Sono nelle mani di Dio, non potrei essere in mani più sicure.
Venerdì, 24 Gennaio 2020
15 Gennaio 2007
Incontro di formazione (Roma: 3- 5 gennaio 2007)

Documento senza titolo

Anche quest'anno dal 3 al 5 di gennaio 2007, il gruppo delle giovani ha partecipato, a Roma, al Convegno organizzato dal Centro Nazionale Vocazioni sul tema : “ Quale presbitero per una comunità cristiana a servizio di tutte le vocazioni? ” Il tema fissato avrebbe potuto scoraggiare la partecipazione di chi presbitero non è ed invece oltre al nostro piccolo gruppo erano presenti rappresentanti di ogni tipo di vocazione e tutti erano perfettamente in sintonia e a proprio agio, al di là del titolo dato al Convegno. Molto opportunamente nella preghiera di inizio si è sottolineato che ogni chiamata, ogni vocazione è una delle note della sinfonia composta da Dio stesso. Sotto l'altare è stato disegnato un pentagramma nel quale un rappresentante di ogni vocazione ha posto una nota musicale: c'era la nota dei chiamati alla vita matrimoniale e familiare, la nota dei chiamati alla vita consacrata e quella dei chiamati alla vita monastica, nonché quella dei chiamati alla vocazione missionaria e negli istituti secolari, ed infine la nota dei chiamati al sacerdozio ministeriale. “ E' lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri…al fine di edificare il corpo di Cristo ” (cfr Ef 4,11-13). Tutte le note erano precedute dalla chiave di violino: essa rappresentava Cristo. Come ogni nota trae la sua identità dalla chiave che viene posta all'inizio del pentagramma e, di conseguenza, dalla posizione che assume sul pentagramma così Cristo dona ad ognuno il proprio posto nella Chiesa e pone tutti nella comunione che si esprime non attraverso l'uniformità ma attraverso la varietà dei carismi e degli stati di vita. Da qui lo slogan: “ La tua vita per la Sinfonia del Sì” formulato dal CNV come sintesi della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni del prossimo 29 aprile 2007 e in sintonia con il messaggio di Benedetto XVI per la 44 a GMPV incentrato sul tema: Le vocazioni nella Chiesa comunione.

Le relazioni degli autorevolissimi relatori pur dando rilievo al ruolo del presbitero contenevano in modo esplicito un appello ad ogni credente a spendersi nell'accompagnamento spirituale e vocazionale. Poiché ciò che oggi è in crisi non è la vocazione ma la sua educazione: c'è crisi di paternità spirituale in senso lato. E da tale paternità non può essere latitante chiunque abbia conosciuto la voce ed il volto di Dio.

Un dato deve farci riflettere:dalle statistiche riportate dal Prof Franco Garelli (Preside della Facoltà di Scienze politiche - Università degli Studi di Torino) nella sua relazione,dal titolo “Chiamati a scegliere: i giovani di fronte alla vocazione”, è emerso che almeno un milione di giovani si sono posti almeno una volta nella vita l' interrogativo vocazionale e, di questi, almeno duecentomila l'hanno coltivato dentro di loro per almeno due o tre anni… ma non hanno poi trovato l'interlocutore adatto con cui “far crescere” quel piccolo seme che sarebbe potuto diventare un albero! Non c'è crisi vocazionale, ha più volte sottolineato padre Amedeo Cencini (Docente dei Corsi di accompagnamento personale e Formazione Permanente presso l'Università Pontificia Salesiana “UPS”), bensì crisi di accompagnamento vocazionale! E questo non può lasciarci tranquilli… Se il seme della vocazione ha prodotto in noi i suoi frutti ed è divenuto un albero, come possiamo permettere che altre persone non trovino in noi quei rami su cui potersi posare per trovare quel sostegno, quell'incoraggiamento, quella testimonianza gioiosa che permette di affrontare scelte vocazionali impegnative ma che realizzano in pienezza?

Presbiteri, consacrati, religiosi, laici, chiunque abbia fatto esperienza di Gesù deve impegnare la propria vita nel “seminare” il Verbo sempre senza pretendere anche di raccogliere, deve seminare ovunque e comunque, nel cuore di chiunque. Presbiteri, consacrati, religiosi, laici, chiunque abbia fatto esperienza di Gesù deve farsi compagno di strada, sull'esempio di quanto accadde ad Emmaus, senza aver paura di prendere l'iniziativa e di fare proposte impegnative, con l'umiltà di Giovanni Battista perché sia “Lui a crescere e noi diminuire”, imparando ad identificare i luoghi, i momenti, le situazioni, le attese che soprattutto i giovani considerano condizioni di vita e aiutarli a tirar fuori ciò che c'è nei cuori, portandoli a cogliere l'immenso bisogno di Dio che c'è in tutti e a riconoscere il Maestro Gesù come via, verità e vita.

Padre Amedeo Cencini ha dichiarato : “ Ogni persona ha diritto di passarci accanto e di ricevere da noi una Parola che faccia vivere e che provochi decisioni e scelte”

Lia e Rosita

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