L’arma migliore e che tutti possiamo adoperare è ancora ed è sempre la preghiera.
Sabato, 20 Aprile 2019
1 Febbraio 2019
VENEZUELA: LA FEDE E L'IMPEGNO DEGLI ORIONINI E DELLA CHIESA PER AFFRONTARE LA DIFFICILE SITUAZIONE
È terminata ieri la visita canonica del Vicario generale Don Oreste Ferrari e del Consigliere generale Don Fernando Fornerod alla comunità di Barquisimeto (Venezuela).

Barquisimeto (Venezuela), è una grande città della carità orionina con opere emblematiche come quella dell’Honim, che ospita circa 80 ragazzi con handicap diversi e nella quale c’è una grande realtà di volontariato che aiuta le persone sia col farsi strumento della provvidenza di Dio nel servizio, che allo stesso tempo nel reperire fondi e cibo per la struttura.

I due Consiglieri generali hanno visitato anche il Piccolo Cottolengo, un’altra realtà molto significativa che, insieme all’Honim, testimonia in questa grande città un messaggio di carità verso i più bisognosi. Hanno poi visitato una scuola speciale per ragazzi disabili e un Hogar per ragazzi di strada, due realtà che, che pur non essendo orionine, sono portate avanti da laici e da altre congregazioni che hanno e sentono Don Orione come patrono ispiratore.

Questa vera e propria “città della carità” si completa poi con la parrocchia “Nostra Signora di Guadalupe”, dove ci sono tantissimi gruppi, composti anche da giovani, molto ben organizzati e con uno spirito e una forza incredibili, che trasmettono un grande senso di chiesa diocesana, di orioninità e di collaborazione. Ad esempio, è stata organizzata, insieme ad altre istituzioni, una farmacia che rende un importante servizio di prossimità offrendo medicine e cibo, ma anche una presenza consolatrice in questo momento di difficoltà. Una grande gioia percorre il cuore di tutti i volontari e gli impiegati orionini. Malgrado la sofferenza e la fame sentono che la Provvidenza non li abbandona e che, anzi, risveglia in tutti quanti la solidarietà e la generosità. I poveri quanto meno hanno più danno, e cercano di aiutarsi fedeli alla Provvidenza di Dio che non abbandona mai, specialmente i suoi figli prediletti.

All’Honim, al Piccolo Cottolengo, alle scuole speciali e alla parrocchia si aggiunge poi la realtà del Seminario “Don Orione”, con 3 seminaristi che stanno studiando filosofia e che danno alla casa un tono di gioia e di speranza, di persone che si sentono attratte dal messaggio e dalla missione di Don Orione, che vogliono far parte della famiglia orionina con entusiasmo. La loro creatività e il sorriso disegnato sui loro volti è segnale che Dio non abbandona il suo popolo sofferente.

«La realtà in Venezuela è molto dura – raccontano i due Consiglieri – a causa della grave crisi socio-politica che da tempo incombe nel Paese. Siamo stati testimoni delle centinaia di persone in fila per mangiare e della mancanza delle medicine, e siamo convinti sia necessario un corridoio umanitario per questi due beni primari che scarseggiano. A tutto questo si è aggiunta la crisi del trasporto pubblico, che al momento risulta praticamente inesistente. Ci sono persone che escono di casa alle 3 del mattino per riuscire ad accaparrarsi un bigliettino numerato con il quale, alle 6,  possono andare a prendere posto in autobus pagando anche dei prezzi pazzeschi, con il rischio per di più di essere derubati. È purtroppo uno stato totalmente abbandonato e la società civile, che pure soffre quotidianamente, con molta forza cerca di andare avanti verso la normalità. In questo scenario i religiosi e i laici orionini fanno in modo di non scoraggiarsi, aiutandosi vicendevolmente e testimoniando un servizio di pace e di solidarietà e di concreto aiuto verso chi soffre per questa situazione».

«L’Honim, il Piccolo Cottolengo, la Parrocchia e il Seminario – aggiungono – costituiscono la costellazione orionina venezuelana a Barquisimeto, che è molto vicina alle sofferenze del popolo, al quale testimonia un messaggio di pace, di riconciliazione e di impegno a favore degli ultimi e a coloro che stanno soffrendo per questa situazione. Abbiamo visto lunghe code di persone davanti alle istituzioni cattoliche che aprono le loro porte per condividere quello che hanno. Alcune non si limitano a distribuire cibo sulla porta, ma accolgono i poveri con dignità, facendoli sedere a tavola. Nel dramma che vive il popolo venezuelano la carità orionina si è rimboccata le maniche e lavora gomito a gomito in questo oceano sofferenze».

«Una delle caratteristiche del popolo venezuelano – proseguono – che lascia sconvolti, è la serenità e l’allegria con cui non si arrendono e combattono pacificamente, aiutandosi vicendevolmente. Ci colpisce la grande fede, l’allegria che non è stata intaccata da questa triste e grave situazione umanitaria. Malgrado tutto, questa situazione non ha rubato loro il sorriso, l’allegria, la speranza, l’impegno e la carità».

Ieri, memoria liturgica di san Giovanni Bosco, i due Consiglieri, hanno celebrato la messa in seminario chiedendo l’intercessione di san Giovanni Bosco e di san Luigi Orione, per i religiosi che con impegno stanno portando avanti questo messaggio di carità non soltanto all’interno delle opere orionine, ma avendo come orizzonte la società civile venezuelana.

Commenta Don Fornerod: «In questi giorni vedendo questa situazione, pensavo e meditavo la frase di san Paolo: “Né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. E queste parole si vivono e si sperimentano in ogni angolo del Venezuela orionino, nei volti e nei cuori di volontari, religiosi e impiegati che portano avanti e rendono viva questa esperienza».

I due Consiglieri si sono diretti poi a Caraballeda, per visitare l’altra comunità orionina a cui è affidata la parrocchia “Nostra Signoria della Candelaria”, che celebra in questi giorni la festa patronale.

 

 

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