Gesù è venuto nella carità, non con la eloquenza, non con la forza, non con la potenza, non col genio, ma col cuore, con la carità.
Giovedì, 9 Febbraio 2023
18 Ottobre 2011
SUPERIORE GENERALE: Barranqueras, una città del Chaco che vibra con Don Orione

Barranqueras mi ha accolto nei tre giorni di visita con un clima mite e con gente calorosa . Mi hanno detto che, dopo Don Orione, sono il primo Superiore generale che giunge a Barranqueras. La sorpresa, l’entusiasmo e le giornate piene di incontri di ogni tipo ne sono stati i segni eloquenti.

La presenza degli Orionini a Barranqueras iniziò nel 1943, in risposta ai tanti appelli del Vescovo e al desiderio del cuore apostolico di Don Orione, ferito dalla mancanza di sacerdoti: “Qui il Chaco è ritenuto peggio che la Patagonia, c’è tutto tutto tutto da fare, c’è tutto da soffrire, c’è tutto da sacrificarsi per il Signore, per le Anime, per la S. Chiesa”.
La gente di Barranqueras ricorda che qui Don Orione sostò, quando viaggiò in nave risalendo il grande fiume Paranà per raggiungere il Chaco. Il 25 giugno 1937 sbarcò proprio a Barranqueras, il porto di Resistencia, e con un’auto raggiunse la vicina capitale per andare subito a salutare il vescovo Mons. Di Carlo.


Dopo la breve sosta, soltanto poche decine di minuti, proseguì verso Saenz Peña, seconda città del Chaco, a 200 chilometri più nell’interno.
A Barranqueras ripassò la mattina del 26 giugno, quando in treno ritornò da Saenz Peña a Resistencia.
«Vi giunsi verso le 17. Alla stazione stava ad aspettarmi il Vescovo, Monsignor Nicola Di Carlo… Fui condotto alla casa del Vescovo, non oso dire “episcopio”. “È un Vescovo missionario, zelantissimo, tutto ardore, vero carattere di meridionale d’Italia”, scrive Don Orione che dal Vescovo stesso fu condotto a conoscere la città “perché vedessi quanto è grande. Conta ora più di 50.000 abitanti solo nel centro. E ha una chiesa sola, non grande e non bella, e soltanto tre sacerdoti, compreso il Vescovo: tre apostoli; il Vescovo poi è di un dinamismo da San Paolo”.

La sera stessa, fu accompagnato da Don Corti, missionario nativo di Voghera, a Corrientes, città vicina sulle rive del fiume Paranà. A Corrientes fu accolto affettuosamente da Monsignor Vicentin, argentino, figlio di friulani. Di lì, come sappiamo, proseguì in auto fino a Itatì, da dove, il 29 giugno, riprese il battello (“Iguazù”), verso l’una della notte:«Lo accompagnammo al battello che andava verso Corrientes e che passa tutte le notti.

Già lo sapevo, ma ne ho avuto conferma: Barranqueras è una città di 60.000 in cui vibra particolarmente il ricordo e l’affetto orionino. Isabel, la responsabile del Movimento Laicale Orionino, che mi ha accompagnato per una visita alla città, mi ha fatto notare come sui negozi e nelle strade appaia spesso il nome di Don Orione. "Anche un negozio di ebrei è dedicato a Don Orione".

A Barranqueras, ora abbiamo una grande parrocchia di circa 30.000 abitanti con una bella chiesa, che è anche santuario diocesano, dedicata all'Immacolata.
Oltre alla sede centrale vi sono otto “cappelle-comunità” nella periferia più povera.

Mi attendevano in ciascuna di queste comunità, alla porta della loro cappella, fieri della visita del successore di Don Orione. Questa prerogativa copriva ogni altra considerazione e interesse, tanto è viva la loro devozione al Santo.
In ciascuna ho potuto lasciare un saluto, un’incoraggiamento alla fede, una reliquia, un rosario e la benedizione “nel nome di Don Orione”. E’ stato un giro un poco faticoso per strade sterrate ma mi ha fatto tanto bene all’anima.

Alla sera ho incontrato tutti i collaboratori della pastorale della parrocchia notando fervore, interesse, ascolto attento. Ho parlato loro di Don Orione “stratega della carità” nella sua missione in Italia e nel mondo. “Accanto a un’opera di culto sorga un’opera di carità”: hanno preso questa indicazione di Don Orione come il messaggio di tutto l’incontro e c’è da pensare che lo attueranno con serietà.

Di opere di carità per i più poveri già ce ne sono a Barranqueras, soprattutto la Scuola infatile, la Primaria e la Secondaria, il “Centro de dia” presso la cappella San Rocco e l'Hogar-Guarderia delle nostre Piccole Suore Missionarie della Carità, con un’ottantina di bambini dai 2 ai 12 anni in situazioni di abbandono.

C'è stato un momento di incontro con tutti i ragazzi delle scuole, dai più piccoli ai più grandi, sempre con tante domande sui più diversi temi, ma soprattutto per conoscere Don Orione. I piccoli orionini di qui si sono messi in contatto via skype con i piccoli orionini di Roma. E poi ho incontrato i giovani del MJO e i laici del MLO; c'è pure un gruppetto di oblazione e alcune vocazioni in cammino con l'ISO.
Come ho già detto ci sono le Piccole Supre Missionarie della Carità, con un'Hogar tanto benemerito e apprezzato. Insomma, a Barranqueras, c'è tutta la fioritura della Famiglia Orionina.

Ho percepito uno speciale entusiasmo orionino. Del resto, le "barranqueras" - da cui prese nome la città - erano le donne che lavavano i panni sul bordo del fiume. Sì, come le famose "lavandaie" di San Bernardino a Tortona, entusiaste di Don Orione tanto da alzare i loro zoccoli in sua difesa.

Don Flavio Peloso

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