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Martedì, 5 Marzo 2024
22 Novembre 2012
ASSEMBLEA GENERALE USG: I Superiori generali riuniti per riflettere e trasmettere il Sinodo
Seconda giornata dell'Assemblea generale semestrale. I 120 Superiori generali hanno riflettuto con il prof. Stefano Zamagni su "Implicanze della crisi ecomica sulla vita consacrata".

Al Salesianum di Roma, dal 21 al 23 novembre, è in corso l’assemblea semestrale dell'Unione Superiori Generali (USG), che ha per tema “Nella fedeltà evangelizziamo e testimoniamo”. Al convegno partecipano Don Flavio Peloso, superiore generale, con il consigliere-economo generale Don Fulvio Ferrari.

 

Riportiamo una informazione di Don Flavio Peloso.

 

Sono tre i temi principali nel programma:  1) la ripresa dei contenuti del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova evangelizzazione per assumerne e trasmettere lo spirito e le grandi scelte nelle congregazioni religiose; 2) l’approfondimento su Crisi economica e implicanze per la vita consacrata; 3) il rinnovo del Comitato direttivo dell’USG e delle varie rappresentanze presso i Dicasteri vaticani.

La giornata del 22 novembre è stata dedicata all'approfondimento del tema “Crisi economica e implicanze per la vita consacrata”. Relatore stato il professor Stefano Zamagni dell'Università di Bologna, economista di fama internazionale, molto apprezzato per la sua competenza, lucidità di analisi e saggezza di orientamenti.  

“ La storia dell'economia insegna che avvengono crisi dialettiche e crisi entropiche. Le prime sono provocate da cause ben precise, che creano un conflitto e spingono a un superamento. Le crisi entropiche, invece, sono dovute alla perdita di senso e di orientamento del sistema economico. L'attuale crisi economica è chiaramente di tipo entropico”.

“Un caso classico di crisi entropica - ha poi spiegato Zamagni -  fu quella dell'impero romano che, pur ricco ben strutturato, crollò per implosione su se stesso quando perse il senso. Altra crisi entropica recente è stata quella del mondo sovietico: era potente e ben strutturato ma aveva perso il senso del progetto sociale ed economico, cioè l’ideale e il progetto socialista, e implose senza un particolare conflitto o causa esterna”.

Fatta questa premessa di tipo storico-economica, il professor Zamagni ha indicato tre linee essenziali di cammino futuro.

La prima: “Dalle crisi entropiche ci si riprende solo trovando un nuovo senso al sistema socio-economico”.  

La seconda: “La Chiesa, con le sue esperienze e il suo pensiero, può svolgere un grande ruolo nel ridare senso al sistema economico mondiale ormai all’implosione”.

La terza: “La via maestra di superamento della crisi sta nell'educazione a un nuovo senso di uomo e di progetto sociale-economico”.

Dopo aver fatto la distinzione tra istruire (mettere nella persona contenuti), formare (allenare a vivere secondo determinati contenuti) ed educare (tirare fuori la persona da se stessa, dare senso e movimento), l’economista Zamagni ha osservato che, “nell'attuale epoca di individualismo e di frammentazione relativistica, è negato il concetto stesso di educazione: “ognuno deve essere quello che è”, “educare è violentare”, “educare è contro la libertà individuale”, “è vietato vietare”.

Pertanto, rivolgendosi ai 120 Superiori generali, Zamagni ha invitato a “riprendere l'attitudine e la prassi educativa come testimonianza e annuncio di senso in una società che implode per mancanza di senso. Così sarete non solo spiritualmente utili, ma anche socialmente ed economicamente”.

Al riguardo, il prof. Zamagni ha riproposto un'espressione del testamento del beato Giuseppe Tovini e citata da Benedetto XVI NEL discorso di beatificazione: “senza la fede i nostri figli non saranno mai ricchi. Con la fede non saranno mai poveri”. Questa frase il Tovini, grande economista, non la intendeva solo in chiave di vita spirituale, ma anche in prospettiva propriamente economica, in quanto la fede porta all'intraprendenza e all’impresa nella vita.

 

Nella prima giornata, 21 novembre, il presidente dell’USG, Don Pascual Chávez, nella relazione introduttiva, ha ricordato come la vita consacrata si è sempre distinta per il suo impegno a favore della prima evangelizzazione.  Ora dovrà essere in prima linea anche nella nuova evangelizzazione.  

 

Oggi, il campo della missione si è ormai esteso a tutto il mondo e comprende persino un nuovo continente, quello digitale; per di più siamo di fronte alla desertificazione spirituale, come ha detto Benedetto XVI. “Nel deserto – ha affermato Don Chavez – c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza”.  

Il nuovo nome “nuova evangelizzazione” indica la nuova prospettiva di annuncio del Vangelo destinata a quanti, dopo essere stati evangelizzati, vivono la lontananza e l'indifferenza della fede. Il contributo fondamentale dei consacrati è atteso e importante, soprattutto come testimonianza vitale, nella vita comunitaria e nelle opere, della vita trasformata dal vangelo.

Il giornalista vaticanista Frédéric Mounier, del giornale "La Croix", ha offerto una lettura “giornalistica, soggettiva, francese” del Sinodo, dei suoi contenuti e del suo clima. Ha molto apprezzato il messaggio finale che contiene uno slancio e un soffio significativo di apertura fiduciosa verso il mondo, le sue sfide e le possibilità della missione della Chiesa. «E’ stato un Sinodo polifonico e polisemico. Ho sentito battervi il cuore della Chiesa. Vorrei sperare, ha concluso Mounier, che questo Sinodo sappia anche risvegliare il nostro desiderio di Chiesa».

Erano 10 i superiori generali al Sinodo e per loro ha fatto una comunicazione di sintesi Don Mario Aldegani, superiore generale dei Giuseppini. E’ stata un’esperienza “arricchente, di vera cattolicità”, nonostante una certa rigidità della struttura sinodale celebrativa. “Le voci più commoventi di speranza e di fiducia – ha osservato P. Aldegani - si sono alzate dalle chiese di minoranza e dalle chiese perseguitate per suggerire come percorso essenziale della nuova evangelizzazione”.

Il Sinodo ha dato molta attenzione agli evangelizzatori più ancora che alle nuove modalità e strategie di nuova evangelizzazione. Ha citato l’intervento perentorio del vescovo filippino Mons. Socrates Villegas che ha affermato: ““La nuova evangelizzazione richiede nuova umiltà. Il Vangelo non può prosperare nell’orgoglio”.   Un altro padre sinodale – il vescovo francese Mons. Ives Paternotre - ha parlato dello stile della Chiesa che evangelizza: «non si tratta di costringere il mondo ad entrare nella Chiesa, così come essa è, ma di fare una Chiesa capace di accogliere il mondo come esso è».

La giornata è stata molto ricca di contenuti, ripresi nei circoli e gruppi di riflessione.

  La Santa Messa, alla sera, è stata presieduta dal Prefetto della Congregazione per la Vita Consacrata, Mons. Joao Braz de Aviz, che avevo incontrato il giorno precedente in occasione della consegna del Decreto di riconoscimento canonico del Movimento Laicale Orionino. Ha colpito un po' tutti per la sua semplicità, calore spirituale e parresìa nel toccare i problemi. 

Nel pomeriggio, l’Assemblea generale ha ascoltato le relazioni del Presidente e del Segretario generale sulla vita dell’USG e, successivamente, ha eletto il nuovo Presidente dell’Unione Superiori Generali: P. J. Rodriguez Carballo, superiore generale dei Frati Minori. Domani ci sarà l'elezione del Consiglio direttivo.

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