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Venerdì, 12 Agosto 2022
13 Febbraio 2013
BENEDETTO XVI: Ingravescente aetate, l'ablativo assoluto delle dimissioni
"Ingravescente aetate" non significa solo "per l'età avanzata".

«Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum”: sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino».

Nella famosa Declaratio del mattino dell’11 febbraio 2013, “ingravescente aetate” è stato tradotto con “per l'età avanzata”.

L'espressione “ingravescente aetate” è molto più significativa del generico “età avanzata”. Nel verbo latino “ingravescere” c’è il senso di una progressiva e ineluttabile azione dell’età che “grava”, che “pesa” sempre più sulla persona. Benedetto XVI ha usato questa espressione per dire “ormai è troppo”, “proprio non ce la faccio più”, “le mie forze non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.

E' stato subito scritto che quell’ablativo assoluto viene da Cicerone. Lo scrittore latino riconosceva nella “ingravescente aetate” una delle cause dell’indebolirsi dell’amicizia (De Amicitia, 33).

Ma forse la citazione più precisa e anche il contesto esistenziale più simile a quello di Benedetto XVI si ritrovano in un testo di Eutropio, tratto dal Breviarium ab Urbe condita. Egli dice che l’imperatore Diocleziano, assieme a Erculio suo collaboratore, ingravescente aetate et senectute appropinquante”, giunsero alla decisione di deporre le insegne del potere (insignibus imperii depositis) e di ritirarsi a vita privata (in privatam vitam concederent). Pertanto, dopo uno splendida manifestazione trionfale a Roma (Augustus igitur, splendido triumpho in Urbe acto), nello stesso giorno, l’imperatore  lasciò il potere (eodem die imperium abdicavit).

La modalità del ritiro descritta da Eutropio è alquanto diversa da quella che sta realizzando Benedetto XVI. Egli continua al suo posto di lavoro, con tutti gli impegni ordinari, fino all’ultima ora, alle 20 del 28 febbraio prossimo.

Resta il fatto che quell’ablativo assoluto, “ingravescente aetate”, è la ragione vera e dolente delle dimissioni di Benedetto XVI. Resterà a lungo impresso nella memoria affettiva e letteraria perché è la parola chiave del testo tanto solenne e sorprendente di Benedetto XVI ed è il motivo della sua grave e per tutti sofferta decisione.

DFP

 

Vedi: GRAZIE BENEDETTO XVI. La Famiglia Orionina vicina con affetto.

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