom Orione ia toda terça-feira para encontrar os benfeitores, e pelo mesmo motivo vinha a Gênova toda quinta-feira. Em Tortona, è muito conhecido e apreciado o Pequeno Cotolengo das crianças, algumas com poucos meses de vida, onde o sofrimento se trasforma em serenidade pelo empenho das Irmãs orionitas e dos tantos voluntários que com generosidade doam ali o seu serviço. Na Argentina brilha o Pequeno Cotolengo de Claypole , desejado pelo próprio Dom Orione em 1934, durante a sua segunda viagem na América Latina. Ainda hoje, como nos tempos de Dom Orione, o Pequeno Cotolengo não fecha as portas a quem bate, nem pergunta se tem fé ou uma religião, mas somente se tem uma dor a ser curada.

Algumas outras formas de caridade realizadas são: casas de repouso, orfanatos, casas para meninos de rua, centros para alcólatras... as obras caritativas, que durante o regime comunista nao podiam existir, nestes últimos anos se tronaram uma forma de evangelização que caracteriza também a Polônia onde Dom Orione enviou os seus religiosos em 1903: tem significado particular o albergue para os moradores de rua de Czarna e a casa de acolhida para os doentes terminais de Wloclawek.

São muitos os centros que se ocupam das crianças e da defesa da vida nascente – cada vez mais urgente, como foi falado fortemente neste Congresso. Neste sentido è muito significativo o trabalho desenvolvido no Hospital de Araguaína, no Brasil, onde nascem mais de 4.000 crianças por ano e a mais recente realização “ O abraço de Dom Orione ” em Gênova que hospeda os recém nascidos hospitalizados em espera de poder retornar junto à sua família ou de encontrar uma nova família, crianças que estão sob a tutela do Tribunal de Menores porque abandonados ou retirados da família que nao tem condições de assegurar a eles o mínimo e essencial para os devidos tratamentos que necessitam.

Depois de uma apusa para o almoço, o Congresso continuou com os expositores: dt. Olimpia Tarzia, do honrado Carlo Casini e do Bispo Dom Elio Sgreccia.

 

 

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