Se la prima eco del passaggio di un santo è la fama di santità, la seconda e più duratura eco è la sequela di santità, cioè il fatto che molti discepoli diventano santi "come lui".
Don Orione ha aperto una "scuola di santità" non solo perché ha vissuto e trasmesso dei contenuti nuovi di spiritualità, ma soprattutto perché ha avuto… molti allievi. Non pochi di questi allievi hanno raggiunto alti livelli nella "sapienza di Cristo"; alcuni sono stati promossi a pieni voti nella eroicità delle virtù.
Se la Congregazione ha promosso le cause di canonizzazione di Don Orione e di altri suoi allievi, i santi di Famiglia, è perché, alla loro scuola, noi allievi di oggi, religiosi, suore, laici e cristiani del nostro tempo, possiamo meglio apprendere e percorrere la via della santità.
Voglia il Signore farci riscoprire una santità impegnativa, esigente, nello stile del Fondatore. Quando noi orionini parliamo di santità, non ci rifacciamo ad un luogo comune, ad una frase di comodo. Non si tratta di essere buoni e pii in sagrestia ed assenti o innocui nel mondo. La santità di Don Orione non è convenzionale, ma è fuoco, è dinamite. Tutti conosciamo la classica pagina del fondatore, nella quale descrive una santità che non appartiene solo al culto dei fedeli, ma che getta tanto splendore di luce nella società.
"Ogni nostra parola dev'essere un soffio di cieli aperti:
tutti devono sentire la fiamma che arde nel nostro cuore
e la luce del nostro incendio interiore; trovarvi Dio e Cristo.
La nostra devozione non deve lasciar freddi e annoiati
perché dev'essere pienamente tutta viva e piena di Cristo.
Dobbiamo essere santi, ma farci santi tali,
che la nostra santità non appartenga solo al culto dei fedeli,
né stia solo nella Chiesa,
ma trascenda e getti nella società tanto splendore di luce,
tanta vita di amore di Dio e degli uomini,
da essere, più che i santi della Chiesa,
i santi del popolo e della salute sociale.
Dobbiamo essere una profondissima vena di spiritualità mistica
che pervada tutti gli strati sociali:
spiriti contemplativi e attivi "servi di Cristo e dei poveri".
Anime! Anime!
Avere un gran cuore e la divina follia delle anime!
Se manca entusiasmo vero, se manca una forza interiore che dà vita nuova, se manca questa "marcia in più" che aveva Don Orione, penso che il meglio di noi rimarrà inespresso. Chissà che il Signore, vedendo la nostra umana impotenza, assieme alla nostra buona volontà, non ci venga incontro con qualche beatificazione per indicarci la strada vera da percorrere!
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