Venga, ben venga il Signore a piantare, e dentro e fuori e sopra di noi, la sua croce adorabile, pegno divino del suo amore.
Lunedì, 25 Marzo 2019
8 Dicembre 2015
ANNO SANTO: La Porta Santa della Chiesa per entrare e per uscire.
Aperta la Porta Santa dell'Anno della misericordia. Nota di Don Flavio Peloso.

Alle 11.10, di questo 8 dicembre 2015, festa dell’Immacolata, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della basilica di San Pietro, al termine della celebrazione della Messa.
Di questo rito c’era già stato un «anticipo» significativo il 29 novembre scorso, quando il Papa aveva aperto la porta di legno della cattedrale di Bangui, in Centrafrica.
Inizia il Giubileo della misericordia.



 

Il tema dell’Anno Santo è: «Siate misericordiosi come il Padre» (cfr Luca 6,36).
Nella Bolla di indizione «Misericordiae vultus» (11 aprile 2015), Papa Francesco ha indicato che l’Anno Santo della misericordia è da vivere "con sentimenti di gratitudine per quanto la Chiesa ha ricevuto e di responsabilità per il compito che ci attende, attraverseremo la Porta Santa con piena fiducia di essere accompagnati dalla forza del Signore Risorto che continua a sostenere il nostro pellegrinaggio. La Chiesa sa che il suo primo compito, soprattutto in un momento come il nostro, colmo di grandi speranze e di forti contraddizioni, è quello di introdurre tutti nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di Cristo. Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell'Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni uomo compie nella sua esistenza... pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata".
Oggi, nell’omelia della Messa di apertura del Giubileo, Francesco ha detto: “Sarà un Anno in cui crescere nella convinzione della misericordia.

È un Giubileo straordinario non solo perché si celebra fuori della scadenza dei 25 anni, ma per tante altre ragioni, non ultima quella di vedere la Porta Santa attraversata contemporaneamente da due Papi. Resteranno indelebili le immagini dell’anziano Benedetto XVI che procede a passi lenti, poi la stretta di mano con Francesco, l’abbraccio; quel guardarsi negli occhi, quel parlare sottovoce tra i due Papi che tanto amano e servono la Chiesa.

Nell’omelia del Papa ho colto una continuità e quasi una identificazione dell’apertura della Porta Santa della chiesa di San Pietro con l’apertura della Chiesa al mondo contemporaneo avvenuta a partire dal Concilio Vaticano II. Certo intenzionalmente, l’apertura dell’Anno Santo corrisponde con il giorno conclusivo del Concilio: 8 dicembre 1965-2015. “Oggi, varcando la Porta Santa vogliamo anche ricordare un’altra porta che, cinquant’anni fa, i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo”.

Il verbo “spalancare” fu caro anche a Papa Giovanni Paolo II.
Ora Papa Francesco con questo verbo ricorda che “il Concilio è stato un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l’avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario”.
Su questa strada dell’incontro occorre continuare decisamente, mediante la misericordia e il dialogo di cui furono campioni i due Papi del Concilio, Papa Giovanni XXIII della misericordia e Paolo VI del dialogo.

Con il Giubileo, Francesco chiede di “riprendere con entusiasmo il cammino missionario”, di essere Chiesa in uscita, mediante il vangelo e il ministero della misericordia, promuovendo la cultura dell’incontro.
Se Giovanni Paolo II ha detto di “non avere paura di spalancare le porte a Cristo”, Papa Francesco chiede di non avere paura di uscire e di camminare sulle strade del mondo, con “lo spirito emerso dal Vaticano II, quello del Samaritano, come ricordò il beato Paolo VI a conclusione del Concilio. Attraversare oggi la Porta Santa ci impegni a fare nostra la misericordia del buon samaritano".
Insomma, la Porta Santa non è solo per entrare nella grazia di Dio, ma anche – e oggi innanzitutto – è per uscire e testimoniare la misericordia di Dio.

Come Orionini, vibriamo di amore alla Chiesa e siamo chiamati a viverne il cammino attuale, come indicato da Papa Francesco che tiene in mano, ispirato e sicuro, il “pastorale” di Pietro. Stiamo ben dentro e attivi nel pellegrinaggio della Chiesa in cammino: “Essa sola è sicura di battere le vie della Provvidenza e solamente seguendo Lei possiamo essere tranquilli che sebbene queste vie possano sembrarci oscure sono sempre rette” (Don Orione).

Don Flavio Peloso

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